Tipicità cammina di pari passo con il termine francese terroir, perché sono elementi convergenti.
Spesso nei miei articoli avrete letto la regola delle Tre T “Tipicità, Tradizione e Territorio”, ma cosa vuol dire? Cosa si intende per prodotto tipico? Perché suscita tanto interesse il legame tra territorio e tradizione? Le risposte a queste domande sono determinanti sia perché intorno ai prodotti tipici ruota un pezzo importante dell’economia e del turismo enogastronomico, sia per il valore culturale che esprimono i territori e le tradizioni ad esso legate. L’attenzione al prodotto tipico risponde all’esigenza di tutelare le tipicità alimentari ed enogastronomiche e conoscere le culture ad esse collegate. Il prodotto tipico è un prodotto caratteristico con un forte legame con l’area geografica in cui nasce e possiede proprietà qualitative elevate, frutto di un insieme di fattori, tra i quali i processi artigianali di lavorazione tramandati da generazioni. Questa tipologia di prodotti è proposta, in opposizione a un mercato che tende alla standardizzazione dei gusti, per assecondare una domanda basata sulla genuinità, sulla esclusività dei prodotti, su ciò che di unico può offrire una località, intercettando la forte attrazione verso tutto ciò che rinvia al passato e alla natura. Il prodotto tipico è intrinsecamente legato a un territorio, che non indica solo un luogo fisico ma un insieme di condizioni che comprendono numerosi fattori: la storia, i saperi, le esperienze e le tecniche di lavorazione. Il nostro termine “Tipicità” cammina di pari passo con il termine francese terroir, perché sono elementi convergenti, determinando la necessità di difesa della “reputazione” del territorio prima ancora di quella del prodotto. Spesso si presume che il prodotto tipico appartenga da tempi remoti a un territorio e continui a essere realizzato secondo memoria, metodi e pratiche che affondano le loro radici nella tradizione. Si tratta di uno degli aspetti più problematici e pregnanti del concetto di “tipico”. Gli storici dell’alimentazione hanno messo in luce il carattere culturale del cibo, radicato in un contesto di pratiche, relazioni e significati sociali. Alla tradizione si associa la memoria, come ripristino del passato, in un continuo processo di ricostruzione da parte di un singolo e di una comunità. La tradizione, infatti, può essere considerata come l’esito di un processo sedimentato nel tempo, che ha selezionato i prodotti e le pratiche alimentari socialmente accolti. Un prodotto tipico, quindi, è “locale”, in quanto frutto del territorio da cui deriva; è “peculiare”, cioè portatore di caratteri distintivi, è “tradizionale, in quanto frutto di una memoria tramandata che ha sedimentato nel tempo grazie alle pratiche di preparazione e di consumo, che ricordano i modi di lavorazione, le abitudini, gli stili di vita, i simboli ed i riti. I consumatori sono attratti dal prodotto tipico per la sua natura di prodotto che viene dal passato, senza “tradirlo”. Grazie al fatto che la tradizione è tutto ciò che affonda le radici nel passato, diventa garanzia di un’autenticità che investe non solo il prodotto, ma anche le relazioni, gli stili di vita ed i sentimenti. Se si afferma che la tradizione sia in sé “buona”, questo implica la sua conservazione, la sua difesa e il suo tramandare ciò che nel passato è stato praticato. Il prodotto tipico diventa quasi un mito sinonimo di qualità, il cui richiamo rappresenta di per sé una garanzia. Le produzioni tipiche sono percepite come “meno industriali”: più naturali e rispettose dell’ecosistema in quanto associate ad attività artigianali e a minore impatto sull’ambiente di quelle industriali. Sono autentici i prodotti conosciuti da tempo, che hanno mantenuto inalterata la loro fisionomia, al contrario di contraffazione che è attribuita, più o meno implicitamente, alla moderna produzione industriale. La ritualità nell’acquisto gioca un ruolo importante nel sostenere l’autenticità: l’acquisto è spesso abbinato a eventi come le sagre, che rafforzano l’identità originaria del prodotto, richiamando l’idea di qualcosa fatto secondo un’antica sapienza. “Tipico” è ciò che ha radici, che affonda nel tempo e nella storia. Le radici sono una metafora per proteggersi dai cambiamenti, garantire stabilità e tenuta, restituire linfa e vita. Si studia la storia locale. L’immaginario si nutre di nostalgia, come i sapori buoni dell’infanzia, di consuetudini antiche che riportano a ricordi familiari. Per concludere possiamo affermare che il concetto di prodotto tipico si associa in modo indissolubile a un territorio inteso come luogo, non solo fisico ma anche antropologico, vale a dire un territorio con una sua storia, cultura, sapori, profumi e relazioni.
(fonte foto: rete internet)



