Somma Vesuviana, terreno occupato senza esproprio: il Consiglio di Stato impone il risarcimento immediato

Il Consiglio di Stato dà ragione alla proprietaria: illegittima l’occupazione per un parcheggio pubblico in via Aldo Moro.
Importante pronuncia del Consiglio di Stato su una vicenda che riguarda il Comune di Somma Vesuviana e l’occupazione di un terreno privato utilizzato per la realizzazione di un’opera pubblica.
Tutto nasce dal ricorso di una cittadina, proprietaria di un fondo in via Aldo Moro, che aveva contestato l’operato dell’amministrazione comunale. Secondo la ricorrente, il terreno era stato occupato senza che fosse mai conclusa correttamente la procedura di esproprio.
In primo grado, il Tar Campania aveva riconosciuto l’illegittimità dell’occupazione, ordinando la restituzione del bene, ma aveva rinviato la questione del risarcimento. Una decisione che la proprietaria ha deciso di impugnare.
Con la sentenza definitiva, il Consiglio di Stato ha chiarito il punto: quando un’amministrazione occupa un terreno senza titolo, il proprietario ha diritto non solo alla restituzione, ma anche al risarcimento del danno.
Per questo motivo, il Comune di Somma Vesuviana dovrà restituire il terreno alla proprietaria, riportandolo allo stato originario e  risarcire il danno per tutto il periodo di occupazione illegittima.
Il risarcimento sarà calcolato sulla base del valore medio degli affitti di terreni simili, cioè quanto la proprietaria avrebbe potuto guadagnare se avesse potuto utilizzare il fondo.
L’amministrazione dovrà inoltre formulare una proposta economica entro 90 giorni.
Resta però una possibilità alternativa: il Comune potrà decidere di acquisire definitivamente il terreno, utilizzando la procedura prevista dalla legge. In questo caso dovrà pagare il valore del bene e un indennizzo completo, comprensivo anche del danno subito.
La sentenza ribadisce un principio chiaro: la pubblica amministrazione non può lasciare situazioni irregolari. Deve scegliere se restituire il bene o acquisirlo legalmente, ma in ogni caso è tenuta a risarcire il cittadino per il periodo in cui ha subito l’occupazione.

Studente del liceo classico Carducci di Nola vince la gara internazionale di greco antico

La cittadina di Nola festeggia un super traguardo: uno studente del liceo classico Carducci vince il primo posto nella gara di greco antico. Si tratta della XIII edizione dell’Agon Politikos, la gara internazionale di greco antico a cui tutti gli studenti con competenze linguistiche e culturale della lingua antica possono partecipare. Quest’anno il vincitore è Gennaro Marco Tarallo, uno studente del IV anno del rinomato liceo classico “Carducci” di Nola che ha dimostrato spiccate doti in traduzione e comprensione del greco antico. Tantissimi gli studenti che vi hanno partecipato, oltre 90 in tutta Italia, e tra questi vi erano tanti ragazzi provenienti dalla città metropolitana di Napoli, grazie anche all’eccellenza ormai risaputa delle scuole in cui la lingua greca viene studiata. Gli studenti erano chiamati a tradurre un testo del filosofo Platone, sfida indubbiamente ardua data la difficoltà singolare del pensiero del filosofo greco. Gli elaborati finali sono stati poi valutati da una specifica giuria composta da docenti provenienti da diversi licei classici e docenti universitari, i quali hanno valutato come miglior testo scritto proprio quello dello studente di Nola. È stata una grande soddisfazione per la cittadina napoletana che già in passato aveva fatto parlare di sè proprio per la cultura greca e latina, con altri studenti che si erano distinti per la loro istruzione. La premiazione si è tenuta ieri, con Gennaro che ha ricevuto l’attestato del primo posto da Teresa Maiello. La manifestazione è stata organizzata dall’Associazione ex alunni del Liceo Classico “Francesco Durante”, presieduta dalla professoressa Teresa Maiello, in collaborazione con la Città di Frattamaggiore, il liceo classico “Durante”, l’Istituto Comprensivo Capasso-Mazzini e la delegazione frattese dell’Associazione Italiana di Cultura Classica, che hanno contribuito a un evento culturale di grandissimo spessore e alla valorizzazione di una lingua antichissima, come il greco per le generazioni del futuro.

