Somma Vesuviana, l’evento “Il Cibo che Cura” a sostegno della lotta contro il cancro

Riceviamo e pubblichiamo

L’11 giugno 2026, presso l’HUB-SIDE di Somma Vesuviana,medici, psicologi e nutrizionisti si incontrano in un convegno aperto a pazienti e famiglie per spiegare come la nutrizione e il supporto psicologico siano veri e propri alleati nel percorso di cura.

 

Somma Vesuviana – Affrontare unadiagnosi di tumore è un viaggio difficile, che non coinvolge solo il corpo ma l’intera vita, le emozioni e le relazioni di una persona. Oggi la scienza medica ci dimostra che per curare la malattia non basta colpire il tumore: bisogna prendersi cura di chi si è ammalato, nutrendone il corpo e sostenendone la mente.

Proprio da questa visione nasce il convegno gratuito e aperto al pubblico “Il Cibo che Cura: Dialoghi tra Neuroscienze, Psico-Oncologia eNutrizione Clinica”, che si terrà giovedì 11 giugno 2026 alle ore 18:00 presso lo spazio HUB-SIDE di Somma Vesuviana (Via Campane, BorgoCasamale). Promosso dalla Società Italiana di Psico-Oncologia (SIPO) Sezione Campania, dall’associazione “Amici del Casamale” e dal Rotary Club Somma Vesuviana Nord “Villa di Augusto“, l’incontro vuole lanciare un messaggio di speranza e concretezza: il cibo non è unsemplice “contorno”, ma una parte essenziale e scientificamente provatadella terapia integrata.

 

Perché il cibo “cura” il corpo?

Spesso, a causa delle terapie como la chemioterapia o la radioterapia, ipazienti affrontano perdita di peso, stanchezza profonda (astenia) o sisentono senza forze. Molti pensano che sia una conseguenza inevitabile,ma la nutrizione clinica dimostra il contrario. Mangiare in modo corretto epersonalizzato aiuta a:

• Tollerare meglio le cure e ridurne gli effetti collaterali.

• Mantenere la forza e la massa muscolare, contrastando il deperimentofisico.

• Sostenere il sistema immunitario, aiutando l’organismo a difendersimeglio.

“Non si tratta di seguire diete miracolose o restrittive, che spesso si rivelano dannose e privano il corpo delle energie necessarie”, spiegano gli specialisti. Si tratta invece di trovare per ogni paziente il giusto schema nutrizionale, basato su linee guida scientifiche ufficiali.

 

Il legame tra pancia e cervello

La ricerca scientifica dimostra che esiste una vera e propria “lineatelefonica” che collega l’intestino al cervello. Quando il corpo soffre per la malattia o le terapie, questa comunicazione si altera, e l’infiammazione può provocare sintomi come stanchezza estrema, ansia e persino apatia o depressione.

Allo stesso modo, la paura, la tristezza e lo stress influiscono sulla nostrapancia, bloccando l’appetito o causando nausea. Per questo il supporto dello psico-oncologo è fondamentale: aiutare a gestire le emozioni nonsolo migliora la qualità della vita, ma aiuta il paziente a ritrovare unrapporto sereno e sano con l’alimentazione.

 

Una Campania all’avanguardia nelle cure

Il convegno metterà in risalto anche un importante traguardo normativo: la legge sull’onco-nutrizione approvata dalla Regione Campania. Questa legge, pionieristica a livello nazionale, stabilisce che il supportonutrizionale debba essere inserito obbligatoriamente nei percorsi di cura di ogni paziente oncologico, garantendo un’assistenza continua e gratuitadall’ospedale fino a casa.

 

I Relatori dell’Evento

Prof.ssa Teresa Esposito

Specialista in Medicina Interna e Nutrizione Clinica (ASL Na3Sud), Docente universitaria presso la Temple University di Philadelphia e a contratto alla Federico II di Napoli. Approfondirà l’importanza del metabolismo e delle terapie di supporto.

Dott. Giuseppe Auriemma

Psichiatra e Psicoterapeuta, UOCSM 24/73e 31 ASL NA1 Centro, Coordinatore SIPO Campania. Modererà e introduce l’incontro sul ruolo cruciale della mente nel percorso oncologico.

