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Continua il trasferimento delle ecoballe di Coda di Volpe nell’inceneritore. Ma chi abita accanto al termovalorizzatore ieri ha invaso il comune. E la protesta monta ogni giorno che passa.

Mentre ad Eboli si esulta ad Acerra si protesta e si piange. Proseguono infatti tra gli applausi degli ambientalisti e dei residenti di Coda di Volpe, località dell’Ebolitano, le operazioni di svuotamento delle 10mila e 700 tonnellate di ecoballe da incenerire nel termovalorizzatore di Acerra.

Ma il sollievo delle popolazioni salernitane sta contrastando con lo sconforto di quelle dell’hinterland a nord est di Napoli. Ieri mattina infatti gli acerrani hanno messo in piazza una protesta massiccia, che era già stata anticipata da un’altra mobilitazione, meno numerosa, di martedì scorso. Ma ieri più di mille persone, tra studenti delle scuole superiori e mamme, hanno invaso il municipio per dire no all’arrivo delle ecoballe di Eboli. E’ stata una protesta lunga, durata molte ore. E in serata i ragazzi delle scuole e le “mamme coraggio”, come hanno scritto su alcune magliette che indossavano, hanno lasciato la casa comunale per incontrare il vescovo, monsignor Antonio Di Donna.

Qui si sono consumate scene da brivido. Alcune donne hanno pianto durante l’abbraccio con il prelato sotto le mura del duomo. “ Sono preoccupato perché la gente non si fida più di nessuno ”, ha dichiarato Di Donna. Intanto l’amministrazione di Acerra ha tenuto in mattinata un duro confronto con la popolazione locale, durante il consiglio comunale partito alle 8 e 30. Molti i fischi e gli improperi lanciati all’indirizzo del sindaco, Raffaele Lettieri, e della giunta. Nell’aula piena come un uovo si sono alternati al microfono gli esponenti dei vari comitati ecologisti della zona. I ragazzi del liceo Alfonso Maria de’Liguori hanno impugnato cartelli e striscioni contro l’inceneritore e la giunta Caldoro.

Ad ogni modo il consiglio comunale si è svolto regolarmente, sia pure se alternato da mugugni, urla e improperi. Alla fine è stato deciso di chiedere al prefetto un incontro con l’assessorato regionale all’ambiente e, alla Regione Campania, la sospensione immediata delle operazioni di svuotamento di Coda di Volpe con le contestuali verifiche sul posto della effettiva regolarità del contenuto delle ecoballe. “La mia comunità – ha dichiarato Lettieri – ha ragione a protestare perché, allo stato, manca ogni garanzia riguardo agli effetti sulla combustione di queste ecoballe”. La sensazione riscontrata ieri è che ad Acerra ormai non ci si fidi dell’inceneritore, che ha ricevuto negli ultimi giorni il certificato europeo di qualità. I comitati ne chiedono l’innalzamento drastico dei camini di emissione dei fumi, le cui cime sono attualmente dislocate a 120 metri.

“Stanno inquinando, stanno contaminando aria, acqua e suolo”, hanno gridato mamme e studenti. Manifestanti rimasti sostanzialmente insoddisfatti dall’atteggiamento dell’amministrazione comunale. Molti di loro, ad assemblea cittadina ormai conclusa, si sono accovacciati per ore sul pavimento. E in serata tutti in fila indiana fino al vescovado. Ancora una volta la Chiesa diventa l’ultimo rifugio delle popolazioni in preda alla disperazione. “C’è paura, c’è angoscia – ha ribadito il vescovo – in questi ragazzi, in queste mamme, nella società civile”.