Aversa, “Il pianto e la luce: Stabat Mater sotto la Croce” con l’Associazione In Octabo

Lo Stabat Mater di Pergolesi, celebre capolavoro di musica sacra, organizzato dall’Associazione In Octabo, sarà eseguito venerdì 27 marzo 2026 nella Cappella maggiore del Seminario Vescovile di Aversa. Venerdì 27 marzo alle ore 19:00, la Cappella maggiore del Seminario Vescovile di Aversa si trasformerà in un palcoscenico di eccellenza per ospitare lo Stabat Mater di Pergolesi a cura dell’Associazione In Octabo, che da sempre si occupa della promozione e valorizzazione del Museo Diocesano di Aversa. I protagonisti della serata saranno: Giovanni Sepe, pianista;  Ilaria Improda, soprano; Elena Annunziata, mezzosoprano. Ai tre artisti sarà affidata una delle massime esecuzioni della musica settecentesca. Lo Stabat Mater, infatti, è considerato una delle più alte espressioni della poesia religiosa e della drammaturgia medievale, sebbene non sia un’opera teatrale in senso moderno con personaggi e azione scenica diretta, ma, piuttosto, una sequenza poetica e liturgica che evoca una forte drammaticità e pura emozione all’ascolto. Scritto nel XIII secolo, il testo è tradizionalmente attribuito al francescano Jacopone da Todi, francescano, e si inserisce nel contesto della devozione alla Madonna Addolorata e nei riti della Settimana santa. Il pianto di Maria, iuxta crucem lacrimosa, offre una meditazione profonda e straziante sulla sofferenza materna. Pur essendo un inno, la sua natura fortemente descrittiva e la sua larga diffusione nelle processioni lo rendono, ancora oggi, centrale nella drammaturgia medievale e nella cultura visiva e spirituale dell’epoca. Il testo è stato musicato da innumerevoli compositori, tra cui Giovan Battista Draghi alias Pergolesi (1710 – 1736). L’opera è il capolavoro assoluto della musica sacra barocca, una delle più celebri e intense composizioni di musica sacra settecentesca. Composta nel 1736, pochi mesi prima della morte, è una sequenza per soprano, contralto, archi e basso continuo, nota per il suo stile espressivo e drammatico.

Torre Annunziata, accoltella madre e figlio in casa e poi scappa

0

Un uomo di 40 anni, a Torre Annunziata, ha accoltellato una donna e il figlio facendo irruzione in casa per poi tornare nel proprio appartamento

Il tragico evento si è svolto a Torre Annunziata, in Corso Vittorio Emanuele III (civico 78), all’angolo con Via Cavour intorno alle 12 di lunedì 23 marzo.

La dinamica, ancora da accertare, sembrerebbe quella di una lite condominiale. L’uomo, un 40enne residente nel palazzo, sarebbe andato al piano dove risiedono la donna 37enne e il figlio di 13 anni per sfondare la porta d’ingresso e fare irruzione nell’appartamento. Nel giro di pochi minuti l’aggressore aveva già colpito con due coltelli entrambe le vittime, per poi dileguarsi.

Sono intervenute tempestivamente le forze dell’ordine con gli agenti della Polizia di Stato del commissariato oplontino, coordinati dal dirigente Francesco Cerciello, allertati da una segnalazione giunta alla sala operativa che indicava la presenza di persone ferite.

Una volta giunti sul posto, i militari hanno trovato una scena terribile: madre e figlio, entrambi feriti, sotto shock. Tutti e due sono stati trasportati all’Ospedale di Castellammare di Stabia dove sono stati subito visitati e fortunatamente sono risultati non in pericolo di vita.

Da subito è stata avviata un’indagine e la priorità era trovare l’aggressore. Poco dopo, l’uomo è stato rintracciato nel suo appartamento nello stabile dove è avvenuto il tragico evento, in possesso di due coltelli a molla e di un coltello serramanico.

L’uomo è stato descritto dai vicini come una persona instabile ed è stato tratto in arresto con l’accusa di tentato omicidio e denunciato per violazione di domicilio. Sono in corso le indagini per chiarire la dinamica.