Le Consigliere della SIPO Campania

Dott.ssa Violetta Caserta (Dirigente Medico Psichiatra UOSM 21-22 ASL Caserta), Dott.ssa Silvia D’Ovidio (Psicologa Psicoterapeuta IRCCS Pascale),Dott.ssa Francesca Fiore (Dirigente Psicologo-Psicoterapeuta AOU Luigi Vanvitelli) e Dott.ssa Raffaella Manzo (Dirigente Psicologo-Psicoterapeuta A.O. dei Colli). Offriranno strategie pratiche per affrontare l’impatto emotivodella diagnosi sia sui pazienti sia sui loro familiari.

 

Martina Sorvino, il talento che emoziona: al Museo Egizio di Torino la consacrazione di una giovane promessa della moda italiana

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  Martina Sorvino, il talento che emoziona: al Museo Egizio di Torino la consacrazione di una giovane promessa della moda italiana   TORINO – Ci sono momenti in cui la moda va oltre il tessuto, il design e la creatività. Momenti in cui diventa racconto, passione, identità. È quanto accaduto al Museo Egizio di Torino, prestigiosa cornice che ha ospitato una presentazione capace di unire arte, innovazione e sentimento familiare.   Protagonista dell’evento è stata Martina Sorvino, giovane designer e figlia dello stilista Massimiliano Sorvino, fondatore del marchio Sartoria Italiana. Davanti a giornalisti, addetti ai lavori e rappresentanti del mondo della comunicazione, Martina ha presentato una sua creazione: un cappotto dal forte impatto estetico e concettuale, capace di attirare l’attenzione degli ospiti presenti e di confermare il suo percorso nel panorama emergente della moda Made in Italy.   L’opera, esposta in uno dei luoghi culturali più prestigiosi del Paese, ha rappresentato molto più di un esercizio stilistico. Attraverso linee ricercate, lavorazioni dettagliate e una visione contemporanea, la giovane creativa ha dimostrato personalità, sensibilità artistica e una chiara capacità di interpretare il linguaggio della moda con uno sguardo originale.   A rendere ancora più significativo il momento è stato il messaggio condiviso da Massimiliano Sorvino, che ha raccontato con emozione l’orgoglio di un padre nel vedere la propria figlia affermarsi grazie al talento e alla determinazione. Parole sincere, cariche di affetto e ammirazione, che testimoniano un legame familiare profondo e la soddisfazione di assistere alla crescita professionale di una nuova generazione di creativi.   “Per il mondo sei un talento emergente, per me sarai sempre la mia piccola grande vittoria”, ha scritto Sorvino, sintetizzando in una frase il valore umano di una giornata speciale.   L’esposizione al Museo Egizio rappresenta infatti un importante riconoscimento per Martina Sorvino, che continua a costruire il proprio percorso con impegno, studio e passione. In un settore competitivo come quello della moda, la capacità di distinguersi attraverso una visione autentica è una qualità sempre più preziosa, e la giovane designer sembra possedere tutte le caratteristiche necessarie per lasciare un segno.   Tra tradizione sartoriale, innovazione e creatività, il nome di Martina Sorvino si inserisce così tra quelli da osservare con attenzione nel panorama del fashion italiano. Un talento emergente che guarda al futuro con ambizione e consapevolezza, portando avanti una storia fatta di eleganza, cultura del Made in Italy e amore per il proprio lavoro.   Perché dietro ogni grande creazione non c’è soltanto un’idea, ma il coraggio di trasformarla in realtà.

Ottaviano, al via il restauro della Chiesa del Santissimo Rosario: recuperato un importante patrimonio storico e religioso

Dopo mesi di interlocuzioni con Prefettura e Soprintendenza, partono i lavori voluti da don Vittorio Garzone per restituire alla città uno dei suoi luoghi di culto più antichi

Una buona notizia per la comunità di Ottaviano e per tutti coloro che hanno a cuore la tutela del patrimonio storico e religioso cittadino. Sono ufficialmente iniziati i lavori di recupero e restauro della Chiesa del Santissimo Rosario, uno degli edifici sacri più antichi e significativi della città.

