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Rubrica Punto e Virgola, Intervista alla candidata sindaca Silvia Svanera

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“Punto e Virgola”, la rubrica de Ilmediano già nota ai nostri lettori per le sue interviste video, si adatta in questa fase ai tempi della campagna elettorale. Considerati i numerosi impegni dei tre candidati alla carica di sindaco, il confronto prende il via in forma scritta, per poi proseguire anche con gli approfondimenti video. Intervista a Sivia Svanera,  candidata  sindaca con il sostegno del Campo Largo composto da: Lista Noi –  Silvia Svanera sindaca,  Partito Democratico,  Alleanza Verdi e Sinistra, Movimento 5 Stelle,  A Testa Alta –  Avanti – CDU – Psi,  Per – Per le persone e la comunità.

 

 

Cosa l’ha convinta a candidarsi proprio in questo momento così delicato per la città?

“Non  potevo più restare a guardare mentre la città in cui vivo, e che ha visto nascere e crescere tutta la mia famiglia, lentamente è caduta in uno stato di degrado ed abbandono.  Me lo hanno chiesto i tanti giovani cui, nel corso della mia carriera da docente, ho parlato di senso del dovere e dell’impegno, in nome di quel senso civico, che ora proprio loro mi hanno chiesto di mettere in campo. Qui serve il coraggio di una rivoluzione, gentile ma determinata. Non mi candido per gestire l’esistente, ma per scardinare un sistema. Le chiavi della città ci servono per riaprirne i parchi chiusi, per valorizzarne il patrimonio, materiale ed immateriale, dimostrando che con la trasparenza e la partecipazione si può amministrare anche con risorse limitate, partendo dalla competenza e dalla passione per il territorio. È il momento di scegliere tra chi ha già governato la città, con risultati noti a tutti  e chi si accinge a farlo con forza, determinazione e coraggio, sostenuta da fiducia e affetto”.

 

Essere la prima donna candidata a sindaco qui ha per lei un significato politico o soprattutto simbolico?

“Per la coalizione progressista, che sono onorata di guidare, essere la prima donna sindaco assume un significato politico: significa trasformare l’eccezionalità in metodo di governo, avviare una svolta che, mettendo al centro del programma la persona, i suoi valori e i suoi bisogni, possa essere determinante per ridare nuovo slancio ad una politica cittadina, in cui partecipazione ed impegno provino a soppiantare trasformismo e opportunismo. Per la comunità di Somma Vesuviana, la candidatura di una donna alla carica di sindaco può essere da sprone all’impegno e modello per una nuova classe dirigente femminile, che non tarderà a farsi sentire”.

 

Se dovesse spiegare in una frase perché Somma Vesuviana ha bisogno di lei, cosa direbbe?

“La città affronta un debito di circa 20 milioni di euro e il concreto rischio di dissesto finanziario: ecco, Somma Vesuviana ha bisogno di qualcuno che, scevro da coinvolgimento ed interesse personale nelle precedenti amministrazioni, sappia trasformare il peso del debito nell’energia del riscatto, sostituendo anni di incertezze con una squadra solida, finalmente capace di ridare dignità e sicurezza alle nostre strade e al nostro futuro”.

 

Qual è la distanza più netta tra lei e gli altri candidati?

“È il perimetro valoriale della coalizione che guido: una coalizione politica di centrosinistra, che propone per la città welfare e coesione sociale, azione amministrativa trasparente e libera da condizionamenti, cultura, valorizzazione del territorio, sviluppo e sostenibilità. Aggiungo che rappresento la sintesi tra i partiti del “campo largo” e la competenza del mondo civile, rappresentata non solo da me, ma dai tanti professionisti seri, che hanno scelto di affiancarmi, condividendo a pieno una leadership basata su toni moderati e correttezza istituzionale”

 

Quali sono le tre priorità nei primi 100 giorni?

