Marigliano, scoperta attività abusiva: area sequestrata per deposito illecito di rifiuti e legname

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  MARIGLIANO – Proseguono le attività di controllo del territorio da parte del Nucleo Operativo Sicurezza Urbana (NOSU), coordinato dal comandante della Polizia Municipale Emiliano Nacar. Nell’ambito di un programma mirato alla tutela dell’ambiente e al contrasto delle attività irregolari, gli agenti hanno portato a termine un intervento che ha consentito di accertare diverse violazioni amministrative e ambientali.   Nel corso di un sopralluogo effettuato nella giornata dell’11 giugno all’interno di un’area situata nel centro urbano, gli operatori hanno verificato l’esercizio di un’attività di commercializzazione e deposito all’ingrosso di materiali legnosi priva delle necessarie autorizzazioni amministrative.   Gli accertamenti hanno inoltre evidenziato la presenza di consistenti quantitativi di scarti derivanti dalla lavorazione e dalla movimentazione del legname, accumulati direttamente sul terreno senza alcuna documentazione in grado di attestare il corretto smaltimento o conferimento presso impianti autorizzati.   All’interno della stessa area sono stati rinvenuti anche materiali ferrosi di varia natura, in evidente stato di deterioramento e ossidazione, abbandonati senza le previste procedure di gestione. Una situazione che, secondo quanto rilevato dagli agenti, configura ipotesi riconducibili alla gestione illecita di rifiuti.   Alla luce delle irregolarità emerse, il NOSU ha proceduto al sequestro preventivo dell’area, trasmettendo contestualmente una dettagliata informativa all’Autorità Giudiziaria competente. Contestate inoltre diverse violazioni amministrative, con sanzioni per un importo complessivo superiore ai 5mila euro e con l’ordine di cessazione immediata dell’attività svolta in assenza dei necessari titoli autorizzativi.   L’operazione rientra nel più ampio piano di vigilanza predisposto dalla Polizia Municipale per la tutela del territorio, la salvaguardia ambientale e il contrasto ai fenomeni di abusivismo. I controlli proseguiranno anche nelle prossime settimane, supportati dalle segnalazioni dei cittadini, ritenute un elemento fondamentale per individuare e contrastare situazioni di irregolarità amministrativa e penale.

Pomigliano, ladri in azione davanti a un bimbo di 9 anni

A Pomigliano D’Arco alcuni ladri hanno assaltato una paninoteca durante la chiusura sotto gli occhi di un bambino di soli 9 anni.

La criminalità diffusa è un argomento caldo per la provincia di Napoli e in particolare per la città di Pomigliano D’Arco, che si trova nell’occhio del ciclone da diversi mesi per i continui episodi di furti e violenza denunciati dai cittadini.

Stavolta è finito nel mirino la paninoteca “Smashiamo – Non solo smash”, sito in Via Roma. Questo non è però il primo episodio per il locale. Infatti, pochi mesi fa è avvenuto un tentato furto dell’auto del proprietario e poi, nella notte del 26 dicembre 2025, una spaccata all’interno dell’attività.

La scorsa notte è avvenuto il terzo episodio. A chiusura della paninoteca, mentre i proprietari uscivano dal locale, hanno sorpreso un malvivente che stava tentando di rubare nuovamente la loro macchina. Poco distante, lo attendeva un complice a bordo di una Fiat Doblò blu con dettagli grafici nella fiancata.

Durante una colluttazione per evitare il furto, i ladri sono scappati effettuando una manovra in retromarcia pericolosissima a tutta velocità che avrebbe potuto causare gravi danni. Per la forte paura e lo stress accumulato la moglie del proprietario è svenuta al suolo.

La gravità della situazione non finisce qui. Infatti, tutta la scena è avvenuta sotto gli occhi esterrefatti e impauriti del figlio dei proprietari, un bimbo di soli 9 anni che è scoppiato in lacrime alla fine della vicenda.