Pomigliano, industria Leonardo, RSU: “Senza certezze industriali non c’è condivisione”

Riceviamo e pubblichiamo:

“Senza certezze industriali non c’è condivisione” è il titolo del comunicato della RSU (Rappresentanze Sindacali Unitarie), che esprime preoccupazione per il destino del sito di Pomigliano e della BU aerostrutture della Divisione Aeronautica  della Leonardo.

Preoccupazione emersa circa la possibilità di costituire una Joint Venture paritetica con un partner internazionale che vedecoinvolti i siti di Puglia e Campania (Foggia, Grottaglie,  Nola e Pomigliano) e che confermerebbe l’intenzione del management della neocostituita Divisione Aeronautica (maggio 2025) di disimpegnarsi progressivamente dal business delle aerostrutture.

La RSU è contraria a qualsiasi ipotesi di dismissione anche alla luce della ripresa del settore civile, così come emerso dall’ultimo Consiglio di Amministrazione che per il 2025 ha registrato risultati particolarmente positivi, con una crescita significativa di tutte e le divisioni e il chiaro segnale di ripresa per le aerostrutture.

Al momento non ci sono ancora certezze sulla fattibilità dell’accordo, ma la RSU di Pomigliano, riunita in seduta permanente, sta valutando tutte le azioni da mettere in campo insieme alle strutture sindacali territoriali con il coinvolgimento delle istituzioni locali e regionali.

RSU DI POMIGLIANO D’ARCO

 

Pescivendoli in piazza a Napoli: “Meno disinformazione sull’epatite A, ci stanno rovinando”

0

L’epidemia di epatite A si sta espandendo sempre più: ad oggi si contano circa 180 casi, con 53 persone ricoverate al Cotugno di Napoli nel reparto di malattie infettive.

 

Oltre alle preoccupazioni legate alla salute dei contagiati, numerosi commercianti lamentano un calo delle vendite di circa l’80% a seguito del divieto di consumo di frutti di mare crudi.

L’episodio ricorda l’estate del ’73, quando, dopo un’epidemia di colera, le cozze furono le principali accusate della trasmissione. In quella circostanza decine di pescherie furono costrette a chiudere.

Per questo motivo, centinaia di pescivendoli provenienti da diverse aree di Napoli, a seguito di una domenica “da dimenticare” sotto il profilo delle vendite, sono scesi in piazza Municipio, chiedendo al sindaco Manfredi maggiori spiegazioni e soluzioni al calo delle vendite, che rischia di impoverire i commercianti del settore ittico.

A riguardo si è espressa Teresa Armato, assessore comunale, che, dopo aver ascoltato le istanze, ha ribadito che le misure di sicurezza sono state adottate per tutelare la salute dei cittadini. Ha inoltre ricordato che l’ASL ha sottolineato come non siano solo i prodotti ittici a poter causare il contagio, ma anche le verdure e gli alimenti consumati crudi, che devono essere manipolati e lavati con attenzione.

Quello che chiedono i manifestanti è di “porre fine a una campagna denigratoria della stampa che rischia di mandare per strada molte famiglie”, dichiarando di osservare con attenzione le regole e i controlli nonostante alcune volte siano “asfissianti” in attesa di riscontri e miglioramenti.

Immagine realizzata con IA

Risultati referendum, Auriemma (M5S): “È il segno di un territorio vivo e attento”

Riceviamo e pubblichiamo Il risultato del referendum sulla giustizia consegna un messaggio politico chiaro e inequivocabile: i cittadini hanno respinto una riforma che non li convince e che, evidentemente, non risponde ai bisogni reali del Paese. Per il Governo si tratta di un vero e proprio segnale di sfiducia. Dopo quattro anni, non è stata prodotta una riforma capace di migliorare concretamente il sistema giustizia, e il voto di oggi rappresenta un richiamo forte alla responsabilità politica. Non si può far finta di nulla: è necessario prendere atto di questo esito. Particolarmente significativo è il dato che arriva dalla Campania e dalla provincia di Napoli, dove il No si afferma con percentuali tra le più alte in Italia. Un risultato che testimonia la maturità civica e la consapevolezza di una comunità che ha saputo leggere nel merito i contenuti della riforma e scegliere di difendere i principi fondamentali della nostra Costituzione. È il segno di un territorio vivo, attento, che non si lascia trascinare da slogan ma partecipa con coscienza alle scelte democratiche. La forte affermazione del No in Campania è anche il frutto di un lavoro politico e di una mobilitazione diffusa che ha coinvolto cittadini, attivisti e realtà locali. Questo voto rappresenta dunque un punto di partenza. Come Movimento 5 Stelle continueremo a lavorare, dentro e fuori le istituzioni, per costruire riforme serie, condivise e realmente utili ai cittadini, e per rafforzare la partecipazione democratica, perché la democrazia vive solo se viene esercitata”. Lo dichiara l’onorevole Carmela Auriemma, vicecapogruppo vicaria del M5S alla Camera dei Deputati

