Una giornata intensa, carica di emozione, spiritualità e messaggi forti quella vissuta tra Pompei e Napoli per la visita di Papa Leone XIV nel giorno del primo anniversario del suo pontificato. Migliaia di fedeli hanno accolto il Pontefice tra il santuario mariano e il cuore del capoluogo campano, in una visita pastorale che ha unito fede, speranza e un forte richiamo alla responsabilità sociale.
Fin dalle prime ore del mattino, il Papa ha raggiunto il Santuario della Beata Vergine del Rosario di Pompei per la tradizionale supplica alla Madonna dell’8 maggio, momento simbolico che ogni anno richiama pellegrini da tutto il mondo. Proprio da Pompei è partito il primo grande appello del Pontefice. “Due intenzioni rimangono di pressante attualità: la famiglia, che risente dell’indebolimento del legame coniugale, e la pace, messa a repentaglio dalle tensioni internazionali e da un’economia che preferisce il commercio delle armi al rispetto della vita umana”.
Papa Leone ha poi rivolto un pensiero ai conflitti ancora aperti nel mondo: “Le guerre che ancora si combattono in tante regioni del mondo chiedono un rinnovato impegno non solo economico e politico, ma anche spirituale e religioso. La pace nasce dentro il cuore”, aggiungendo che “non possiamo rassegnarci alle immagini di morte che ogni giorno le cronache ci propongono”.
Nel pomeriggio il trasferimento a Napoli, dove oltre settantamila persone hanno partecipato agli eventi organizzati nel centro cittadino. Tra i momenti più calorosi della giornata, il bagno di folla in Piazza del Plebiscito e il lungo applauso dei fedeli culminato con un emozionato “Viva Napoli!” pronunciato dal Pontefice. Davvero emozionante l’incontro con la madre del piccolo Domenico Caliendo.
Il Papa si è lasciato coinvolgere anche dalle tradizioni della città: dalla pizza ricevuta in dono fino al bacio all’ampolla contenente il sangue di San Gennaro. Ma accanto ai momenti simbolici, Leone XIV ha lanciato un messaggio molto duro contro criminalità e disuguaglianze sociali.
“Napoli vive oggi un drammatico paradosso: alla notevole crescita di turisti fatica a corrispondere un dinamismo economico capace di coinvolgere davvero l’intera comunità sociale”. Il Pontefice ha parlato di “geografia della disuguaglianza e della povertà”, indicando tra le emergenze “la disparità di reddito, le scarse prospettive di lavoro, la carenza di strutture adeguate, l’azione pervasiva della criminalità, il dramma della disoccupazione, la dispersione scolastica”.
Parole nette anche sul ruolo delle istituzioni: “Dinanzi a queste realtà, che talvolta assumono dimensioni preoccupanti, la presenza e l’azione dello Stato è più che mai necessaria, per dare sicurezza e fiducia ai cittadini e togliere spazio alla malavita organizzata”.
Nel suo discorso finale il Papa ha indicato Napoli come modello di dialogo e accoglienza, ricordando anche l’impegno della città verso i profughi provenienti da Gaza. “La pace parte dal cuore dell’uomo, attraversa le relazioni, si radica nei quartieri e nelle periferie”. Poi la frase conclusiva: “Sappiamo che non esiste pace senza giustizia”.






