Spari contro carabiniere a Sant’Anastasia, trovato il responsabile

SANT’ANASTASIA – Svolta nelle indagini relative agli spari avvenuti nei giorni scorsi a Sant’Anastasia al termine di una lite per motivi di viabilità. I carabinieri sono infatti riusciti a individuare il presunto responsabile dell’agguato che aveva scosso la comunità locale e generato forte preoccupazione tra i residenti. L’uomo si è presentato spontaneamente presso gli uffici dell’Arma accompagnato dal proprio avvocato, consentendo agli investigatori di chiudere rapidamente il cerchio attorno alla sua posizione. Nei suoi confronti è scattata una denuncia in stato di libertà. Durante gli accertamenti è stata inoltre consegnata la pistola che sarebbe stata utilizzata durante l’episodio. L’arma, secondo quanto emerso, risultava rubata a un appartenente alle forze dell’ordine nel corso del 2024. I fatti risalgono alla serata di martedì scorso in via Marconi. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, tutto sarebbe iniziato da una discussione nata per questioni legate alla circolazione stradale tra due persone che viaggiavano a bordo di motocicli. La tensione sarebbe rapidamente degenerata fino a trasformarsi in un inseguimento. Durante la fuga, il presunto aggressore avrebbe esploso sei colpi d’arma da fuoco all’indirizzo dell’altro centauro. Fortunatamente nessun proiettile ha raggiunto il bersaglio. Cinque colpi si sarebbero conficcati nella parete di un edificio mentre un sesto avrebbe danneggiato uno pneumatico di un’auto parcheggiata lungo la strada. La vittima, un carabiniere libero dal servizio, ha immediatamente allertato i colleghi facendo scattare l’intervento delle pattuglie della Compagnia di Castello di Cisterna e della stazione locale. Sul posto sono intervenuti anche i sanitari del 118. Le indagini proseguono per chiarire ogni dettaglio della vicenda e verificare eventuali ulteriori responsabilità legate sia all’utilizzo dell’arma sia alla dinamica degli spari. Secondo quanto riportato da Fanpage, la consegna spontanea della pistola e la presentazione ai militari hanno rappresentato il passaggio decisivo che ha consentito di identificare il presunto autore dell’episodio

Marigliano, la madre del prof Addeo muore poche ore dopo il figlio

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MARIGLIANO – La morte di Stefano Addeo ha riportato al centro dell’attenzione pubblica il tema dell’esposizione mediatica e delle conseguenze che possono derivare dalle vicende nate sui social network. L’insegnante di tedesco, residente a Marigliano, è deceduto all’Ospedale del Mare di Napoli dopo essere rimasto ricoverato per diverse settimane in seguito a un grave episodio che aveva compromesso le sue condizioni di salute.

Secondo quanto emerso, il docente non è riuscito a superare le complicazioni cliniche sopraggiunte durante il ricovero. Il decesso sarebbe stato causato da un arresto cardiaco.

Il suo nome era diventato noto nel 2025, quando un contenuto pubblicato sui social aveva provocato una forte ondata di indignazione e acceso un acceso confronto a livello nazionale. Da quel momento il caso era diventato oggetto di dibattiti televisivi, interventi politici e migliaia di commenti sul web.

La vicenda aveva avuto anche conseguenze sul piano professionale. Nei confronti dell’insegnante erano infatti scattati provvedimenti che avevano portato alla sospensione dall’attività didattica, mentre continuavano gli approfondimenti sulla vicenda.

Nelle stesse ore in cui è stata diffusa la notizia della sua morte, è arrivata anche quella della scomparsa della madre novantaduenne, con cui Addeo conviveva. Un doppio lutto che ha reso ancora più drammatica una storia già segnata da mesi difficili.

Sui social e nelle principali piattaforme online si sono moltiplicati i messaggi di cordoglio ma anche le riflessioni sul peso che la pressione mediatica può esercitare sulle persone coinvolte in casi diventati di dominio pubblico.