“I miei primi 100 giorni a Somma Vesuviana sarebbero una corsa contro il tempo per evitare il baratro finanziario e ridare ai cittadini un segnale di presenza e di concretezza amministrativa. Nello specifico stringeremo un “patto per i conti” e affronteremo l’emergenza dissesto avviando un’analisi immediata dei debiti fuori bilancio per capire se il piano di riequilibrio è ancora salvabile o se bisogna gestire il dissesto in modo guidato per non paralizzare i servizi essenziali. E poi costituiremo una task force PNRR per recuperare i progetti in stallo evitando di perdere i finanziamenti europei, l’unico ossigeno rimasto per le opere pubbliche. Tutto senza trascurare decoro urbano, sicurezza e partecipazione: i cittadini vivono una Somma abbandonata e per questo saranno messi in campo interventi ordinari che, qui, hanno il sapore della straordinarietà. Stesso discorso per la sicurezza: potenzieremo la presenza della polizia municipale, per dare un segnale di controllo del territorio. Collaboreremo con le associazioni per rendere attrattivo il nostro territorio, dal centro alle periferie, in vista dell’organizzazione delle numerose feste che l’estate prepara a Somma Vesuviana. Capitolo importante sarà anche la scuola: è il motore della città con la quale avvieremo un patto educativo con l’obiettivo di tenere in piedi un dialogo costante e per pianificare interventi e forme di collaborazione partecipata con le istituzioni e con la comunità intera.  Ritengo, poi, prioritaria l’apertura di un centro per le fragilità, gestito dalla città e quella di un Ufficio Europa per i Giovani: creare uno sportello comunale che aiuti i ragazzi a trovare opportunità di formazione e lavoro, combattendo la fuga dal territorio”.

 

C’è un problema della città su cui pensa: questo lo risolvo davvero?

“Confido di riuscire davvero a restituire alla mia comunità l’orgoglio civico. Da tempo giovani e meno giovani hanno perso fiducia nella politica e manifestano disinteresse per la cosa pubblica. In questi giorni ho capito che il vento sta cambiando. Guidare la città significherà in primis ridare ai sommesi un motivo per essere fieri del proprio territorio, combattendo quel senso di “abbandono” e l’affermazione di logiche personalistiche che oggi moltissimi cittadini denunciano con forza”.

 

 Giovani: restare o andare via? Cosa cambia concretamente con lei?

“Per un giovane di Somma Vesuviana, oggi, la scelta di restare è spesso percepita come un atto di eroismo o di rassegnazione. Ritengo che questa scelta possa diventare un investimento. É il caso della creazione del distretto della cultura affinché i luoghi  e i monumenti di Somma Vesuviana  non saranno più solo “posti belli da visitare”, ma il cuore di un incubatore di imprese. Mi impegnerò nello studio di agevolazioni fiscali comunali per le startup giovanili che operano nel turismo, nel restauro e nell’accoglienza digitale. Invece di fare i camerieri altrove, i giovani sommesi potranno fare gli imprenditori della cultura a casa propria. E poi ci impegneremo a colmare i vuoti: attualmente mancano luoghi dove i ragazzi possano studiare, progettare, fare sport, cultura o semplicemente incontrarsi senza dover andare nei comuni vicini. Sarà necessario il recupero immediato di beni comunali dismessi per trasformarli in Hub tecnologici e centri di co-working, aule studio e spazi di socialità. Anche il bilancio avrà una dimensione under 30: una quota del bilancio comunale sarà decisa e gestita direttamente da un Forum dei Giovani, di natura elettiva. Saranno loro a decidere quali progetti finanziare, rompendo il meccanismo della delega e del favore e premiando il merito e l’idea. Un’ultima cosa: da donna di scuola, so che l’abbandono inizia quando si spegne la luce nelle aule. Il mio impegno sarà accanto alle scuole e alle associazioni, culturali, musicali e sportive. La collaborazione sarà la nostra arma”.

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