Si entra nel vivo della campagna elettorale a Sant’Anastasia, dove i principali protagonisti stanno già delineando visioni, strategie e toni di una sfida che si preannuncia intensa. Dai social arrivano messaggi chiari, tra richiami al cambiamento, difesa dell’operato amministrativo e costruzione di nuove alleanze politiche.
Alessandro Pace punta tutto sul contatto diretto con i cittadini e su un messaggio di rinnovamento. “Ogni giorno sono tra la gente, per le strade, nei quartieri, ad ascoltare i cittadini”, scrive, raccontando un clima diverso da quello percepito nei contesti politici tradizionali. Secondo Pace, fuori dai circuiti delle coalizioni si coglie “una voce stanca, delusa, ma ancora capace di sognare un cambiamento vero”. Un passaggio che evidenzia la volontà di intercettare soprattutto chi si è allontanato dalla partecipazione politica: “Incontro persone che non votano da anni e che oggi mi dicono che questa volta faranno la loro parte”.
Di tutt’altro tenore il messaggio del sindaco uscente, Carmine Esposito, che dal suo profilo lancia un attacco frontale agli avversari, parlando di “confusione ed inquinamento politico e morale” e di un rischio concreto per la comunità. Esposito rivendica il lavoro svolto e difende la sua azione amministrativa: “Sono pronto a combattere con i fatti, con le cose realizzate e con un bilancio sano che ci permetterà di investire per risolvere tante problematiche”. Non manca un passaggio più duro, in cui accusa lo schieramento opposto di volerlo “abbattere usando qualsiasi arma”.
Nel mezzo si inserisce la proposta politica di Mariano Caserta, che rivendica la nascita di un’alleanza ampia, il cosiddetto “campo largo”. “La vera grande novità di questa campagna elettorale” – scrive – è proprio la costruzione di una comunità politica che unisce esperienze diverse, dal civismo al Partito Democratico. Caserta parla di un percorso costruito con fatica: “Abbiamo resistito a chi remava contro” e guarda al futuro con un approccio inclusivo: “Ci vorrà grande impegno, ascolto e capacità di governare tutte le anime”.
Tre visioni diverse, dunque, che raccontano bene la complessità della sfida: da un lato il richiamo al cambiamento e all’ascolto, dall’altro la difesa dell’esperienza amministrativa, passando per il tentativo di costruire una sintesi politica più ampia. A Sant’Anastasia la partita è appena iniziata, ma il confronto è già entrato nel vivo.