Il proprietario del locale ha segnalato l’episodio al deputato Francesco Emilio Borrelli, che ha condiviso l’accaduto sui social condannando i criminali: “Siamo davanti a uno stato di esasperazione legittimo e pericoloso. È inaccettabile che cittadini che portano avanti un’attività tra mille sacrifici, rinunciando agli affetti e al tempo da trascorrere con i propri figli, debbano subire continui danni economici e traumi psicologici.

Com’è possibile che un cittadino riesca a raccogliere informazioni e indizi sull’identita dei presunti responsabili tramite i social in pochi giorni, mentre le denunce formali si arenano per anni? Non è tollerabile che le vittime debbano fare le veci di chi dovrebbe garantire la sicurezza.

Esprimo la mia piena solidarietà alla famiglia e chiedo un intervento investigativo immediato e un pattugliamento reale e costante delle nostre strade.

Lo Stato deve dare un segnale di presenza prima che la situazione sfugga definitivamente di mano.”

Questo episodio si inserisce in un contesto sociale delicato, dove le persone oneste hanno il terrore di continuare a godersi la vita, arrivando a modificare la propria quotidianità. Si spera in un intervento dello Stato per tutelare i cittadini e donargli nuovamente un po’ di serenità.

Nocturnia, a Oliveto Citra torna la magia della Notte di San Giovanni: due giorni tra leggende, natura e comunità

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Nocturnia, a Oliveto Citra torna la magia della Notte di San Giovanni: due giorni tra leggende, natura e comunità Ci sono luoghi che, al calare della sera, sembrano custodire storie antiche. Luoghi dove il silenzio della campagna, il crepitio di un falò e la luce soffusa delle lanterne riescono ancora a evocare racconti tramandati di generazione in generazione. È da questa suggestione che nasce Nocturnia, l’evento che il 26 e 27 giugno tornerà ad animare la contrada Fianello di Oliveto Citra per la sua quarta edizione. Più che una semplice manifestazione, Nocturnia è un viaggio collettivo nella memoria e nell’identità di un territorio che continua a raccontarsi attraverso le proprie tradizioni. Un appuntamento che negli anni è diventato un punto di riferimento per tanti giovani, famiglie e visitatori provenienti da tutta la Campania, attratti dalla possibilità di vivere un’esperienza autentica, immersa nella natura e nel fascino delle leggende popolari. Il cuore dell’evento batte nel legame profondo con la Notte di San Giovanni, una delle ricorrenze più affascinanti della tradizione popolare. Da sempre considerata una notte speciale, sospesa tra sacro e profano, è associata a riti propiziatori, desideri affidati al cielo, erbe raccolte sotto la rugiada e racconti che parlano di mistero e meraviglia. In questo scenario trovano spazio le storie delle janare, figure leggendarie che abitano l’immaginario collettivo del Sud Italia e che, per due giorni, torneranno simbolicamente a popolare i sentieri e gli angoli più suggestivi dell’area rurale che ospita la manifestazione. Tra i resti di un antico casolare, immersi in un paesaggio fatto di vegetazione, corsi d’acqua e silenzi, i visitatori saranno accompagnati in un percorso capace di intrecciare tradizione e contemporaneità. Balle di paglia, luci soffuse, installazioni scenografiche e falò contribuiranno a creare un’atmosfera intima e coinvolgente, dove ogni dettaglio sarà pensato per far vivere un’esperienza che va oltre il semplice intrattenimento. Non mancherà la valorizzazione delle eccellenze gastronomiche locali grazie al percorso “Nox, noctis”, dedicato ai sapori del territorio. Prodotti tipici, proposte vegane, birre artigianali e bevande a tema accompagneranno il pubblico in una vera e propria esperienza sensoriale che celebra la ricchezza delle produzioni locali e il lavoro delle realtà del territorio. Ad arricchire il programma saranno la musica e i momenti di condivisione. Venerdì 26 giugno saliranno sul palco gli Amarimai, mentre la serata culminerà con il suggestivo Rito dei Desideri, uno dei momenti più attesi della manifestazione. Un gesto semplice ma carico di significato, durante il quale ogni partecipante sarà invitato ad affidare un pensiero, una speranza o un sogno alla magia della notte. Sabato 27 giugno sarà invece la volta dei Sole e Luna, seguiti da un DJ Set che accompagnerà il pubblico fino a tarda sera in un clima di festa e partecipazione. Dietro Nocturnia c’è il lavoro di volontari, associazioni e cittadini che ogni anno contribuiscono a trasformare un luogo della campagna olivetana in uno spazio di incontro, cultura e condivisione. Un progetto che continua a crescere e che ha saputo conquistare migliaia di visitatori grazie alla sua capacità di raccontare il territorio in maniera autentica. «Raggiungere la quarta edizione di Nocturnia rappresenta per noi un importante motivo di orgoglio e la conferma della validità di un progetto che negli anni è cresciuto grazie all’entusiasmo dei volontari, al sostegno della comunità e alla partecipazione di migliaia di visitatori», afferma la presidente Serena Di Guida. «Anche quest’anno vogliamo offrire un’esperienza capace di emozionare, far riscoprire il valore delle nostre tradizioni e creare un ponte tra passato e presente. Nocturnia non è soltanto un evento, ma un’occasione per raccontare l’identità del nostro territorio attraverso la cultura, la natura, la convivialità e la memoria collettiva». Per due notti, dunque, Fianello tornerà a essere un luogo dove il tempo rallenta, le storie prendono vita e la comunità si ritrova. Un invito a lasciarsi guidare dalla curiosità, ad ascoltare il racconto della terra e a vivere la magia di una delle notti più affascinanti dell’anno

