Carlo Allocca sta attraversando l’Europa per sostenere la ricerca sulla patologia di tipo 1. L’impresa, per il secondo anno consecutivo, si concluderà il 2 agosto a Somma Vesuviana, dove da secoli la sua famiglia vive.
E’ un AI Scientist di Milton Keynes, nel sud-est dell’Inghilterra, che sta attraversando l’Europa in bicicletta, percorrendo migliaia di chilometri quest’estate, per sensibilizzare l’opinione pubblica e raccogliere fondi a favore della ricerca sul diabete di tipo 1. Carlo Allocca, 47 anni, si occupa principalmente di ricerca avanzata, progettazione e implementazione di modelli e algoritmi di intelligenza artificiale generativa, machine learning e deep learning. Lavora al Samsung Research and Development Institute in UK ed è residente a Milton Keynes con la famiglia. Ha deciso di affrontare una grande sfida in bicicletta per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla patologia tipo 1 e raccogliere più fondi per la ricerca.
Il suo viaggio, chiamato London2Naples, è iniziato il 17 luglio del 2026 proprio dalla sua residenza inglese, iniziando a percorrere oltre 2.800 chilometri e attraversando diversi paesi europei, con l’obiettivo di arrivare il 2 agosto nel suo paese natio, Somma Vesuviana, in provincia di Napoli. Ha già attraversato Francia, Belgio, Germania e Svizzera, non solo riscuotendo consenso, ma ricevendo un’accoglienza favorevole. A Salsomaggiore Terme, in particolare, il suo progetto è stato salutato con grande successo.
Carlo, padre di due figli, ha scelto di sostenere Breakthrough T1D, un’organizzazione impegnata nella ricerca sul diabete di tipo 1. La causa è divenuta particolarmente importante da quando la sua giovane nipote si è ammalata gravemente e ha ricevuto la diagnosi con ritardo. Un’esperienza che ha spinto Carlo non solo a riflettere sull’importanza di riconoscere in tempo la malattia, ma ad aumentare la conoscenza della patologia. A riguardo, ha anche partecipato ad un ricco programma di ricerca, basato sulla comprensione, la prevenzione e lo sviluppo di terapie innovative. Controlla regolarmente la glicemia attraverso diversi prelievi di sangue dal dito ogni giorno e cerca di sostenere la ricerca, raccogliendo dati cruciali per mappare i meccanismi biologici della malattia. Questa impresa va ben oltre il semplice pedalare – afferma Carlo – si tratta di sensibilizzare le persone, favorire lo studio e mostrare solidarietà alle famiglie che affrontano ogni giorno la realtà della patologia.
Per Carlo, questa avventura rappresenta anche un percorso personale. La sfida lo aiuta infatti ad affrontare e superare un trauma del passato: la perdita della madre quando era ancora giovane. Nonostante il significato personale del viaggio, ha sottolineato che il suo obiettivo principale è sostenere la ricerca sul diabete, raccogliere fondi e creare un impatto positivo nella comunità. Il percorso sarà impegnativo e lo porterà ad affrontare lunghe distanze, salite difficili e molte ore in sella. Non è la prima esperienza di questo tipo: già l’anno scorso ha completato con successo un primo viaggio ciclistico di lunga distanza.








