È stata una denuncia del sindaco di Qualiano a far scattare l’indagine che ha portato all’esecuzione di una misura cautelare interdittiva nei confronti di due dipendenti del Comune. L’operazione è stata condotta dai carabinieri della Compagnia di Giugliano in Campania su disposizione della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli Nord.
L’inchiesta riguarda complessivamente quindici persone. Ai due dipendenti comunali e agli altri indagati vengono contestati, a vario titolo, i reati di corruzione per l’esercizio della funzione, corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio, peculato e gestione illecita di rifiuti speciali.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, tutto avrebbe avuto origine nel giugno del 2025 quando il sindaco di Qualiano segnalò presunte richieste di denaro all’interno dell’isola ecologica cittadina per consentire il conferimento dei rifiuti, servizio che per i residenti è normalmente gratuito.
Le attività investigative, supportate anche da strumenti tecnici, avrebbero consentito di raccogliere numerosi elementi indiziari. In particolare, gli inquirenti ipotizzano che alcuni addetti alla gestione dell’impianto abbiano favorito l’ingresso di privati e soprattutto di imprese sprovviste delle autorizzazioni ambientali, permettendo lo scarico di consistenti quantitativi di rifiuti misti e speciali, tra cui apparecchiature elettriche ed elettroniche fuori uso, residui di potatura e materiale ferroso.
L’ipotesi accusatoria sostiene inoltre che venissero omesse le procedure di identificazione dei conferitori e di registrazione dei rifiuti, impedendone così la regolare tracciabilità. In cambio di tali condotte, gli indagati avrebbero percepito denaro contante.
La Procura precisa che il provvedimento eseguito è una misura cautelare disposta nella fase delle indagini preliminari e che gli indagati devono considerarsi presunti innocenti fino a un’eventuale condanna definitiva.









