I controlli sono stati effettuati stamane all’interno di un impianto di smaltimento. Lo stabilimento è finito nel 2006 nell’ inchiesta “Carosello Ultimo Atto”, un traffico di rifiuti in provincia di Napoli.
Due squadre, una del Corpo Forestale dello stato e l’altra dell’Arpac, stamattina hanno controllato un sito di smaltimento dei rifiuti liquidi finito nell’inchiesta sull’ecomafia in provincia di Napoli, l’indagine “Carosello Ultimo Atto”. Il controllo della Forestale punta a verificare se all’interno del sito di via Tappia, campagna a nordovest dell’agglomerato di Acerra, sia stato realizzato o meno uno scarico per sversare i rifiuti liquidi nell’attiguo canale dei Regi Lagni.
Questo stesso impianto è stato filmato alcuni anni fa da un elicottero della Forestale proprio mentre, contemporaneamente, uno scarico di liquidi sospetti si riversava nel canale dei Regi Lagni, sotto il perimetro esterno della struttura.
Successivamente lo stabilimento è stato sequestrato nell’ambito della maxi inchiesta, risalente al gennaio del 2006, sul traffico di rifiuti in provincia di Napoli, inchiesta che ha fatto emergere una serie di collegamenti con il clan Belforte di Marcianise, alleato ai casalesi, e varie complicità all’interno degli organismi di controllo che avrebbero dovuto fare il loro dovere ma che invece hanno coperto le attività illecite di smaltimento.
Poi però la magistratura, procura di Nola, Dda di Napoli e i carabinieri del Noe, il Nucleo Operativo Ecologico, hanno smascherato l’enorme traffico. Un traffico effettuato attraverso un giro di bolla falso, documenti truccati per nascondere, secondo quanto stabilito dal Tribunale di Napoli, la reale natura dei veleni. E ora gli uomini in divisa tornano ad Acerra. Obiettivo: verificare cosa stia accadendo in uno dei punti nodali dell’inchiesta Carosello che ha portato, nel marzo dell’anno scorso, alla condanna di alcuni imprenditori acerrani dello smaltimento e di esponenti delle forze dell’ordine.
(>Fonte foto: Rete internet)

