Somma Vesuviana, Presunti a chi?

C’è stato, nel consiglio comunale di ieri (14 febbraio 2020), chi correttamente ha difeso le istituzioni, chi ha invece citato la stampa a sproposito. Nel farlo, c’è chi ha precisato che si riferiva a presunti giornalisti, dunque non ci siamo offesi, i buoni si scartano da soli (ci riferiamo naturalmente anche ai colleghi che hanno lavorato su questa vicenda) e non crediamo di dover mostrare tesserini da professionista a chi si adonta se gli si chiedono i carichi pendenti. Andiamo sulla fiducia reciproca, è meglio.

C’è chi ha parlato di pubblicità, come se qualcuno si inventasse le notizie per andare in prima pagina o avere una visualizzazione in più. Signori cari, pur condividendo la vostra preoccupazione per certa degenerazione social in senso giustizialista, dobbiamo proprio dirvelo: avremmo accettato di essere additati come presunti giornalisti o cattivi professionisti se trovandoci in mano quegli atti che da settimane circolano in città, avessimo deciso di ignorarli. Per comodità, per paura di ritorsioni, per difendere qualche amico o per ricattare qualche nemico (che non abbiamo). Non è così che fanno i giornalisti. Almeno quelli non presunti. C’è la notizia, si scrive. Per i risvolti – ed è per questo che nei nostri pezzi di nomi non ne avete trovati – aspettiamo la magistratura. Se archivierà, bene. Vorrà dire che per quelle storture della campagna elettorale 2017 non si configurano reati. Se non contro l’etica. Se arriveranno avvisi di garanzia o qualcuno dei protagonisti sarà rinviato a giudizio – o se qualcuno (per i vari filoni dell’inchiesta) lo è già stato – ci sarà poi tempo affinché possa difendersi dinanzi ai giudici. Qualcuno ha detto bene, la responsabilità penale è personale e non saranno certo i giornali, né i giustizialisti social, a decidere. Noi raccontiamo soltanto. Però, giacché nella stessa aula consiliare di Palazzo Torino si è fatto riferimento ad atti di indagine puntando il dito non contro chi ha provocato quell’inchiesta (un’inchiesta senza nome… la chiamiamo BluApple, che ne dite?) con i propri comportamenti, che hanno evidentemente attirato l’attenzione delle forze dell’ordine prima e della magistratura poi, potreste «scartarvi da soli» anche voi. Prendere le distanze da quelle che di volta in volta chiamate chiacchiere, illazioni, fantasie, pettegolezzi. Definizioni che non offendono i giornalisti ma mettono in dubbio il lavoro delle forze dell’ordine e della magistratura.

Ciascuno di voi potrebbe dire, per esempio:

  • Nessuno dei miei supporter è andato in una zona di Somma Vesuviana con in tasca diecimila euro che servivano a comprare voti dopo che mia figlia ha “preso il posto”.
  • Non ho mai raccomandato un diversamente abile al mio candidato sindaco, chiedendogli di sistemarlo a Palazzo Torino appena fosse stato eletto.
  • Non ho mai rivelato ad un mio amico che uno degli eletti, e dunque un attuale consigliere comunale, così come chi viene in lista dopo di lui, avrebbe problemi ad esibire il certificato dei carichi pendenti.
  • Non ho mai deriso il mio candidato sindaco con epiteti irripetibili e considerazioni poco lusinghiere.
  • Non ho mai suggerito ad alcuno che per far stare zitta e buona una giornalista bisognava trovarle un uomo o un surrogato dello stesso.
  • Non ho mai detto o pensato che una giornalista sia al soldo di qualcuno.
  • Non ho mai effettuato prelievi anomali di denaro in campagna elettorale e ho rendicontato tutti i soldi spesi come vuole la legge.
  • Non ho mai comprato voti (a cinquanta euro l’uno o con forfait) né mi sono servito di procacciatori per farlo.
  • Non ho mai (vedi punto 8) erogato “carburante” ai miei elettori.
  • Non ho mai aperto “conti” in negozi cittadini perché i miei elettori potessero passare a prendere gratis alcunché.

Nessuno di voi dovrà farlo, sia chiaro. Siete eletti dal popolo e come tali meritate rispetto. Che sia reciproco, però. Chiaramente, se la Procura, domani o dopo, dovesse ravvisare in uno solo di questi punti una ipotesi di reato, chi dovrà risponderne lo farà a titolo personale. Perché, per poter amministrare una città, voi potete sicuramente insegnarlo, non è ammissibile si debba fare tutto ciò o anche una sola di queste cose. Nel qual caso, sareste stati, su qualsivoglia banco sediate, dei «presunti» amministratori.

Daniela Spadaro – Carmela D’Avino

Somma Vesuviana, due consiglieri di maggioranza in più, un vicesindaco in meno

Maria Vittoria Di Palma

La conferenza dei capigruppo aveva bocciato la proposta di Somma Futura, ma il fantasma dell’inchiesta sul voto 2017 aleggiava troppo nell’aula consiliare perché non se ne parlasse. Lo si è fatto, in verità, con compostezza, con un consiglio comunale che nonostante le differenze di veduta sulla vicenda in sé, sembrava compattato, in difesa del ruolo. Se immagine dovessimo evocare, sarebbe quella della formazione «a testuggine» in guerra.

