L’incontro con la cittadinanza di Pomigliano non poteva essere dei più felici. Ieri infatti il vicepresidente della Regione Campania, Fulvio Bonavitacola, ha ricevuto un bagno di folla nel consiglio comunale. Lo hanno applaudito centinaia di persone di tutte le età mentre spiegava la bontà del progetto di realizzazione di un impianto per la produzione di compost dalla decomposizione dei rifiuti organici. Accanto a Bonavitacola c’erano il sindaco, Raffale Russo, il presidente di Legambiente Campania, Michele Buonomo, tecnici esperti del settore e l’assessore comunale all’ambiente, Mariagrazia Tartari. Ma non sono mancate le voci fuori dal coro. A esprimersi contro il progetto, ormai in fase di assegnazione dell’appalto, sono stati gli attivisti di “Brusciano Non Deve Morire”. << Abbiamo bisogno come il pane degli impianti di trattamento dei rifiuti differenziati per battere la camorra e avere una Campania pulita >>.
Ecco, in sintesi, tutti gli interventi del convegno di ieri
Fulvio Bonavitacola, vicepresidente della giunta regionale con delega all’ambiente: << Il primo complimento perché il Comune di Pomigliano ha aderito volontariamente al progetto del compostaggio, il secondo per la raccolta differenziata che qui è al 67 % e il terzo perché questa è una comunità che ragiona senza urlare e diffamare. Non bisogna farsi condizionare dall’effetto social. La democrazia non è la pratica dei “like” alle stupidaggini. Questa di stamattina non è una consultazione anche perché se questo non è un cammino collettivo non andiamo da nessuna parte. Non basta fare la raccolta però: bisogna fare la raccolta differenziata per bene. Ai teorici del nulla io contrappongo questo. C’è una diffusione di siti contaminati in tutta la Regione. Se abbiamo dato tutti andiamo dunque su una strada nuova. Noi siamo la Terra dei Fuochi. Noi siamo al 53 % di raccolta differenziata. Siamo la prima Regione del Mezzogiorno. Le nostre produzioni agroalimentari sono le migliori e quindi hanno interesse a discriminarci. E i danni al turismo, non li calcoliamo? Noi ci dobbiamo liberare di questo marchio infamante. Noi dobbiamo ribellarci come popolo campano a questo marchio d’infamia: Terra dei Fuochi, perché non lo meritiamo. Il tema di questo impianto di compostaggio a Pomigliano è più generale. Noi i problemi ambientali li abbiamo. Non sono un negazionista. Ha ragione chi dice che il problema è anche il controllo. Noi abbiamo fatto una legge: i comuni che gestiscono l’impianto devono far parte della compagine sociale. Ogni 15 giorni voi cittadini di Pomigliano dovrete essere aggiornati su tutto quanto concerne l’attività del compostaggio. Se c’è qualcosa che non va bene, si agisce. Questa è la democrazia. Non basta fare due o tre impianti qua e là. In Campania produciamo 2milioni e 543mila tonnellate di rifiuti. Arriveremo a 1milione e 400mila tonnellate di differenziata. Ci saranno impianti privati e pubblici. Ma ce ne vogliono altri 14 di impianti di compostaggio. Per arrivare al fabbisogno deve essere così. Però devono funzionare gli enti d’ambito. Abbiamo tolto la monnezza alla camorra per questo. Qui siamo al potere ai comuni. Nella città metropolitana di Napoli ci sono tre “Ato”. E’ in mano a loro il ciclo. Sono loro che decideranno. Sono loro che decideranno le piattaforme del multimateriale. Intanto il privato riempie i piazzali e poi improvvisamente esplode l’incendio. Dobbiamo sottrarci al ricatto delle forme di mediazione privata. L’imprenditoria privata deve fare la sua parte ma il pubblico deve avere la sua autonomia >>. Raffaele Russo, sindaco di Pomigliano: << Prima di dare l’assenso mi sono documentato sul biocompostaggio aerobico. Ho visto che si tratta di un impianto assolutamente innocuo. Quindi siamo stati scelti dalla giunta regionale come sede del biocompostaggio. Nel frattempo nel panorama politico pomiglianese pensavo di avere un’opposizione senza giustificazioni. Invece il Pd ha detto che il biocompostaggio non solo è necessario ma è anche innocuo. Ci sono solo piccole frange contrarie, quelle che hanno creato in passato incredibili danni ambientali a Pomigliano. Poi ci sono i Cinquestelle: mi hanno detto