Finanza scova deposito di maglie da calcio e oggetti di moda falsi da 7 milioni

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  Non solo capi firmati. Nel maxi sequestro effettuato dalla Guardia di Finanza a Ponticelli emerge anche un enorme traffico di maglie da calcio contraffatte delle squadre più amate dai tifosi italiani ed europei. Nel deposito individuato dai militari sono state trovate circa 14mila maglie sportive falsificate, riproduzioni delle divise ufficiali utilizzate nell’ultima stagione calcistica da club di primo piano come SSC Napoli, Real Madrid, Barcellona e Boca Juniors. Le maglie riportavano colori, stemmi, sponsor e persino i nomi dei calciatori più rappresentativi delle rispettive squadre. Tra gli articoli sequestrati figuravano sia le versioni da gara sia quelle cosiddette “home” e “away”, realizzate per imitare fedelmente i prodotti originali e destinate a essere vendute a prezzi molto inferiori rispetto a quelli ufficiali. Gli investigatori ritengono che il materiale fosse pronto per alimentare un vasto mercato parallelo, particolarmente redditizio durante la stagione calcistica e in occasione di eventi sportivi di richiamo. La qualità delle riproduzioni avrebbe potuto trarre in inganno molti acquirenti, convinti di acquistare prodotti autentici. L’operazione è stata condotta dalla Compagnia della Guardia di Finanza di Casalnuovo nell’ambito di una più ampia attività di contrasto alla contraffazione. Le indagini hanno consentito di individuare un deposito utilizzato per lo stoccaggio della merce e per il successivo smistamento verso i canali di vendita illegali. Il valore complessivo del materiale sequestrato supera i sette milioni di euro. Nel corso delle perquisizioni sono inoltre emersi altri elementi che potrebbero aiutare gli investigatori a risalire ai fornitori e ai destinatari finali della merce. Per diverse persone è scattata la denuncia per contraffazione e ricettazione. Gli accertamenti proseguono per individuare eventuali ulteriori responsabilità e smantellare completamente la rete del falso legata al settore dell’abbigliamento sportivo e delle maglie da calcio.

Pomigliano, Bambino smarrito nella Villa Comunale: decisivo l’intervento della Vigilanza

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Momenti di apprensione nella serata di ieri, intorno alle 21, presso la Villa Comunale di Pomigliano d’Arco, dove un bambino di 8 anni si era smarrito dopo aver perso di vista i propri genitori.

   

Ad accorgersi della situazione è stato un addetto alla vigilanza che, da lontano, ha notato il piccolo visibilmente impaurito e spaesato mentre vagava alla ricerca di qualcuno. Solo in un secondo momento è stato chiaro che il bambino stava cercando i suoi genitori.