La vicenda di Stefano Addeo torna così a interrogare l’opinione pubblica sul rapporto tra responsabilità individuale, giustizia sociale e impatto emotivo generato dall’esposizione continua sui mezzi di comunicazione e nelle piattaforme digitali.

Maglie false del Napoli e di Geolier, blitz della Finanza nel Vesuviano

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PORTICI – Producevano capi d’abbigliamento contraffatti raffiguranti calciatori del Napoli e il rapper Geolier all’interno di un laboratorio nascosto. È quanto scoperto dalla Guardia di Finanza di Napoli nel corso di un’operazione finalizzata alla repressione del commercio illecito di merce falsa.

L’attività investigativa ha condotto i militari della Compagnia di Portici all’individuazione di un opificio clandestino utilizzato per la produzione su larga scala di articoli destinati al mercato parallelo. L’obiettivo, secondo gli inquirenti, era quello di rifornire grossisti e rivenditori attraverso una filiera completamente irregolare.

All’interno della struttura, estesa per circa cento metri quadrati, i finanzieri hanno trovato attrezzature professionali per la lavorazione tessile, materiali semilavorati e centinaia di prodotti già ultimati. Gran parte della merce riportava immagini e riferimenti a personaggi molto popolari tra i giovani e i tifosi azzurri, tra cui alcuni giocatori della SSC Napoli e il rapper napoletano Geolier.

Nel corso del blitz sono stati identificati anche cinque lavoratori che stavano operando all’interno del laboratorio senza alcuna forma di regolare assunzione. Gli accertamenti sono stati estesi sia alle condizioni di impiego sia alla provenienza dei materiali utilizzati per la realizzazione dei prodotti.

L’operazione si è conclusa con il sequestro dell’intero opificio, delle attrezzature utilizzate per la produzione e di oltre 1.300 capi ritenuti contraffatti. Il valore complessivo della merce è ora al vaglio degli investigatori.

Due persone, indicate come gestori dell’attività, sono state denunciate all’autorità giudiziaria. Dovranno rispondere, a vario titolo, di reati legati alla contraffazione e alla ricettazione.

L’indagine si inserisce nelle attività di contrasto ai fenomeni dell’abusivismo commerciale e della violazione dei diritti di proprietà industriale, settori sui quali la Guardia di Finanza continua a mantenere alta l’attenzione in tutta l’area metropolitana di Napoli.

Si ricorda che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che gli indagati devono considerarsi innocenti fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.

Delibera e confilitto di interessi, ad Acerra si dimette l’assessore La Montagna

ACERRA – Francesca La Montagna ha rassegnato le proprie dimissioni irrevocabili dalla carica di assessore del Comune di Acerra. La decisione è stata comunicata nelle ultime ore al sindaco Tito d’Errico, che ha voluto esprimere pubblicamente il proprio ringraziamento per il lavoro svolto durante il mandato amministrativo.

L’avvocato La Montagna ricopriva diverse deleghe di rilievo, tra cui Politiche Sociali, Lavori Pubblici, Personale e Protezione Civile. Nel commentare la scelta dell’ex assessore, il primo cittadino ha sottolineato il valore istituzionale del gesto.

«Desidero esprimere il mio più sincero ringraziamento all’avvocato Francesca La Montagna per il lavoro svolto con impegno, passione e competenza. Un contributo prezioso per la nostra comunità», ha dichiarato il sindaco.

D’Errico ha poi evidenziato come le dimissioni siano maturate in un clima di responsabilità politica e personale, nel rispetto del ruolo istituzionale ricoperto e della linea seguita dalla coalizione di governo cittadina.

Nella lettera indirizzata al sindaco, La Montagna ha spiegato di aver assunto la decisione «con senso di responsabilità e nel pieno rispetto delle istituzioni», cogliendo l’occasione per ringraziare il primo cittadino per la fiducia accordata in questi anni. Un pensiero di gratitudine è stato rivolto anche alla Giunta comunale, al presidente del Consiglio comunale, ai consiglieri, ai dirigenti e ai dipendenti dell’ente.