che sono d’accordo al compostaggio aerobico. Poi si sono tirati indietro. Intanto a Roma la Raggi ne ha chiesti due. Quindi mi hanno detto che si dovrebbe mettere in collina. Io gli ho risposto che anche se ho ottant’anni non mi risulta che esistano colline a Pomigliano. Allora hanno cominciato a fare terrorismo psicologico. Hanno detto che è una discarica. Intanto noi abbiamo il grosso problema delle polveri sottili. Dal primo di gennaio saranno ripristinate le targhe alterne. Daremo un contributo a chi fa abbattere le polveri dei camini. Dobbiamo fare in modo che le circolari vengano utilizzate dai cittadini. Noi sforiamo più d’inverno che d’estate e dalle sei alle otto, quando il traffico è maggiore. Abbiamo detto che chi comprerà la macchina elettrica non pagherà il grattino e avrà una bicicletta. Sapete perché altri paesi non sforano i livelli di polveri sottili? Perché gli altri non hanno i rilevatori. Qui invece abbiamo quattro centraline. Comunque compreremo atri rilevatori per le presunte aziende inquinanti. Io sono un medico e dovete sapere che l’otto per cento del cancro polmonare è legato alle polveri sottili. Non è possibile che noi facciamo tutti questi sforzi e gli altri no, ecco perché abbiamo costituito un consorzio di sindaci. Se il biomcompostaggio non è dannoso verrà a Pomigliano>>. Mariagrazia Tartari, assessore all’ambiente del comune di Pomigliano: << Pomigliano fa parte dei 276 comuni italiani rifiuti zero. L’impianto di compostaggio è innocuo. Il processo di lavorazione dei rifiuti è naturale e l’area individuata ha tutte le caratteristiche previste dalle normative vigenti. L’impianto tratterà rifiuti delle mense, degli sfalci e delle cucine. Non avremo un aumento del traffico grazie alla vicinanza dell’asse mediano. Abito a Pomigliano e ho un bambino. Dobbiamo lavorare insieme per restituire alla Campania il suo antico appellativo di Campania Felix >>. Professore Vincenzo Belgiorno, docente di ingegneria ambientale all’università di Salerno: << La frazione umida in Campania costituisce il 35 % dei rifiuti. La Campania è carente sul trattamento di questa frazione. Il processo del compostaggio avviene esclusivamente in capannoni chiusi. Gli odori vengono aspirati e filtrati >>. Alessandra Cesaro, docente di smaltimento e trattamento dei rifiuti UNISA: << Nell’impianto previsto la biossidazione si farà in grosse camere chiuse. I cumuli di rifiuti organici saranno movimentati il meno possibile per evitare l’emissione di polveri >>. Lucio Righetti, “Zero Waste Campania”: << il rendimento dell’inceneritore di Acerra è solo del 25 %. Comunque gli impianti di compostaggio non hanno impatto zero. Hanno impatto odorigeno. Si tratta di fare una corretta raccolta differenziata a monte e trovare soluzioni adatte all’interno del sito. E attenti alle infiltrazioni mafiose e dei disonesti, anche se la gestione comunale a Pomigliano credo che farà buona guardia >>. Michele Buonomo , presidente di Legambiente Campania: << Pomigliano aveva più di dieci anni fa il primo compostaggio della Campania. Poi è stato chiuso ma annunciarono la costruzione di un nuovo e più moderno impianto. In ogni caso io sono convinto che l’impiantistica da raccolta differenziata sia un processo democratico che deve essere condiviso da tutti. Attenti però alla gestione di questa impiantistica: è il motivo del fallimento del compostaggio di Salerno. Credo però che la gestione di un piccolo impianto in una città come Pomigliano possa dare tutte le garanzie >>. Attivisti di “Brusciano non deve morire”: << Perché non attivare prima gli impianti di compostaggio che non sono decollati invece di realizzarne uno a Pomigliano ? Ogni territorio deve fare la sua parte. Noi abbiamo l’inceneritore di Acerra a pochi passi. E i camion? Non li contate i camion ? Fare un compostaggio a Pomigliano, uno a Marigliano, un altro a Caivano ci sembra eccessivo. A San Vitaliano abbiamo la centralina di rilevamento delle polveri sottili che ha sforato 13 giorni seguito >>. Anna Rea, del comitato “Pomigliano contro il cementificio”: << Il problema di fondo del compostaggio sarà il monitoraggio. Il problema è il controllo >>.









