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VinGustandoItalia, scopriamo l’abbinamento tra Falanghina e prosciutto crudo

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VinGustandoItalia, nel Bel Paese e nel mondo esiste una sfida tra prosciutti crudi, San Daniele e Parma, ma il vincitore potrebbe essere il Venticano e bisogna abbinarlo con uno spumante Campano.

Su tutte le tavole di noi italiani troviamo il prosciutto crudo. Ma quale è il migliore? Parma o San Daniele? Io ne preferisco uno Campano. Per prima cosa cerchiamo di comprendere quali sono le differenze tra i due colossi nazionali. La prima e più vistosa differenza tra i due prosciutti è il luogo in cui vengono prodotti. La zona di produzione del prosciutto di Parma è molto più vasta: comprende buona parte della provincia parmense. Più circoscritta è la zona di produzione del Prosciutto di San Daniele, che viene prodotto esclusivamente in Friuli Venezia Giulia, nel territorio collinare dell’omonimo comune in provincia di Udine. Ma oltre la zona, altra differenza è la salatura. La materia prima per i due prosciutti è la stessa. Entrambi sono ricavati dalle cosce suine. Ciò che fa la differenza allora è il metodo di salatura, che rappresenta una delle fasi più delicate della lavorazione. Nel San Daniele avviene esclusivamente a secco con il sale marino; nel salume parmense si procede in maniera diversificata: le parti esterne, quelle della cotenna, sono trattate con sale umido mentre la parte magra viene trattata con sale asciutto. Bene, ora conoscete alcune differenze dei prosciutti più rinomati d’Italia, ma quanti di voi hanno mai assaggiato il prosciutto Venticano? Probabilmente non molti. Questo prosciutto nasce nel Comune di Venticano in provincia di (AV), è un salume molto particolare ed apprezzato per la sua  genuinità e non ha niente da invidiare ai famosi e rinomati prosciutti del nord Italia. E questo perché una delle principali tradizioni contadine delle campagne irpine è stata da sempre quella dell’allevamento del maiale, a questa si univa storicamente la facilità di reperire una importantissima materia prima cioè il sale, grazie alla posizione di Venticano, snodo fondamentale della cosidetta “Via del Sale” che ripercorreva l’antica Via Appia fra Napoli e le saline di Margherita di Savoia in Puglia. Ha origini molto antiche, infatti già verso la fine dell’ 800, diverse famiglie di Venticano si erano specializzate tramandando conoscenze preziose di generazione in generazione. Momento fondamentale era la raccolta delle cosce di maiali, sapientemente allevati dai contadini, all’interno dei mercati paesani delle province di Avellino e Benevento. Nel corso degli anni, Venticano è diventata un punto di riferimento a livello locale per la lavorazione del prosciutto e ci sono laboratori locali che mettono a disposizione dei pochi allevatori di suini del posto il sapere e le conoscenze acquisite in più di un secolo di attività di lavorazione e stagionatura. Ma vi starete chiedendo: come lo abbiniamo? In abbinamento ai salumi è favoloso pasteggiare con le bollicine. Anche per lo spumante vi consiglio una Falanghina spumantizzata che, abbinata a questo prosciutto ed un po’ di formaggio  semi-stagionato avellinese, esalterà il vostro palato. Freschezza, piacevolezza, mineralità, sentori di frutta bianca e fiori. Spuma persistente, dal perlage fine ed elegante. Al naso emergono piacevoli sentori floreali e agrumati. In bocca risulta particolarmente fresco, minerale e persistente. Sul finale ritornano le note di agrumi percepite al naso. In definitiva sarà un abbinamento nel quale il cibo ed il vino ben strutturati evidenziano sensazioni saporifere, tattili, gustative e olfattive percettibili e reciprocamente equilibrate, creando un abbinamento sicuramente armonico.  Per concludere … Il bello del vino è che, per due ore, i tuoi problemi sono di altri. ​