L’annuncio è stato dato dalla Parrocchia di San Francesco di Paola, guidata da don Vittorio Garzone, che negli ultimi mesi ha portato avanti un intenso lavoro di confronto con la Soprintendenza e con la Prefettura di Napoli, rappresentata dal prefetto Michele di Bari, per giungere all’avvio degli interventi.

La Chiesa del Santissimo Rosario rappresenta una pagina importante della storia religiosa di Ottaviano. Al suo interno trova infatti sede la confraternita più antica della città, testimonianza di una tradizione secolare che continua ancora oggi a essere un punto di riferimento per la vita spirituale e associativa del territorio.

L’edificio, che conserva opere d’arte e significative testimonianze del passato, necessitava da tempo di interventi di recupero per contrastare il naturale deterioramento causato dagli anni e dagli agenti atmosferici. I lavori consentiranno di restituire decoro e sicurezza a una struttura che costituisce un autentico patrimonio storico, culturale e religioso per l’intera comunità ottavianese.

Particolarmente soddisfatto don Garzone, che ha seguito da vicino l’iter amministrativo e istituzionale necessario per raggiungere questo importante risultato. L’avvio del cantiere rappresenta infatti il punto di arrivo di un percorso complesso che ha richiesto il coinvolgimento di diversi enti e istituzioni.

L’intervento assume un valore che va oltre il semplice restauro edilizio. Recuperare la Chiesa del Santissimo Rosario significa infatti preservare un pezzo dell’identità di Ottaviano, mantenendo viva la memoria storica della città e consegnandola alle future generazioni.

In un luogo storico di Ottaviano c’è “ReStanza”, uno “spazio culturale” il cui nome è già un programma

