Durante l’assemblea di oggi pomeriggio davanti allo stabilimento automobilistico di Pomigliano gli attivisti del Comitato di Lotta Cassintegrati e Licenziati Fiat hanno annunciato un’iniziativa al reparto logistico ubicato nell’Interporto.
Assemblea dei Cobas, nel primo pomeriggio, davanti al varco operai della Fiat di Pomigliano. Striscioni e manifesti nel piazzale della grande fabbrica automobilistica, proprio durante il cambio tra il primo e il secondo turno, fase delicata in cui gli operai della mattina e quelli del pomeriggio si avvicendano attraverso i varchi principali.
“Siamo stati lì in assemblea – racconta Mimmo Mignano, leader del Comitato di Lotta Cassintegrati e Licenziati Fiat – per ribadire il nostro no ai contratti di solidarietà, contratti che abbasseranno i salari dovuti ai lavoratori”.
Mignano, un ex operaio della Fiat di Pomigliano licenziato dall’azienda, ha annunciato un’iniziativa per la prossima settimana: ” Ci presenteremo all’ingresso del Wcl di Nola, il reparto logistico o, per meglio dire, il reparto confino: rivendicheremo il nostro diritto a entrare nell’impianto per andare a lavorare “. Ci sono però due intoppi. Uno è costituito dal fatto che Mignano non è più un dipendente Fiat. L’altro, ben più grande, è che il reparto logistico di Nola è inattivo, fermo da quando è stato realizzato, nel 2008.
I 316 operai che vi dovrebbero essere impegnati sono tutti in cassa a zero ore, da sei anni di fila. A ogni modo il Comitato di lotta cassintegrati e licenziati Fiat pare proprio che faccia sul serio. Lunedì, all’alba, i suoi mlitanti, tra loro alcuni operai del Wcl, saranno davanti ai cancelli dell’impianto ubicato nell’Interporto. Si vedrà.