Dopo aver conquistato la fiducia del minore, il vigilante ha immediatamente allertato i Carabinieri, che si sono attivati tempestivamente e sono intervenuti sul posto.

Fortunatamente, nel giro di poco tempo i militari sono riusciti a rintracciare la madre del bambino, permettendo così al piccolo di ricongiungersi con la famiglia e fare ritorno a casa.

In un periodo in cui la Villa Comunale di Pomigliano d’Arco è spesso al centro delle cronache per episodi di violenza, risse e altri eventi spiacevoli, il lavoro di squadra tra il personale di vigilanza e i Carabinieri ha consentito di risolvere rapidamente una situazione che avrebbe potuto avere conseguenze ben più gravi.   Immagine generata da IA

Nola, il Comitato Provinciale sulla sicurezza ridefinisce l’organizzazione della Festa dei Gigli

Riceviamo e pubblichiamo: Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica a Nola: focus su sicurezza, decoro e rispetto delle regole della Festa dei Gigli 2026 Si è svolta questa mattina la riunione del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica convocata da Sua Eccellenza il Prefetto di Napoli, Michele di Bari, che per la prima volta si è riunito a Nola su impulso del Sindaco Andrea Ruggiero. All’incontro hanno partecipato i rappresentanti della Procura della Repubblica di Nola, delle Forze dell’Ordine e degli organi preposti alle attività di vigilanza e controllo. In apertura dei lavori, il Prefetto ha evidenziato il positivo andamento degli indicatori relativi alla sicurezza cittadina, sottolineando come Nola abbia registrato una diminuzione dei reati a vario titolo pari al 9%, risultato che testimonia l’efficacia della collaborazione tra istituzioni e forze impegnate quotidianamente sul territorio. La riunione si è quindi concentrata sull’organizzazione del dispositivo di sicurezza in vista della Festa dei Gigli 2026, con particolare riferimento alle modalità di svolgimento della Ballata dei Gigli e della Barca. Per tale ragione, il Prefetto ha incontrato anche i rappresentanti delle Paranze, individuati dal Regolamento della Festa (art.11) quali incaricati del trasporto a spalla delle Macchine da Festa. Nel corso del confronto, svoltosi in un clima di piena collaborazione, è stata ribadita la necessità di una concreta assunzione di responsabilità da parte dei Capiparanza nella conduzione dei Gigli e della Barca, al rispetto delle norme di sicurezza e alla tutela del decoro urbano. Pur richiamando le criticità emerse lo scorso anno e le conseguenti sanzioni adottate, il Prefetto ha manifestato la volontà di affrontare l’edizione 2026 in un clima di rinnovata collaborazione, orientato al superamento delle precedenti posizioni e fondato su una responsabilità condivisa tra tutti i protagonisti della Festa. Un percorso che punta a preservare e valorizzare la manifestazione attraverso il rigoroso rispetto delle regole e degli orari stabiliti dalle autorità competenti. Grande attenzione è stata rivolta alla durata dello svolgimento della Ballata. In via preliminare, è stato condiviso che la processione del 28 giugno dovrà concludersi in un orario compreso tra le 05:00 e le 06:00 del mattino di lunedì 29 giugno. Il tutto sarà definito con successiva ordinanza e tempestivamente comunicato ai Capiparanza, affidatari del trasporto delle Macchine, e ai Maestri di Festa, responsabili dell’affidamento del trasporto, che verranno coordinati dalla Fondazione Festa dei Gigli, nel rispetto delle disposizioni delle autorità competenti. L’incontro ha confermato la volontà comune di garantire il regolare svolgimento della Festa dei Gigli 2026, assicurando il giusto equilibrio tra la tutela di una tradizione secolare, riconosciuta patrimonio immateriale dell’umanità, e le imprescindibili esigenze di sicurezza ed ordine pubblico.