Il nome è stato suggerito dal titolo di un’opera di Vito Teti, scrittore e antropologo, autore, tra l’altro, di una monumentale “Storia del peperoncino”. Teti ci spiega che “restanza” “significa sentirsi ancorati e allo stesso tempo spaesati in un luogo da proteggere e nel contempo da rigenerare”. E i fondatori di questa splendida “officina culturale”, Tiziana Mastropasqua e Rosario D’ Angelo, ci ricordano anche una intensa riflessione di Michael Ende: “La fantasia per te non è realtà? Ma solo lei ci schiude mondi nuovi: nel creare è la nostra libertà.”       Tiziana Mastropasqua, fotografa, regista e arteterapeuta, e Rosario D’Angelo, attore, regista, educatore, ci dimostrano, organizzando laboratori, eventi e esposizioni, che aveva ragione Remo Bodei: i luoghi e le cose parlano, e perciò ho deciso di introdurre l’articolo con l’immagine del “luogo” che è la sede di “ReStanza”. E questo “luogo” si apre su una strada storica di Ottaviano, via Carmine: e l’altro giorno non ho potuto fare a meno di fermarmi, e di ammirare, ancora una volta, la preziosa “basolatura”, completata nel 1925 dai Maestri “basolari” Stefano Perillo, Giovanni Sodano, Andrea Revello, Francesco Annunziata, guidati dal “capomastro” Domenico Alfano e dall’architetto Giorgio Autorino.   Il silenzio che regnava su piazza San Giovanni lo “lessi”, ancora una volta, come un segno di attesa e di speranza: lo storico “quartiere” aspettava, e aspetta, che gli Ottavianesi riscoprano il valore del senso della comunità e la bellezza della loro storia e vengano ad “ascoltare” – i ragazzi, soprattutto – quello che raccontano le pietre, il tufo, i severi palazzi, lo splendore della Chiesa di San Giovanni e il fascino della Chiesa del Carmine. Negli spazi di “ReStanza” l’associazione promuove “la ricerca nel campo delle arti sceniche, la contaminazione e il dialogo tra il linguaggio teatrale e le arti visuali, si impegna in progetti educativi favorendo l’uso consapevole del mezzo teatrale” e rivelando ai ragazzi l’importanza delle tecniche di questo “mezzo”. A marzo il laboratorio culturale ottavianese ha ospitato un “workshop” immersivo di Dario Aquilina, il cui tema era la storia di Amore e Psiche: mi limito a ricordare che l’Aquilina, psicologo e psicoterapeuta, nel 1988 ha fondato con il regista francese Alain Valade il “teatro dell’anima” e nel 2014 ha aperto una scuola di “teatroarteterapia”.   Queste poche parole sono sufficienti a spiegarci cosa offrono agli Ottavianesi Tiziana Mastropasqua e Rosario D’Angelo, in un momento in cui pare che nel territorio la voce della cultura sia fioca e rauca. Ora è aperto, nelle sale del laboratorio, un altro capitolo di questa meravigliosa avventura, “Più reale della realtà”, una rassegna fotografica, curata da Donna Tiziana e presentata come un’esplorazione del mondo “attraverso il processo analogico, dove l’immagine non è un codice binario, ma il risultato di un incontro fisico tra la luce e la materia”. Hanno già esposto le loro opere Chiara Pepe e Raffaele De Santis, prossimamente esporranno Renata Petti e Angelo Moscarino. Nelle foto del De Santis le foglie secche, frammenti di vita giunti al loro distacco, diventano soggetti e simboli di un processo più ampio, quello del lasciare andare. In botanica, infatti, la caduta della foglia non è una perdita, ma una scelta vitale: un atto necessario per attraversare l’inverno. “In questa prospettiva, ogni foglia diventa metafora di trasformazione, resilienza e rinnovamento. Attraverso la tecnica dell’emulsion lift su Polaroid a colori, le immagini acquisiscono una dimensione ulteriore: la materia stessa della fotografia si fa fragile, instabile, quasi organica. Le superfici si increspano, si spostano, si deformano, evocando la stessa vulnerabilità delle foglie ritratte.   Ne emergono visioni sospese, istantanee che sembrano trattenere il tempo e al contempo lasciarlo scivolare via. Fragili e al tempo stesso fiere, le foglie si rivelano come architetture complesse: mappe di un tempo che si è fatto materia, trame sottili che raccontano una storia silenziosa. Nei loro colori caldi e nelle venature intricate si nasconde una bellezza discreta, che invita a rallentare lo sguardo e ad avvicinarsi. Ciò che appare come fine si rivela, così, come un momento di intensa rivelazione. Le foglie secche non sono semplicemente ciò che resta, ma ciò che si mostra davvero: un’esplosione di dettagli irripetibili, un equilibrio delicato tra memoria e trasformazione. In questo spazio, l’arte diventa ponte — un filo luminoso che unisce passato e futuro — e ci ricorda che anche nel gesto del cadere può esistere una forma di grazia.”. Ho trascritto la spiegazione che mi è stata data da Donna Tiziana e in cui sono congiunte, in un’armonia mozartiana, competenza, chiarezza, profondità, arte dell’incantamento. Se Donna Tiziana lo consente, sarò ospite fisso di “ReStanza”, come attento osservatore e umile ascoltatore.         