Le dimissioni arrivano in un momento di forte attenzione politica ad Acerra. Negli ultimi giorni, infatti, il dibattito cittadino si era concentrato sulla segnalazione avanzata dal consigliere Andrea Piatto e dal gruppo Ecologisti & Cittadini riguardo una presunta situazione di conflitto di interessi relativa a una delibera comunale. Una vicenda che aveva spinto l’opposizione a chiedere chiarimenti e ad annunciare possibili iniziative politiche in Consiglio comunale.

Con l’uscita di scena dell’assessore La Montagna si apre ora una nuova fase per l’amministrazione guidata dal sindaco Tito d’Errico, chiamata nelle prossime settimane a ridefinire l’assetto della Giunta e la distribuzione delle deleghe.

Prof morto dopo caso Meloni, l’avvocato: “Si sentiva perseguitato, voleva solo insegnare”

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  Nuovi particolari emergono sulla vicenda di Stefano Addeo, il docente di Marigliano scomparso nei giorni scorsi dopo oltre un mese di ricovero all’Ospedale del Mare di Napoli. A riportarli è Repubblica, che ha raccolto le dichiarazioni dell’avvocato Donato De Sarno, legale del professore finito al centro della bufera nazionale per il post pubblicato contro la figlia della presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Secondo quanto riferito dal legale al quotidiano, Addeo avrebbe vissuto gli ultimi mesi con un crescente senso di sfiducia e amarezza, maturato dopo le vicende disciplinari che avevano segnato la sua carriera scolastica. “L’ha vissuta come una persecuzione”, ha spiegato l’avvocato De Sarno a Repubblica, riferendosi al secondo procedimento disciplinare che aveva coinvolto il docente e che riguardava fatti antecedenti alla vicenda del post social. Secondo la ricostruzione del legale, Addeo era convinto che si volesse impedire il suo rientro in servizio dopo la sospensione già subita per il caso che lo aveva reso noto a livello nazionale. Il professore, stando al racconto del suo difensore, si sarebbe sentito profondamente ferito anche da alcune contestazioni emerse all’interno dell’ambiente scolastico. “Si è visto tradito anche dagli alunni”, avrebbe confidato nei mesi successivi all’esplosione della vicenda. Repubblica riferisce inoltre che De Sarno cercava di rassicurarlo e di spingerlo a guardare avanti, suggerendogli persino di organizzare uno dei viaggi studio che aveva sempre amato promuovere con gli studenti. Le parole del legale si aggiungono a quelle già espresse da colleghi, amici e persone che gli erano vicine, delineando il quadro di un uomo che, dopo la tempesta mediatica e disciplinare, non sarebbe più riuscito a ritrovare serenità. Le dichiarazioni riportate da Repubblica contribuiscono così ad arricchire il racconto degli ultimi mesi vissuti dal docente, offrendo uno spaccato più personale sulle difficoltà affrontate dopo uno dei casi più discussi dell’ultimo anno nel mondo della scuola e della politica.

Nola, il ricordo di Giordano Bruno al Senato nel mese della Festa dei Gigli

Riceviamo e pubblichiamo

L’omaggio del Senato a Nola ed a Giordano Bruno, nel mese in cui la città si prepara a celebrare il suo evento più importante: la secolare Festa dei Gigli di Nola patrimonio Unesco.

È così che la vice presidente del Senato Mariolina Castellone ha motivato la promozione della conferenza stampa dal tema “Giordano Bruno: nolano e filosofo”, organizzata oggi nella sala Nassirya di Palazzo Madama alla quale hanno preso parte Alexandra Rendhell,  antropologa ed ermetista,

il docente Sisto Peluso e la giovane studiosa nolana di Giordano Bruno, Martina Spampanato. In collegamento il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi.  A rappresentare la città di Nola e l’amministrazione comunale guidata dal primo cittadino, Andrea Ruggiero è stato il vice sindaco Pasquale Petillo che ha fatto dono alla vicepresidente del Senato di un simbolo di Giordano Bruno.