Scuola, aumenti per Docenti e ATA: +143€ per i docenti, +104€ al personale ATA

Dopo l’apertura ufficiale del tavolo presso l’ARAN lo scorso 11 marzo, cresce l’attesa per gli ulteriori round negoziali. L’obiettivo della delegazione trattante è chiaro: accelerare sulla parte economica del CCNL 2025-2027 per dare ossigeno agli stipendi di oltre 1,3 milioni di dipendenti pubblici, tra personale scolastico, universitario e della ricerca.     Sul piatto ci sono risorse per 3,3 miliardi di euro, stanziamenti che dovrebbero garantire un incremento retributivo medio del 5,4%. Ma cosa significa concretamente per il portafoglio dei lavoratori della scuola? Secondo le proiezioni attuali, l’adeguamento si tradurrà in un amento medio per i docenti di circa 143 € lordi mensili e per  il Personale ATA un incremento di circa 104 € lordi mensili. A queste cifre si aggiungerà l’erogazione degli arretrati per il biennio 2025-2026. Si stima che ogni dipendente possa ricevere, una tantum, una cifra media vicina ai 1.600 € lordi, un conguaglio fondamentale per recuperare il potere d’acquisto eroso negli ultimi mesi. L’imminente scatto stipendiale non è solo una buona notizia per la liquidità mensile, ma agisce come un moltiplicatore di opportunità finanziarie. Aumentando lo stipendio netto, infatti, cresce proporzionalmente anche la quota cedibile (il cosiddetto “quinto”). Proprio in questa fase di transizione, i dipendenti pubblici che desiderano realizzare un progetto — dall’acquisto dell’auto alla ristrutturazione casa, fino al consolidamento dei debiti — possono accedere a strumenti finanziari agevolati grazie alle Convenzioni NoiPA. Esistono due strade principali per ottenere liquidità a tassi protetti, anche in presenza di segnalazioni creditizie o protesti:
  1. Cessione del Quinto NoiPA: È il finanziamento standard, con una rata che non può superare il 20% dello stipendio netto.
  2. Prestito in Convenzione (Delega di Pagamento): È la soluzione ideale per chi ha già una cessione in corso o necessita di importi più elevati. In questo caso, la rata complessiva può arrivare fino ai due quinti (40%) dello stipendio, permettendo di ottenere finanziamenti fino a 75.000 euro con piani di rimborso estensibili fino a 10 anni.
Grazie agli accordi diretti con il Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF), i tassi applicati sono sensibilmente più bassi rispetto alla media di mercato, garantendo un risparmio concreto sul costo totale del credito. Attendiamo con forte interesse gli sviluppi negazioli.

Stipendi più trasparenti: cosa cambia per lavoratori e aziende

L’Unione Europea introduce nuove regole per rendere più chiaro il mercato del lavoro e ridurre le disuguaglianze retributive. Anche l’Italia dovrà adeguarsi entro il 7 giugno 2026.  

Con la nuova direttiva europea sulla trasparenza salariale, cambieranno in modo concreto le regole del gioco per aziende, recruiter e lavoratori.

La misura, contenuta nella Direttiva (UE) 2023/970, punta a rendere il mercato del lavoro più equo e a contrastare le disparità, in particolare quelle legate al genere.

Più chiarezza già dagli annunci

Una delle principali novità riguarda il momento della candidatura.

Le aziende saranno tenute a indicare la retribuzione o almeno una fascia salariale negli annunci di lavoro, oppure a comunicarla prima del colloquio.