Sant’Anastasia, litiga con carabiniere e lo insegue: spara 6 volte tra la folla

SANT’ANASTASIA – Si chiarisce il quadro della sparatoria che nella tarda serata di ieri ha seminato paura lungo via Guglielmo Marconi, nel cuore di Sant’Anastasia. Quello che inizialmente appariva come un episodio dai contorni poco definiti sarebbe invece nato da una violenta lite per motivi legati alla circolazione stradale, degenerata in pochi minuti in una vera e propria caccia all’uomo culminata con l’esplosione di diversi colpi di pistola.
Secondo quanto ricostruito dai carabinieri, uno dei protagonisti della vicenda sarebbe un militare dell’Arma libero dal servizio che, al momento dei fatti, stava percorrendo la strada a bordo del proprio scooter. Per cause ancora in fase di approfondimento, il carabiniere avrebbe avuto un acceso diverbio con un altro motociclista. La discussione non si sarebbe però conclusa sul posto. L’altro centauro, infatti, avrebbe deciso di inseguire il militare lungo la strada cittadina. Durante l’inseguimento avrebbe estratto un’arma da fuoco e sparato sei volte in direzione dello scooter condotto dal carabiniere. Momenti di autentico panico si sono vissuti tra i residenti e le numerose persone che in quel momento si trovavano in strada. Gli spari sono stati uditi chiaramente in tutta la zona e hanno spinto molti cittadini ad allertare immediatamente le forze dell’ordine. Fortunatamente nessuno dei proiettili ha raggiunto il bersaglio. Il militare è riuscito a mettersi in salvo senza riportare ferite. Alcuni colpi, però, hanno terminato la loro corsa contro strutture e veicoli presenti lungo la carreggiata. In particolare, uno dei proiettili avrebbe colpito e danneggiato lo pneumatico di un’auto parcheggiata, mentre altri si sarebbero conficcati nel muro di un edificio. Subito dopo aver aperto il fuoco, il responsabile si sarebbe allontanato facendo perdere le proprie tracce. Sul posto sono intervenute le pattuglie dei carabinieri del Nucleo Radiomobile di Castello di Cisterna e della Stazione di Sant’Anastasia, che hanno effettuato i rilievi e avviato le indagini. Nelle ore immediatamente successive alla sparatoria erano circolate diverse ricostruzioni, tra cui quella di un possibile tentativo di rapina degenerato. Gli accertamenti eseguiti dai militari hanno invece indirizzato le indagini verso la pista della lite stradale. Gli investigatori stanno ora analizzando immagini di videosorveglianza e testimonianze per identificare il motociclista e ricostruire nel dettaglio tutte le fasi dell’episodio.
Ultim’ora
SANT’ANASTASIA – Attimi di forte tensione nella serata di oggi a Sant’Anastasia, dove alcuni colpi d’arma da fuoco sono stati esplosi lungo via Marconi, una delle arterie principali del centro cittadino. L’episodio si è verificato poco dopo le 22 e ha immediatamente attirato l’attenzione di residenti e passanti, allarmati dal rumore degli spari. Secondo le prime informazioni raccolte sul posto, la sparatoria sarebbe avvenuta al culmine di una discussione nata per motivi legati alla viabilità. Una lite tra più persone, le cui cause sono ancora in fase di accertamento, sarebbe degenerata fino a portare all’esplosione di alcuni colpi di pistola. Fortunatamente, almeno stando alle prime verifiche effettuate dai soccorritori e dalle forze dell’ordine, non si registrano feriti. L’episodio ha comunque generato momenti di panico tra i presenti e tra i residenti della zona, molti dei quali sono usciti dalle abitazioni dopo aver udito chiaramente gli spari. Sul posto sono intervenuti in pochi minuti i sanitari del 118 con un’ambulanza, inviata in via precauzionale, oltre ai Carabinieri del Nucleo Radiomobile della Compagnia di Castello di Cisterna e ai militari della Stazione di Sant’Anastasia. Le pattuglie hanno immediatamente avviato i rilievi e raccolto le prime testimonianze per ricostruire con esattezza la dinamica dell’accaduto. Gli investigatori stanno verificando la presenza di eventuali telecamere di videosorveglianza pubbliche e private che potrebbero aver ripreso le fasi della lite e il momento in cui sono stati esplosi i colpi. Al momento non risultano persone fermate. L’area interessata dall’episodio è stata presidiata dai militari per consentire tutti gli accertamenti necessari. Nelle prossime ore potrebbero emergere ulteriori dettagli utili a chiarire le responsabilità e a identificare chi ha fatto uso dell’arma. La vicenda resta in evoluzione e non si escludono sviluppi nelle prossime ore.

Marigliano, morto il docente che aveva scritto post contro la figlia della premier Meloni

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MARIGLIANO – Si è spento all’ospedale del Mare di Napoli Stefano Addeo, il docente mariglianese che nell’ultimo anno era stato al centro di una vicenda che aveva avuto risonanza nazionale. Aveva 65 anni ed era ricoverato in terapia intensiva dal 10 maggio scorso, dopo il tentativo di suicidio avvenuto nella sua abitazione di Marigliano. A causarne il decesso sarebbe stato un arresto cardiaco sopraggiunto nelle ultime ore.