Ottobre 1870: l’ordine fu preciso: il brigante Pilone va ucciso, non va arrestato. I tribunali hanno già troppo lavoro

Alcune pagine della storia del brigante Antonio Cozzolino detto “Pilone” – le “amicizie”, le trappole, le lettere anonime, i tradimenti, e la sua stessa uccisione – ricordano altre pagine della storia d’Italia. Ho scritto “I briganti del Vesuvio” 15 anni fa, e le copie del libro vedo che sono vendute sui soliti “canali” di “internet”. Non so come accada. Perdonate la mia ignoranza. Riscriverò il libro, che raccontava la storia del brigantaggio vesuviano non da un solo punto di vista, e cambierò il titolo. Apre l’articolo un’immagine tratta da un post di Alfonsina Bellio.     Il brigante Antonio Cozzolino devastò il territorio tra Boscoreale e Ottajano dal 1861 al 1863, anno in cui fuggì a Roma. Nel 1868 tornò nel “suo” territorio e le autorità impartirono alle forze dell’ordine una disposizione chiara e netta: bisognava evitare che il brigante, catturato, finisse danti a un tribunale e incominciasse a “cantare”: dunque, era necessario ucciderlo. La provincia fu messa in stato d’assedio, si allertarono spie e informatori, tutti quelli che “odoravano” di rapporti con Pilone furono sorvegliati con la massima cura, e prima tra tutti la sorella, moglie di Francesco Baino, ex gendarme borbonico, diventato agente sanitario in Sorrento e destinato, con scarsa cautela, o con molto acume, -dipende dai punti di vista- a controllare “gli approdi delle barche”.   Il 9 maggio 1870 Giulio De Gasparis, brigadiere dei Carabinieri di Boscotrecase e tre militi salirono ad “appiattarsi” nel bosco del Mauro, avendo saputo che lì si nascondeva il brigante. All’improvviso sentirono dei fischi modulati ad arte, come segnali, e subito dall’intrico tenebroso dei cerri uscì nel chiarore lunare la fantastica forma di un uomo alto, curvo nelle spalle, che si muoveva con sospettosa lentezza, zoppicando. Il De Gasparis, ligio alle regole, uscì allo scoperto e intimò l’alt. Pilone gli sparò due colpi di pistola che gli frantumarono “l’osso sottostante al ginocchio”: il brigadiere morì dissanguato. Tra le querce e i castagni si svolse la caccia notturna: i tre carabinieri inseguirono il brigante rispondendo con le carabine ai colpi del suo Lafrancheux, finché egli non si dileguò nel profondo del bosco. Ci furono molti arresti e il sindaco di Boscoreale, la cui moglie era sorella di Pilone e che secondo gli informatori tollerava che “il briante” passeggiasse la sera per le vie del paese “come fosse il re”, fu messo sotto sorveglianza, e con lui gli ambigui fattori e guardiaboschi di Giuseppe IV de’ Medici. Michele Biancone, un “paglietto” che faceva la spia per conto del Sottoprefetto Alessandro Righetti, disseminò il territorio di trappole. Le lettere anonime flagellarono senza pietà conniventi veri o presunti di Pilone. Di Salvatore Paolillo, sacerdote di Resina, si scrisse che egli conservava i biglietti del brigante ” al di sotto dei quadri”.  La polizia non poté controllare, perché il Paolillo aprì agli investigatori la sua “fabbrica di cuoio”, ma non l’abitazione: e gli investigatori non fecero obiezioni. L’anonimo autore di un velenoso “esposto” del 12- 7-70 affermò che era Pasquale Cola, “una belva, un camorrista”, colui che impediva “di purgare questa nostra tormentata provincia dal fuoruscito Antonio Pilone”. I Carabinieri in una nota riservata dichiararono che don Pasquale era un pessimo soggetto e che frequentava Scafati e Boscotrecase “perché interessato al dazio consumo” di quei Comuni, e anche perché a Boscotrecase, ai Bergamaschi, possedeva una masseria. Ma non ci andava più, da quando Pilone era tornato. Rivelarono infatti i Carabinieri, a smentire l’anonimo, che già nel ’62 don Pasquale aveva promesso alla questura di consegnare il brigante. L’ultimo agguato al brigante fu preparato con cura, perché egli non ne uscisse vivo. Il 14 ottobre 1870 un traditore lo portò in un cerchio di poliziotti che, vestiti in borghese e mischiati con la folla, avevano occupato, sotto la regia del delegato Petrillo, un lungo tratto di strada a Napoli, tra l’Albergo dei Poveri e l’Orto Botanico. Pilone scendeva dal Museo a passo lento, per la zoppia: forse lo accompagnava il suo “giuda”.   Indossava una giacca di velluto, pantaloni di tela a righe, una cravatta viola, e un panciotto nero, che teneva aperto, “come costumano i contadini”, scrisse il cronista del “Pungolo”. Calzava un cappello bianco e gli occhiali azzurri rendevano più gentile “il profilo regolare e piuttosto bello” del volto. Un attimo prima di entrare nel cerchio, il giuda si allontanò. Pilone intuì, ma gli era già alle spalle l’appuntato Generoso Zicchelli e gli premeva le costole con la punta del pugnale e con la canna del revolver, dichiarandolo in arresto. Pilone si girò o sembrò che volesse girarsi, con la mano sul coltello: l’appuntato gli piantò il pugnale nel petto. Pilone crollò a terra e da terra cercò di parare i colpi che Zicchelli e un compagno gli vibravano con furia in faccia e nello stomaco. Ebbe ancora la forza di accovacciarsi nella pozza del suo sangue, come per difendere il volto dalle lame; la gente assisteva all’assassinio come diventata di sale e i questurini gridavano di star calmi, di non aver paura, poiché l’assassinato era Pilone. Infine lo caricarono su una carrozzella: dalla gola gli uscì un cupo ultimo rantolo. Morì prima che la carrozzella entrasse nel cortile della questura.  