Allo stesso tempo, non sarà più consentito chiedere ai candidati informazioni sugli stipendi percepiti nei lavori precedenti, una pratica finora molto diffusa.

Il diritto a conoscere gli stipendi

La direttiva introduce anche un nuovo diritto per i lavoratori: quello di poter accedere a informazioni sui livelli retributivi.

In concreto, sarà possibile conoscere gli stipendi medi per ruoli equivalenti all’interno dell’azienda, con dati suddivisi per genere.

Uno strumento pensato per far emergere eventuali differenze e rendere più trasparenti le dinamiche interne.

Controlli più stringenti per le aziende

Per le imprese di dimensioni più grandi scatteranno obblighi più rigidi.

Sarà necessario monitorare e rendere pubblici i divari retributivi tra uomini e donne e, nel caso in cui emergano differenze significative, adottare misure correttive.

Un sistema di controllo che punta a rendere strutturale la lotta alle discriminazioni salariali.

L’obiettivo: trattative più eque

Secondo la Commissione europea, l’introduzione di queste norme servirà a rendere le trattative più trasparenti e consapevoli, riducendo il rischio di disparità difficili da individuare.

Oggi, infatti, molti squilibri nascono già nella fase iniziale della negoziazione, spesso influenzata da informazioni incomplete o asimmetriche.

Cosa succede in Italia

La direttiva è stata approvata nel 2023, ma gli Stati membri hanno tempo fino al 7 giugno 2026 per recepirla nei rispettivi ordinamenti.

Anche l’Italia dovrà quindi adeguare la normativa nazionale, introducendo progressivamente queste misure.

Una volta entrate in vigore, le nuove regole potrebbero cambiare radicalmente il modo in cui si cerca lavoro e si negozia uno stipendio.

Un cambio culturale

Oltre agli aspetti normativi, la novità segna anche un passaggio culturale: lo stipendio, spesso considerato un tema “privato”, diventa parte di una discussione più ampia sulla trasparenza e sull’equità.

Un cambiamento che potrebbe avere effetti concreti soprattutto per le categorie più esposte a disparità, contribuendo a rendere il mercato del lavoro più accessibile e meno opaco.

Dal 2026, dunque, la trasparenza salariale non sarà più un’opzione, ma una regola.

   

Somma, studenti del Torricelli in visita allo stabilimento Coca-Cola di Marcianise

Somma Vesuviana. Visita PCTO allo stabilimento Coca-Cola di Marcianise: studenti del Torricelli a confronto con le applicazioni STEM. 

Gli studenti del liceo Torricelli di Somma Vesuviana hanno partecipato a una visita guidata presso lo stabilimento Coca-Cola di Marcianise nell’ambito dei Percorsi per le Competenze Trasversali e per l’Orientamento (PCTO).

L’iniziativa è stata realizzata in collaborazione con Junior Achievement Italia, organizzazione impegnata nella formazione imprenditoriale e nello sviluppo delle competenze dei giovani.

La visita ha previsto un tour dei reparti produttivi, caratterizzati da linee automatizzate per l’imbottigliamento e il confezionamento. Durante il percorso, i partecipanti hanno osservato l’utilizzo di tecnologie legate all’industria 4.0, tra cui sistemi di automazione, sensori e strumenti di monitoraggio della qualità e dei consumi energetici.

L’attività si è articolata anche in momenti laboratoriali, nei quali gli studenti hanno svolto semplici analisi chimiche, come la misurazione del pH e della densità delle bevande, e partecipato a sessioni introduttive sull’analisi dei dati applicata ai processi industriali.

Secondo quanto riportato dagli organizzatori, l’esperienza è stata progettata per integrare contenuti teorici e applicazioni pratiche delle discipline STEM (scienza, tecnologia, ingegneria e matematica), oltre a favorire lo sviluppo di competenze trasversali come il lavoro di squadra e il problem solving.

L’iniziativa rientra nel programma di ampliamento dell’offerta formativa del liceo Torricelli, con l’obiettivo di avvicinare gli studenti al mondo del lavoro e alle opportunità offerte dai settori tecnologici e scientifici.

Screenshot
Screenshot
Screenshot
Screenshot