La notizia ha rapidamente fatto il giro della città, dove Addeo era conosciuto non solo per la sua attività di insegnante ma anche per la vicenda che, nel giugno del 2025, lo aveva catapultato improvvisamente sotto i riflettori della cronaca nazionale.

Il professore era infatti finito al centro di una durissima polemica dopo aver pubblicato sui social un messaggio rivolto alla figlia della presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Un post che suscitò indignazione in tutta Italia e che diede il via a una serie di conseguenze sul piano mediatico, professionale e personale.

Dopo l’esplosione del caso, Addeo aveva più volte manifestato pubblicamente il proprio pentimento. In diverse occasioni aveva chiesto scusa per quelle parole, definendole un grave errore, e aveva espresso il desiderio di incontrare personalmente la premier per porgerle le proprie scuse.

Negli ultimi mesi aveva raccontato di vivere una condizione di forte fragilità emotiva. Il peso dell’esposizione mediatica, le polemiche e le conseguenze legate alla sua posizione lavorativa avrebbero contribuito ad aggravare una situazione personale già delicata.

Lo scorso 10 maggio il gesto estremo. Dopo la caduta dal balcone della sua abitazione, il docente era stato soccorso e trasferito d’urgenza all’ospedale del Mare. Le sue condizioni erano apparse da subito molto gravi a causa delle numerose fratture e dei traumi riportati.

Secondo quanto emerso nel corso dei mesi precedenti, quello non sarebbe stato il primo episodio autolesionistico. Già dopo la vicenda che lo aveva reso noto all’opinione pubblica nazionale, Addeo avrebbe attraversato momenti particolarmente difficili.

Con la sua scomparsa si chiude una storia che ha segnato profondamente la vita di un uomo e che per oltre un anno ha alimentato il dibattito pubblico tra politica, social network e conseguenze umane dell’esposizione mediatica.

Somma Vesuviana, Vincenzo Nocerino: “Silvia Svanera , la capacità di riaccendere il senso di appartenenza alla Comunità”

Riceviamo dall’avvocato Vincenzo Nocerino e pubblichiamo   Il Valore della partecipazione , della identità collettiva  e della capacità  della Sindaca Svanera di riaccendere il senso di appartenenza alla Comunità.   La vittoria della candidata a Sindaco di Silvia  Svanera  racconta la storia di una donna che ha saputo coniugare pensiero critico e politica locale, riuscendo a conquistare quella parte di cittadini sommesi che da troppo tempo viveva un disagio esistenziale, sempre più sfiduciata e indifferente alle sorti del paese. L’orgoglio di essere di Somma, di vivere in un Paese che non vuole rassegnarsi al declino ma che conserva energie, competenze e valori ancora capaci di costruire futuro, è stata la mossa che ha fatto da collante per la vittoria collettiva. Ecco, la collegialità, o se volete la Comunità, che sa vincere e che si riconosce e si ritrova in una candidata. Una comunità che ha scelto di non delegare soltanto, ma di partecipare; di non limitarsi alla protesta, ma di trasformarla in proposta. In questo senso la vittoria di Svanera non appartiene esclusivamente a una persona o a una lista, ma a tutti coloro che hanno creduto che la politica locale potesse tornare a essere uno strumento di ascolto, di confronto e di cambiamento. Il risultato elettorale assume così un significato che va oltre il dato numerico: rappresenta il recupero di un legame di fiducia tra cittadini e istituzioni, tra bisogni quotidiani e progetto amministrativo. È la dimostrazione che quando una comunità ritrova consapevolezza di sé e delle proprie potenzialità, può superare divisioni, disillusione e apatia. Adesso inizia la fase più impegnativa. Le aspettative generate dalla vittoria richiedono responsabilità, capacità di ascolto e coerenza nelle scelte. Ma il patrimonio più importante lasciato da questa campagna elettorale è forse proprio quello di aver restituito a molti cittadini la convinzione che il destino del paese non sia qualcosa da subire, bensì una realtà da costruire insieme, giorno dopo giorno, attraverso il contributo di tutti. Perché una comunità vince davvero non solo quando elegge un Sindaco, ma quando riscopre il valore della partecipazione e della responsabilità condivisa. Viva Silvia Svanera , Sindaca di Somma Vesuviana  