Scisciano, allevamento abusivo di cani : denunciato 80enne

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Siamo a Scisciano e i carabinieri della stazione di San Vitaliano intervengono con i medici dell’Asl veterinaria Na3 Sud in un terreno a via Molino. La segnalazione arrivata ai militari parla di maltrattamenti agli animali e basta poco per trovarne conferma.   Nel terreno recintato i carabinieri e i medici hanno trovato un allevamento abusivo con 8 cani: 7 cuccioli di chihuahua e un meticcio. I piccoli erano rinchiusi in piccole gabbie ed erano in pessimo stato igienico sanitario. Il meticcio era legato con una catena al collo. Il lager è stato sequestrato mentre il proprietario del terreno – un 80enne del posto già noto alle forze dell’ordine – è stato denunciato. Gli 8 cani sono stati affidati ad una clinica veterinaria convenzionata per le cure del caso.

Pomigliano. Corse pericolose nei parchi, blitz della Polizia Municipale: sequestrati quattro mezzi

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POMIGLIANO D’ARCO – Con l’avvento delle prime giornate di caldo afoso, i parchi pubblici comunali rappresentano l’ambiente ideale per una passeggiata rigenerante all’aperto. Tuttavia, la quiete di anziani, famiglie e bambini è stata recentemente messa a dura prova. Al Comando della Polizia Municipale sono giunte infatti numerose e dettagliate segnalazioni da parte di cittadini, in particolare persone molto anziane, che lamentavano il continuo e pericoloso “scorrazzare” di ragazzi a bordo di biciclette, e-bike e monopattini elettrici, pronti a sfrecciare tra i viali e le aree gioco creando costante disturbo e situazioni di oggettivo pericolo.     La risposta istituzionale è scattata immediata nella mattinata di oggi. Gli agenti della Polizia Municipale hanno eseguito un apposito servizio di controllo del territorio e di contrasto al degrado urbano nei principali polmoni verdi della città. Il fulcro dell’operazione è stato il parco pubblico Giovanni Paolo II, dove la task-force del Comando ha intercettato e sottoposto a sequestro amministrativo 3 e-bike e 1 monopattino elettrico. I conducenti dei mezzi, tutti minori non accompagnati, sono stati fermati e, contestualmente alle sanzioni previste, riaffidati ai rispettivi genitori, convocati sul posto.     Il quadro normativo: l’Ordinanza Sindacale n. 1/2025 L’intervento odierno si è svolto in stretta applicazione delle disposizioni contenute nel documento ufficiale “Ordinanza Sindacale n. 1/2025 – Norme di comportamento nei parchi pubblici cittadini”. Il provvedimento, firmato dal sindaco Raffaele Russo il 08.01.2025, punta a garantire la sicurezza, la salute e la quiete pubblica all’interno delle aree verdi. In base a tale ordinanza, è tassativamente vietato:
  • Accedere con qualsiasi veicolo quali autovetture, autocaravan, caravan, motocicli, ciclomotori e similari (fatta eccezione per i soli veicoli espressamente autorizzati dall’Ente);
  • Accedere e circolare con biciclette su aree destinate a verde pubblico, aree gioco, aree fitness e su tutti i percorsi pedonali (sono escluse dal divieto le sole piste ciclabili e le piccole biciclette munite di ruotini laterali posteriori per bambini, purché sottoposti alla vigilanza degli adulti);
