Marigliano, scoperta attività abusiva: area sequestrata per deposito illecito di rifiuti e legname
Pomigliano, ladri in azione davanti a un bimbo di 9 anni
A Pomigliano D’Arco alcuni ladri hanno assaltato una paninoteca durante la chiusura sotto gli occhi di un bambino di soli 9 anni.
La criminalità diffusa è un argomento caldo per la provincia di Napoli e in particolare per la città di Pomigliano D’Arco, che si trova nell’occhio del ciclone da diversi mesi per i continui episodi di furti e violenza denunciati dai cittadini.
Stavolta è finito nel mirino la paninoteca “Smashiamo – Non solo smash”, sito in Via Roma. Questo non è però il primo episodio per il locale. Infatti, pochi mesi fa è avvenuto un tentato furto dell’auto del proprietario e poi, nella notte del 26 dicembre 2025, una spaccata all’interno dell’attività.
La scorsa notte è avvenuto il terzo episodio. A chiusura della paninoteca, mentre i proprietari uscivano dal locale, hanno sorpreso un malvivente che stava tentando di rubare nuovamente la loro macchina. Poco distante, lo attendeva un complice a bordo di una Fiat Doblò blu con dettagli grafici nella fiancata.
Durante una colluttazione per evitare il furto, i ladri sono scappati effettuando una manovra in retromarcia pericolosissima a tutta velocità che avrebbe potuto causare gravi danni. Per la forte paura e lo stress accumulato la moglie del proprietario è svenuta al suolo.
La gravità della situazione non finisce qui. Infatti, tutta la scena è avvenuta sotto gli occhi esterrefatti e impauriti del figlio dei proprietari, un bimbo di soli 9 anni che è scoppiato in lacrime alla fine della vicenda.
Il proprietario del locale ha segnalato l’episodio al deputato Francesco Emilio Borrelli, che ha condiviso l’accaduto sui social condannando i criminali: “Siamo davanti a uno stato di esasperazione legittimo e pericoloso. È inaccettabile che cittadini che portano avanti un’attività tra mille sacrifici, rinunciando agli affetti e al tempo da trascorrere con i propri figli, debbano subire continui danni economici e traumi psicologici.
Com’è possibile che un cittadino riesca a raccogliere informazioni e indizi sull’identita dei presunti responsabili tramite i social in pochi giorni, mentre le denunce formali si arenano per anni? Non è tollerabile che le vittime debbano fare le veci di chi dovrebbe garantire la sicurezza.
Esprimo la mia piena solidarietà alla famiglia e chiedo un intervento investigativo immediato e un pattugliamento reale e costante delle nostre strade.
Lo Stato deve dare un segnale di presenza prima che la situazione sfugga definitivamente di mano.”
Questo episodio si inserisce in un contesto sociale delicato, dove le persone oneste hanno il terrore di continuare a godersi la vita, arrivando a modificare la propria quotidianità. Si spera in un intervento dello Stato per tutelare i cittadini e donargli nuovamente un po’ di serenità.
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Pomigliano, Bambino smarrito nella Villa Comunale: decisivo l’intervento della Vigilanza
Momenti di apprensione nella serata di ieri, intorno alle 21, presso la Villa Comunale di Pomigliano d’Arco, dove un bambino di 8 anni si era smarrito dopo aver perso di vista i propri genitori.
Ad accorgersi della situazione è stato un addetto alla vigilanza che, da lontano, ha notato il piccolo visibilmente impaurito e spaesato mentre vagava alla ricerca di qualcuno. Solo in un secondo momento è stato chiaro che il bambino stava cercando i suoi genitori.
Dopo aver conquistato la fiducia del minore, il vigilante ha immediatamente allertato i Carabinieri, che si sono attivati tempestivamente e sono intervenuti sul posto.
Fortunatamente, nel giro di poco tempo i militari sono riusciti a rintracciare la madre del bambino, permettendo così al piccolo di ricongiungersi con la famiglia e fare ritorno a casa.
In un periodo in cui la Villa Comunale di Pomigliano d’Arco è spesso al centro delle cronache per episodi di violenza, risse e altri eventi spiacevoli, il lavoro di squadra tra il personale di vigilanza e i Carabinieri ha consentito di risolvere rapidamente una situazione che avrebbe potuto avere conseguenze ben più gravi. Immagine generata da IANola, il Comitato Provinciale sulla sicurezza ridefinisce l’organizzazione della Festa dei Gigli
Ottobre 1870: l’ordine fu preciso: il brigante Pilone va ucciso, non va arrestato. I tribunali hanno già troppo lavoro
Di Salvatore Paolillo, sacerdote di Resina, si scrisse che egli conservava i biglietti del brigante ” al di sotto dei quadri”. La polizia non poté controllare, perché il Paolillo aprì agli investigatori la sua “fabbrica di cuoio”, ma non l’abitazione: e gli investigatori non fecero obiezioni. L’anonimo autore di un velenoso “esposto” del 12- 7-70 affermò che era Pasquale Cola, “una belva, un camorrista”, colui che impediva “di purgare questa nostra tormentata provincia dal fuoruscito Antonio Pilone”. I Carabinieri in una nota riservata dichiararono che don Pasquale era un pessimo soggetto e che frequentava Scafati e Boscotrecase “perché interessato al dazio consumo” di quei Comuni, e anche perché a Boscotrecase, ai Bergamaschi, possedeva una masseria. Ma non ci andava più, da quando Pilone era tornato. Rivelarono infatti i Carabinieri, a smentire l’anonimo, che già nel ’62 don Pasquale aveva promesso alla questura di consegnare il brigante. L’ultimo agguato al brigante fu preparato con cura, perché egli non ne uscisse vivo. Il 14 ottobre 1870 un traditore lo portò in un cerchio di poliziotti che, vestiti in borghese e mischiati con la folla, avevano occupato, sotto la regia del delegato Petrillo, un lungo tratto di strada a Napoli, tra l’Albergo dei Poveri e l’Orto Botanico. Pilone scendeva dal Museo a passo lento, per la zoppia: forse lo accompagnava il suo “giuda”.