Dal liceo linguistico ai piani di segnalamento: Elena e la strada verso Alstom  Speciale ITS ACADEMY TEC MOS

Un liceo linguistico, la passione per l’arte, un’università che non convinceva fino in fondo. Poi una voce girata da un amico, e una scelta che ha cambiato tutto. Elena Della Corte oggi lavora in Alstom come Installation Design Engineer: progetta impianti di segnalamento ferroviario, cala su planimetrie piani cavi, piani frequenze, piani di canalizzazione. Lavora su sistemi tradizionali e su ERTMS, lo standard europeo per le reti ad alta velocità. Il percorso che l’ha portata fin qui passa per ITS ACADEMY TEC MOS. “Stare sui libri per ore senza attività formative concrete che potessero farmi capire cosa potevo aspettarmi dal futuro lavorativo non era nelle mie corde”, racconta. La crisi non era di vocazione ma di metodo: Elena sapeva di voler imparare, non sapeva ancora cosa e come. La risposta è arrivata attraverso un amico per passaparola, come spesso accade con gli ITS, che raramente entrano nei radar delle scuole superiori e quasi mai in quelli dei licei. La curiosità, dice, è stata il motore. Una curiosità che ITS ACADEMY TEC MOS ha saputo intercettare e trasformare in qualcosa di concreto: laboratori, tirocini, il contatto diretto con le aziende del settore. È stata proprio questa immersione anticipata nel mondo del lavoro a fare la differenza. “Avere la possibilità di vedere aziende come Alstom, EAV e ANM mi ha fatto capire effettivamente quello che volevo fare”, spiega. Non un’intuizione astratta ma una certezza guadagnata sul campo. I ricordi più nitidi vengono dalle ore passate nella sede Alstom di Nola e nelle varie sedi EAV, dove i tecnici “con pazienza, passione e dedizione”, spiegavano nel dettaglio le procedure di manutenzione, i problemi che si possono incontrare, come affrontarli. Poi il tirocinio in ANM, tra officina e uffici tecnici: un doppio sguardo sullo stesso sistema, che le ha insegnato a leggere i problemi di un’officina e a gestirli con gli strumenti giusti. Quando il percorso si è concluso, ITS ACADEMY TEC MOS ha garantito colloqui con aziende del settore. Elena ne ha ricevute due proposte e ha scelto quella più vicina ai suoi interessi. Oggi, in Alstom, lavora su planimetrie, piani di canalizzazione, piani frequenze, piani cavi, la progettazione di impianti di segnalamento sia tradizionali che ERTMS. Sul confronto con l’università è diretta: “La formazione universitaria, per quanto possa essere specialistica, non è settorializzata”. Il neolaureato arriva al primo lavoro e deve ancora imparare il mestiere, spesso senza la certezza di avere il giusto affiancamento. Con ITS ACADEMY TEC MOS, dice, non è così: il percorso è specifico, orientato, e ti consegna alla prima esperienza lavorativa già con qualcosa in mano. Il consiglio finale è rivolto soprattutto alle ragazze: “Non temete il settore e proponetevi, perché il nostro contributo fa la differenza”. Il ferroviario, nella percezione comune, è ancora un mondo maschile. Elena non lo dice per polemica, lo dice da chi quel mondo lo abita già, e sa che c’è posto.   Vedi anche   https://www.ilmediano.com/studiare-formarsi-lavorare-il-percorso-che-porta-alloccupazione-speciale-its-academy-tec-mos/   https://www.ilmediano.com/dalla-formazione-al-contratto-in-eav-il-viaggio-di-gennaro-con-its-academy-tec-mos/   https://www.ilmediano.com/ho-visto-un-post-su-instagram-e-ho-deciso-di-provarci-fabio-21-anni-dalla-formazione-its-academy-tec-mos-al-lavoro-con-alstom/   https://www.ilmediano.com/cosi-ho-trasformato-la-formazione-in-lavoro-il-percorso-di-dalila-con-its-academy-tec-mos/   https://www.ilmediano.com/ho-sentito-il-bisogno-di-cambiare-vincenzo-la-pandemia-e-la-formazione-con-its-academy-tec-mos/

