A pochi giorni dalla sfida decisiva per l’elezione del nuovo sindaco di Ottaviano, il quadro politico si arricchisce di un nuovo elemento destinato a far discutere. Stefano Prisco, candidato sostenuto dal centrosinistra e rimasto fuori dal ballottaggio insieme a Giorgio Marigliano, ha scelto di intervenire pubblicamente per chiarire la propria posizione in vista del secondo turno che vedrà contrapposti Biagio Simonetti e Ferdinando Federico.
Attraverso un manifesto rivolto ai cittadini, Prisco ha voluto ringraziare quanti hanno sostenuto il progetto politico costruito negli ultimi mesi, sottolineando il risultato ottenuto alle urne e il ritorno dell’area progressista all’interno del Consiglio comunale dopo un lungo periodo di assenza. Un percorso che, secondo l’ex candidato sindaco, è stato possibile grazie all’impegno condiviso di attivisti, dirigenti e sostenitori del Partito Democratico e del Partito Socialista Italiano.
Nel documento emerge con forza la volontà di preservare l’identità politica della coalizione. Prisco ha infatti precisato di non aver aderito ad alcuna proposta di apparentamento avanzata dopo il primo turno, escludendo quindi accordi ufficiali con uno dei due candidati ancora in corsa per la fascia tricolore.
Al tempo stesso ha annunciato che non fornirà alcuna indicazione di voto ai propri elettori. Una scelta che si discosta dalle tradizionali trattative che spesso caratterizzano la fase tra primo e secondo turno e che punta a lasciare piena autonomia agli elettori nella scelta del futuro sindaco.
Secondo Prisco, il voto rappresenta un diritto troppo importante per essere orientato da accordi politici o indicazioni dall’alto. Per questo ha invitato i cittadini che lo hanno sostenuto a valutare liberamente programmi, candidati e prospettive per la città.
L’ex candidato ha infine assicurato che l’esperienza politica avviata durante la campagna elettorale non si esaurirà con il voto, ma proseguirà attraverso l’attività dei rappresentanti del centrosinistra in Consiglio comunale, con l’obiettivo di continuare a dare voce a quell’area politica che è tornata ad avere una presenza istituzionale nella città vesuviana.