A fare da trait d’union per l’iniziativa istituzionale è stato il consigliere comunale Vincenzo Iovino a Roma insieme con una delegazione di amministratori locali tra i quali il presidente del Consiglio Comunale Massimo Russo e l’assessore alla cultura Felice Maggio.

“Difendere le proprie idee, avere la libertà di manifestare il proprio pensiero è un diritto sancito dall’articolo 21 della nostra Costituzione e abbiamo pensato che fosse quanto mai attuale ricordare Giordano Bruno in un tempo in cui vediamo giornalisti che continuano a subire querele temerarie e in un tempo in cui in alcuni Paesi del mondo questa libertà ancora non c’è”, ha commentato la senatrice Castellone.

Incarico al comandante della polizia locale di Pomigliano, esposto alla Corte dei Conti

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  POMIGLIANO D’ARCO – ESPOSTO ALLA CORTE DEI CONTI SULL’INCARICO AL COMANDO DI POLIZIA LOCALE   L’Associazione Nazionale “PL – Polizia Locale” ha presentato un esposto alla Procura Regionale della Corte dei Conti della Campania chiedendo l’accertamento di eventuali profili di danno erariale connessi al conferimento dell’incarico di Direttore del Settore 8 – Comando di Polizia Locale del Comune di Pomigliano d’Arco ad un ufficiale della Guardia di Finanza in posizione di ausiliaria.   Nell’esposto l’Associazione evidenzia una serie di questioni che ritiene meritevoli di approfondimento da parte della magistratura contabile, tra cui la legittimità del conferimento dell’incarico, i costi sostenuti dall’Ente per il trattamento economico attribuito, l’eventuale aggravio di spesa derivante dal mancato utilizzo del dirigente di ruolo già presente nell’organico comunale e le possibili conseguenze economiche derivanti dal contenzioso amministrativo e dagli atti adottati durante la gestione del Settore.   L’Associazione sottolinea che la segnalazione non costituisce un giudizio nei confronti delle persone coinvolte, ma rappresenta una richiesta di verifica istituzionale finalizzata esclusivamente alla tutela della legalità amministrativa, del corretto impiego delle risorse pubbliche e del buon andamento dell’azione amministrativa.   Sarà ora la Procura Regionale della Corte dei Conti a valutare il contenuto dell’esposto e a decidere se avviare gli approfondimenti istruttori ritenuti necessari.   Associazione Nazionale “PL – Polizia Locale”

Auto senza controllo si schianta dopo volo contro muro del centro commerciale

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Attimi di paura poco dopo mezzogiorno all’interno del parco commerciale “Il Rubino”, situato nell’area di confine tra i comuni di Afragola e Acerra, dove un grave incidente ha rischiato di trasformarsi in tragedia.   Per motivi ancora al vaglio delle forze dell’ordine, una Audi station wagon ha improvvisamente perso il controllo mentre percorreva l’area adiacente alla struttura commerciale. L’auto, lanciata a velocità sostenuta, ha travolto alcune pesanti fioriere in cemento poste a protezione dell’ingresso del complesso.   L’urto è stato talmente violento che il veicolo, dopo aver colpito gli ostacoli, è stato proiettato verso l’alto andando a schiantarsi contro una parete laterale del centro commerciale. La vettura è rimasta in una posizione estremamente pericolosa, sospesa e incastrata contro l’edificio con il conducente ancora all’interno dell’abitacolo.   Scene di forte tensione si sono registrate tra i presenti. Numerosi clienti e passanti che si trovavano nelle vicinanze hanno assistito all’incidente e, nei primi istanti, hanno tentato di avvicinarsi per prestare soccorso all’uomo. La particolare posizione dell’auto ha però reso impossibile qualsiasi intervento immediato da parte dei civili.   Sul posto sono intervenuti rapidamente i vigili del fuoco, che hanno provveduto a mettere in sicurezza l’intera area e ad avviare le delicate operazioni di recupero. Dopo alcuni minuti, il conducente è stato estratto dall’abitacolo e affidato alle cure dei sanitari del 118.   L’uomo è stato trasportato in ambulanza all’ospedale Villa dei Fiori di Acerra con un codice di media gravità. Fortunatamente le sue condizioni non sarebbero apparse critiche.   Tra le ipotesi al vaglio degli investigatori c’è quella di un improvviso malore che avrebbe colto il conducente durante la guida, provocando la perdita di controllo del mezzo. Gli accertamenti proseguono per chiarire con precisione la dinamica dell’accaduto e verificare le cause che hanno portato al violento impatto.   Solo per una coincidenza fortunata nessun pedone è rimasto coinvolto nell’incidente.