Somma Vesuviana, al via la seconda edizione del “Premio Lucrezia D’Alagno”

Riceviamo e pubblichiamo

Dopo il successo della prima edizione, torna a Somma Vesuviana il “Premio Lucrezia D’Alagno”, riconoscimento dedicato ad alcune concittadine che si sono distinte nella società civile per impegno, dedizione e contributo al bene comune.

L’evento si terrà domenica 14 giugno 2026 alle ore 19:30, nella cornice del Giardino dell’Arci in Via Campane al Casamale , e rappresenterà un nuovo momento di incontro e valorizzazione del ruolo femminile all’interno della comunità locale.

Il premio, intitolato alla figura storica di Lucrezia D’Alagno, nobildonna legata alla storia del Regno di Napoli e simbolo di forza, ambizione e capacità di rompere gli schemi del proprio tempo, vuole ancora una volta richiamare l’attenzione su storie di donne che si distinguono per il loro contributo sociale, culturale e civile. La novità di quest’ anno è anche un premio alla memoria.

Nel corso della serata saranno premiate alcune donne del territorio sommese che si sono particolarmente distinte in diversi ambiti della vita pubblica, sociale e culturale, come testimonianza concreta di partecipazione e responsabilità verso la collettività.

L’iniziativa è promossa con il patrocinio del Comune di Somma Vesuviana, della Comunità Interparrocchiale S. Pietro – S. Michele – S. Giorgio, della Pro Loco Somma Vesuviana e del Coro Gaetano Di Matteo, che anche in questa edizione accompagnerà l’evento con momenti musicali. Il coro “Gaetano Di Matteo, è diretto da Rosa Coppola, piano e arrangiamenti del Maestro Ciro Perna.

Un appuntamento che si conferma come occasione di valorizzazione del territorio e di celebrazione dell’impegno femminile, attraverso cultura, memoria e partecipazione civica.

Ladri bucano serbatoi per rubare carburante, nuovo allarme dopo il caso benzina sporca

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Non solo il rischio della benzina adulterata. A Portici il caro carburante starebbe producendo anche un altro effetto collaterale: l’aumento dei furti di carburante direttamente dalle auto in sosta.

Gli episodi segnalati nelle ultime settimane hanno destato forte preoccupazione tra i residenti, in particolare nella zona di via Antonio De Curtis, dove diversi automobilisti hanno scoperto danni alle proprie vetture al momento di riprenderle dopo la sosta.

Secondo le ricostruzioni emerse, i malviventi avrebbero preso di mira i serbatoi delle auto parcheggiate. In un primo momento avrebbero tentato di accedere attraverso lo sportellino del carburante. Quando il sistema di sicurezza impediva il prelievo del liquido, i ladri avrebbero adottato una tecnica molto più invasiva e dannosa.

Utilizzando strumenti come martello e cacciavite, avrebbero infatti perforato la parte inferiore del serbatoio, provocando la fuoriuscita del carburante poi raccolto in contenitori di plastica. Un’operazione che lascia dietro di sé danni ben più costosi del valore del carburante sottratto.

Le vittime si sono infatti ritrovate non soltanto con il serbatoio svuotato ma anche con la necessità di affrontare riparazioni particolarmente onerose. In molti casi la sostituzione completa del componente diventa inevitabile, con spese che possono raggiungere diverse centinaia di euro.

L’episodio si inserisce in un contesto caratterizzato dall’aumento dei prezzi alla pompa che continua a pesare sulle famiglie. Proprio il valore sempre più elevato di benzina e gasolio potrebbe aver reso il carburante un bene particolarmente appetibile per i malintenzionati.

I residenti chiedono ora maggiori controlli nelle aree di sosta e un rafforzamento della videosorveglianza per contrastare un fenomeno che rischia di trasformarsi in una nuova emergenza per gli automobilisti dell’area vesuviana.