Indossava una giacca di velluto, pantaloni di tela a righe, una cravatta viola, e un panciotto nero, che teneva aperto, “come costumano i contadini”, scrisse il cronista del “Pungolo”. Calzava un cappello bianco e gli occhiali azzurri rendevano più gentile “il profilo regolare e piuttosto bello” del volto. Un attimo prima di entrare nel cerchio, il giuda si allontanò. Pilone intuì, ma gli era già alle spalle l’appuntato Generoso Zicchelli e gli premeva le costole con la punta del pugnale e con la canna del revolver, dichiarandolo in arresto. Pilone si girò o sembrò che volesse girarsi, con la mano sul coltello: l’appuntato gli piantò il pugnale nel petto. Pilone crollò a terra e da terra cercò di parare i colpi che Zicchelli e un compagno gli vibravano con furia in faccia e nello stomaco. Ebbe ancora la forza di accovacciarsi nella pozza del suo sangue, come per difendere il volto dalle lame; la gente assisteva all’assassinio come diventata di sale e i questurini gridavano di star calmi, di non aver paura, poiché l’assassinato era Pilone. Infine lo caricarono su una carrozzella: dalla gola gli uscì un cupo ultimo rantolo. Morì prima che la carrozzella entrasse nel cortile della questura.
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Pomigliano. Corse pericolose nei parchi, blitz della Polizia Municipale: sequestrati quattro mezzi
- Accedere con qualsiasi veicolo quali autovetture, autocaravan, caravan, motocicli, ciclomotori e similari (fatta eccezione per i soli veicoli espressamente autorizzati dall’Ente);
- Accedere e circolare con biciclette su aree destinate a verde pubblico, aree gioco, aree fitness e su tutti i percorsi pedonali (sono escluse dal divieto le sole piste ciclabili e le piccole biciclette munite di ruotini laterali posteriori per bambini, purché sottoposti alla vigilanza degli adulti);
- Utilizzare pattini a rotelle, skateboard, monopattini e similari ai ragazzi di età superiore a 10 anni sottoposti alla vigilanza degli adulti.
Progetto Civico allarga il centrosinistra: da Acerra il sostegno a un progetto riformista
Domani, 12 giugno, una delegazione del Comitato Progetto Civico Acerra, rappresentata da Nicola D’Onofrio, prenderà parte a Roma, presso il Palazzo dei Congressi, all’Assemblea Nazionale di Progetto Civico, un appuntamento significativo per consolidare un percorso politico e amministrativo che mette al centro i territori, le comunità locali e le esigenze concrete dei cittadini.
La partecipazione all’iniziativa rappresenta un’importante occasione di confronto con amministratori, rappresentanti istituzionali e realtà civiche provenienti da tutta Italia, accomunate dalla volontà di costruire una proposta politica credibile, concreta e radicata nelle esperienze amministrative.
Nicola D’Onofrio sottolinea come la crescita di Progetto Civico rappresenti un’opportunità per rafforzare e ampliare il campo del centrosinistra attraverso una visione riformista, pragmatica e moderna, capace di coniugare buon governo e attenzione ai bisogni reali delle persone.
Le priorità indicate dal coordinatore nazionale Alessandro Onorato – sicurezza urbana, welfare di prossimità, sostegno alle famiglie, sviluppo economico e qualità dei servizi pubblici – coincidono con le sfide che ogni giorno amministratori e comunità locali si trovano ad affrontare. Temi che richiedono risposte concrete, competenza amministrativa e capacità di ascolto.
Acerra, come molte realtà del Mezzogiorno, ha bisogno di politiche capaci di creare opportunità, rafforzare la coesione sociale e migliorare la qualità della vita dei cittadini. In questo contesto, il contributo delle esperienze civiche può svolgere un ruolo determinante nella costruzione di un centrosinistra aperto, inclusivo e profondamente radicato nei territori.
L’Assemblea Nazionale sarà anche un momento utile per valorizzare il lavoro delle amministrazioni locali e favorire la nascita di una rete sempre più ampia di amministratori, associazioni e cittadini impegnati nella promozione del bene comune.
Il Comitato Progetto Civico Acerra continuerà a lavorare per favorire la partecipazione democratica, valorizzare le energie migliori della città e promuovere una cultura politica fondata sulla competenza, sul dialogo, sulla responsabilità amministrativa e sulla capacità di trasformare le idee in risultati concreti per le comunità.