  • Utilizzare pattini a rotelle, skateboard, monopattini e similari ai ragazzi di età superiore a 10 anni sottoposti alla vigilanza degli adulti.
Tolleranza zero per la sicurezza urbana Oltre al sequestro cautelare dei veicoli ai sensi dell’art. 13 della Legge n. 689/81, la violazione delle prescrizioni comporta una sanzione amministrativa pecuniaria fissa pari a 200 €, che in questo caso specifico è stata notificata ai genitori dei minori in qualità di esercenti la potestà genitoriale. “I parchi pubblici devono rimanere oasi di tranquillità e sicurezza per le fasce più vulnerabili della nostra popolazione, come gli anziani e i bambini” – fanno sapere dal Comando di Polizia Municipale. L’attività di monitoraggio e pattugliamento degli agenti all’interno dei parchi cittadini proseguirà senza sosta per tutto il periodo estivo, al fine di scoraggiare comportamenti incivili e garantire il pieno rispetto delle regole di convivenza civile.

Progetto Civico allarga il centrosinistra: da Acerra il sostegno a un progetto riformista

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Domani, 12 giugno, una delegazione del Comitato Progetto Civico Acerra, rappresentata da Nicola D’Onofrio, prenderà parte a Roma, presso il Palazzo dei Congressi, all’Assemblea Nazionale di Progetto Civico, un appuntamento significativo per consolidare un percorso politico e amministrativo che mette al centro i territori, le comunità locali e le esigenze concrete dei cittadini.

La partecipazione all’iniziativa rappresenta un’importante occasione di confronto con amministratori, rappresentanti istituzionali e realtà civiche provenienti da tutta Italia, accomunate dalla volontà di costruire una proposta politica credibile, concreta e radicata nelle esperienze amministrative.

Nicola D’Onofrio sottolinea come la crescita di Progetto Civico rappresenti un’opportunità per rafforzare e ampliare il campo del centrosinistra attraverso una visione riformista, pragmatica e moderna, capace di coniugare buon governo e attenzione ai bisogni reali delle persone.

Le priorità indicate dal coordinatore nazionale Alessandro Onorato – sicurezza urbana, welfare di prossimità, sostegno alle famiglie, sviluppo economico e qualità dei servizi pubblici – coincidono con le sfide che ogni giorno amministratori e comunità locali si trovano ad affrontare. Temi che richiedono risposte concrete, competenza amministrativa e capacità di ascolto.

Acerra, come molte realtà del Mezzogiorno, ha bisogno di politiche capaci di creare opportunità, rafforzare la coesione sociale e migliorare la qualità della vita dei cittadini. In questo contesto, il contributo delle esperienze civiche può svolgere un ruolo determinante nella costruzione di un centrosinistra aperto, inclusivo e profondamente radicato nei territori.

L’Assemblea Nazionale sarà anche un momento utile per valorizzare il lavoro delle amministrazioni locali e favorire la nascita di una rete sempre più ampia di amministratori, associazioni e cittadini impegnati nella promozione del bene comune.

Il Comitato Progetto Civico Acerra continuerà a lavorare per favorire la partecipazione democratica, valorizzare le energie migliori della città e promuovere una cultura politica fondata sulla competenza, sul dialogo, sulla responsabilità amministrativa e sulla capacità di trasformare le idee in risultati concreti per le comunità.