POMIGLIANO D’ARCO – Si accende il dibattito sul progetto per la realizzazione di un impianto di biometano all’interno dello stabilimento Stellantis di Pomigliano d’Arco. L’associazione “Città Aperta” ha annunciato di aver depositato, lo scorso 24 luglio, una formale istanza di diffida nei confronti della Regione Campania, chiedendo che il progetto venga sottoposto alla procedura di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) e contestando il ricorso alla Procedura Abilitativa Semplificata (PAS).
L’impianto, proposto dalla società Bioenergy Pomigliano S.r.l. nell’area di via Ex Aeroporto, prevede una capacità di erogazione pari a 499 Sm³/h di biometano. Secondo l’associazione, la soglia progettuale sarebbe stata individuata per rientrare nei limiti della procedura semplificata, evitando così verifiche ambientali più approfondite.
Secondo quanto sostenuto da “Città Aperta”, il progetto comporterebbe il trattamento di circa 77.500 tonnellate annue di biomasse e reflui, un quantitativo che, a giudizio dell’associazione, configurerebbe un impianto industriale con un rilevante impatto sul territorio, soprattutto sotto il profilo logistico e ambientale.
“Siamo favorevoli alla transizione ecologica, ma non a un suo utilizzo distorto“, afferma il presidente dell’associazione, Tommaso Sodano. “Pomigliano soffre già di una situazione critica legata alle polveri sottili, come documentato dalle centraline Arpac. L’arrivo di circa 80 mila tonnellate l’anno di materiali provenienti da altre province comporterebbe il transito quotidiano di numerosi mezzi pesanti, con un inevitabile incremento del traffico e delle emissioni in prossimità dell’area urbana”.
Per questo motivo l’associazione ha chiesto al presidente della Regione Campania, Roberto Fico, e alla Direzione Generale per l’Ambiente di sottoporre il progetto allo screening di Valutazione di Impatto Ambientale, previsto dall’articolo 19 del decreto legislativo 152/2006.
Contestualmente, “Città Aperta” si rivolge anche al sindaco di Pomigliano d’Arco, Raffaele Russo, invitandolo ad attivare i poteri di autotutela urbanistica, sospendere gli effetti della PAS e richiedere una Valutazione di Impatto Sanitario (VIS), richiamando il principio di precauzione a tutela della salute pubblica.
L’associazione propone inoltre una soluzione alternativa, ritenuta più sostenibile: sfruttare le vaste coperture industriali dello stabilimento Stellantis e dell’area ASI per l’installazione di impianti fotovoltaici, con l’obiettivo di produrre energia rinnovabile senza aumentare il traffico veicolare né le emissioni atmosferiche legate al trasporto delle biomasse.
Infine, “Città Aperta” rende noto di aver concesso alla Regione Campania 30 giorni per fornire un riscontro alle proprie richieste, riservandosi, in assenza di risposte ritenute adeguate, di adire le competenti sedi giurisdizionali, sia amministrative davanti al TAR Campania sia penali.