Isola ecologica a Marigliano, arrivano i fondi regionali: potenziamento da oltre 318mila euro

Il Comune di Marigliano ha avviato gli interventi di miglioramento e potenziamento del servizio di raccolta differenziata dei rifiuti urbani presso l’isola ecologica comunale, grazie a risorse acquisite con una specifica progettualità dell’ente ed erogate dalla Regione Campania. Il progetto, del valore complessivo di 318.612,96 euro interamente finanziati con fondi regionali, sarà realizzato in dieci mesi e prevede un pacchetto di interventi integrati: l’acquisto e l’installazione di due compattatori scarrabili per aumentare la capacità di raccolta e ridurre i viaggi di trasporto; la fornitura di tre cassoni a tenuta con teloni di copertura per migliorare le condizioni igieniche del sito; l’installazione di un impianto di videosorveglianza e l’adeguamento del sistema antincendio. È prevista infine la realizzazione di un impianto fotovoltaico con sistema di accumulo, che garantirà un’autonomia energetica fino al 70% del fabbisogno elettrico del sito. I risultati attesi includono un incremento dal 20 al 30% della capacità di stoccaggio di carta e plastica, la riduzione dei costi di trasporto e una maggiore sicurezza degli accessi. La progettualità è stata curata dall’amministrazione comunale guidata dal sindaco Geatano Bocchino e seguita dall’assessore all’Ecologia Luigi Amato. L’Amministrazione invita i cittadini a collaborare per un corretto conferimento dei rifiuti, contribuendo insieme alla cura del territorio.

Volla, continuano i lavori nonostante la sospensione, cantiere sequestrato

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A seguito dell’intensificazione controlli sul territorio finalizzati alla prevenzione e repressione di reati, gli uomini del locale Comando della Polizia Locale unitamente a consulente dell’ufficio tecnico su espressa disposizione del Comandante Ten. Col. Formisano dott. Giuseppe, hanno provveduto a sequestrare un cantiere che nonostante fosse oggetto di ordinanza di sospensione da parte dell’ufficio tecnico comunale proseguiva i lavori che consistevano nella realizzazione di un manufatto costituito dalla platea e dai muri perimetrali di fondazione in c.a. con ferri di attesa.

All’interno della platea si rilevavano tondini in ferro per il gettito di pilastri in c.a. Era stato realizzato poi un riempimento dell’area circostante al realizzando edificio e livellamento del terreno dell’intero fondo.

Esistendo il pericolo che le cose, le tracce ed i luoghi potessero essere alterati o modificati prima dell’intervento del Pubblico Ministero il cantiere veniva posto sotto il sequestro mediante l’apposizione di n. 3 sigilli, uno di questi composto da un cartello esplicativo recante la scritta “Sequestro preventivo con apposizione di sigilli” posto all’ingresso del cantiere.

I Titolari venivano deferiti alla Procura della Repubblica presso il Tribunale competente di Nola.