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A distanza di 26 anni, l’ex deposito di fitofarmaci Agrimonda, sito in Lausdomini, frazione del comune di Marigliano, torna al centro dell’interesse politico territoriale.
Negli anni zero provvedimenti, solo un telo a “proteggere” il sito per evitare che le piogge consentissero ai veleni di scendere nelle profondità del terreno. Un tentativo che nel tempo si è dimostrato totalmente inefficace. A parlare sono i fatti: esalazioni tossiche e falde acquifere inquinate, che ovviamente non potevano essere preservate da una semplice copertura in superficie.

L’ACCADUTO
Era il 1995 quando un incendio ridusse in cenere un’area di 2700 metri quadrati. Lì erano stipate oltre 200 tonnellate di sostanze tossiche, pesticidi e fertilizzanti, che hanno creato non pochi danni alla popolazione – i residenti di via Pasubio, nei pressi dell’Agrimonda, furono costretti a lasciare le proprie abitazioni. Dietro la “Chernobyl della Campania”, così com’è stata definita, si nasconde tanta paura per i danni alla salute, rischio di malattie e tumori.

Dal 1995 la situazione si è sbloccata solo nel 2006, quando l’Agrimonda è stato inserito nel sito di interesse nazionale Litorale Domizio – Flegreo ed Agro Aversano dal ministero dell’Ambiente. Circa due milioni di euro sono stati stanziati, ma non sono bastati. Nel tempo rifiuti e ceneri sono stati rimossi, il sito è stato superficialmente ripulito, ma serve fare chiarezza sullo stato delle falde acquifere: in base ai rilievi fatti nel tempo i veleni hanno raggiunto i 4.5 metri di profondità.
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L’INTERVENTO

Sono finalmente partiti i lavori di carotaggio del terreno che serviranno per le analisi e gli interventi di caratterizzazione ambientale del sito.
Contemporaneamente, grazie all’intervento dell’amministrazione comunale di Marigliano, é stata installata una centralina mobile ARPAC per il monitoraggio della qualità dell’aria.

Dopo 26 anni dall’incendio che distrusse il deposito di fitofarmaci e che diede inizio ad una delle più brutte storie ecologiche della regione Campiania; si è finalmente avviato un lavoro sinergico tra l’amministrazione regionale e le amministrazioni locali interessate. Tutto è stato possibile grazie alla volontà – profusa nel tempo -della Giunta guidata dal presidente De Luca.
L’impegno dell’Assessore Bonavitacola e del Consigliere regionale Massimiliano Manfredi – sempre attento alle dinamiche caratterizzanti il suo territorio – hanno permesso all’ Amministrazione Jossa,  e alla  passata amministrazione comunale, che tre anni fa si occupò della rimozione del materiale combusto, di farà luce sull’effettivo stato dell’area che interessa i comuni di Marigliano e Mariglianella.

L’amministrazione comunale di Marigliano – che già aveva in cima all’agenda la “questione Agrimonda” – continuerà come fatto in questi mesi a vigilare sul cronoprogramma dei lavori, sull’analisi indipendente dei dati, sull’immediatezza di una eventuale messa in sicurezza o bonifica del sito e sull’installazione di centraline comunali fisse per il monitoraggio qualificato dell’aria; attraverso un rapporto diretto e continui con L’ARPAC.