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Era il 25 ottobre scorso quando su queste pagine scrivevamo degli insoliti lavori di smantellamento della casa canonica della Parrocchia di S. Croce in San Nicola, a Marigliano, destinata a una brutale demolizione, pur essendo bene ecclesiastico. Ebbene, pochi giorni fa è arrivata la notizia del sequestro del cantiere, operata dal Comandante della locale Polizia Municipale, Emiliano Nacar, il quale ha prodotto ben cento pagine di dossier in un lavoro di analisi, controllo e ricerca durato appena un paio di mesi. Per il momento.

Sì, perché, date le ipotesi di reato, l’inchiesta è destinata ad allargarsi. Gravi sono quelle che riguardano, allo stato, il figlio del sindaco di Mariglianella, Salvatore Di Maiolo, titolare della ditta che ha messo su il cantiere della casa canonica, e anche alcuni elementi della Curia locale: abusivismo, falso, truffa e abuso d’ufficio, come si apprende dalle pagine de La Repubblica, che ha verificato l’invio dell’accurata relazione  depositata alla Procura di Nola e sulla quale è calato immediatamente uno stretto riserbo. Come invece risulta da un articolo de Il Fatto Quotidiano dedicato alla vicenda, a quanto pare l’immobile è stato acquistato il 18 ottobre 2018 dalla Dim.Bo immobiliare srl, l’azienda del figlio di Felice Di Maiolo, sindaco forzista di Mariglianella, che ha rilevato anche la concessione rilasciata nell’ottobre 2017 dal Comune di Marigliano.

Dalla viva voce del sindaco, costruttore edile ed ex responsabile amministrativo della ditta fino a pochi anni fa, si sottolinea che loro sono in possesso di un permesso a costruire, sul quale però la Polizia Municipale adesso vuole vederci chiaro, dopo essere stata sul cantiere, aver visionato le carte ed essersi accorta che vi sono delle clamorose contraddizioni tra ciò che è segnato sulla carta e ciò che è consentito dalla legge, spesso piegata a proprio piacimento da creative interpretazioni, come sembra accaduto anche a Marigliano, in virtù di una vecchia delibera del Comune, varata dalla precedente amministrazione del sindaco Sodano (di destra anch’essa) e in grado di aggirare le griglie piuttosto rigide che vietano l’aumento di volumi in territori ad alta densità abitativa, come nella provincia di Napoli. Come indicato nel nostro precedente articolo, c’è  stata una permuta tra la Curia e la ditta Dim.bo, di cui risulta titolare il figlio del sindaco, Salvatore Di Maiolo. Più nello specifico la Curia cede un’ala dell’edificio della casa canonica alla società che così vi ricava ben otto appartamenti, falsando – secondo le ipotesi degli inquirenti –  una delle norme del Piano Casa; in cambio, il sacerdote ottiene la riqualificazione generale di un’altra ala, quella lato strada (via Sant’Antonio) dove sorge anche un giardino ed un’area destinata a parcheggio.

Agitazione e comprensibile preoccupazione in Curia, nel quartier generale di Nola, dove i vertici sono pronti a difendersi e a tutelare il buon nome del parroco protagonista della vicenda, don Sebastiano Bonavolontà della Parrocchia di San Nicola. A quanto pare, di fronte agli elementi raccolti, alla magistratura non resta che approfondire e fare chiarezza, e nel frattempo, a Marigliano, il Comandante Nacar, da appena due mesi in città, non molla la presa, cercando di svelare quella che sembra solo la punta di un iceberg nello spesso pack della speculazione edilizia in provincia.