I consiglieri Saverio Lo Sapio e Vincenzo De Nicola

Surroga dei consiglieri dimissionari Maria Rosaria Raia e Andrea Scala, ingresso dei nuovi esponenti di maggioranza, Saverio Lo Sapio e Vincenzo De Nicola (anche nelle commissioni). Alla fine della seduta, prima del minuto di silenzio chiesto dal sindaco in memoria del parroco don Giuseppe Mastronardi, il presidente Giuseppe Sommese ha comunicato ciò che già si sapeva dal mattino: la revoca del vicesindaco Maria Vittoria Di Palma.

Revocato l’incarico all’avvocato Maria Vittoria Di Palma: la vicesindaco in quota Svolta Popolare, con delega alle politiche sociali, sport, pari opportunità, non è più in giunta. Il sindaco Salvatore Di Sarno ha firmato ieri la revoca, letta poi in consiglio comunale. «È venuto meno il rapporto di fiducia politico amministrativo tra vice sindaco e sindaco, è venuta meno l’idoneità dell’assessore a perseguire gli obiettivi amministrativi fissati dal programma elettorale». Una fiducia e una inidoneità, così si precisa nel documento, che non afferiscono alla sfera personale. Tra l’altro sarebbe stato il gruppo Svolta Popolare, pare, a non sentirsi più rappresentato dall’avvocato Di Palma che non ha voluto commentare la decisione. Lo ha fatto invece, in serata, dopo la richiesta di una dichiarazione in merito, il gruppo Svolta Popolare: «Ringraziamo l’avvocato Maria Vittoria Di Palma per l’impegno e l’egregio lavoro svolto nel ruolo di vicesindaco dal 2017 ad oggi. Ma da mesi il gruppo dei consiglieri e il sindaco non si sentivano più rappresentati dalla Di Palma, da qui la decisione. Rimane immutata la stima per quanto svolto e condiviso».

E il nuovo vice dovrà dunque essere nominato a breve.

Intanto ieri, nell’aula di Palazzo Torino, dopo aver respinto la proposta di discuterne, non vi è stato consigliere che abbia preso la parola e non abbia fatto cenno all’inchiesta sul voto del 2017. Dal consigliere Vincenzo Piscitelli il quale ha rimarcato che la situazione coinvolge non unicamente l’amministrazione, ma la città e ipotizza una denuncia rispetto alla inusitata circolazione di atti che dovrebbero essere coperti dal segreto istruttorio. «Non volevamo trasformare il consiglio comunale in un bar – ha detto Piscitelli – ma assumerci la responsabilità di parlarne. Non possiamo far finta che non ci interessi ed è brutto sentirsi attaccati. La nostra non è strumentalizzazione: siamo rappresentanti del popolo e meritiamo rispetto come, per proprietà transitiva, lo merita il popolo di Somma Vesuviana».

Il consigliere di maggioranza Luigi Molaro ha sostenuto che non si possa discutere di qualcosa che deve ancora venire. «Sentendomi a posto con la coscienza e non avendo documenti sui quali discutere, mi rifiuto di entrare nel merito». Ed ha aggiunto, Molaro: «Qualche giornalista o presunto tale, ha voluto far passare Somma Vesuviana come l’ultimo tassello della politica italiana e spero che un giorno qualcuno debba chiedere scusa perché le cose non stanno come qualche giornale sta dicendo».

Peppe Nocerino, consigliere di maggioranza, la sua l’aveva già detta con un video qualche giorno fa. Scagliandosi innanzitutto contro i fake.  O presunti tali. Ed ha allargato il raggio, Nocerino, contro i giustizialisti che vogliono farsi «pubblicità». «Oggi il popolo apprezza la competenza, non il giustizialismo – ha detto – non ci si deve far abbindolare da false notizie. E non parlo solo dei giornalisti, ma anche di chi dal primo momento annuncia l’arrivo di camion Iveco che sarebbero venuti ad arrestare non si è compreso chi. Non temiamo nulla e facciamo gli auguri a chi oggi entra in quest’aula».

Il capogruppo di Siamo Sommesi, Adele Aliperta ha chiesto rispetto per la magistratura. «La nostra non è una poltrona comoda come qualcuno può pensare, anzi spesso è un sacrificio lavorare senza secondi fini e a titolo gratuito perciò non accetto che qualcuno ci possa dire “Andate a casa”. Mentre si attende con rispetto il lavoro della magistratura, ciascuno di noi è degno di sedere in consiglio comunale».

Da Salvatore Esposito, consigliere di maggioranza (Verdi) è arrivato l’appello ad abbassare i toni. Ed anche lui ha puntato il dito contro qualcuno che avrebbe bisogno di «pubblicità».

E Sergio D’Avino (Svolta Popolare) ha definito l’attuale come un «momento delicatissimo». «La magistratura dovrà portare risultati, solo così potremo sapere la verità. La mia coscienza è pulita e colgo l’occasione per ringraziare i consiglieri Raia e Scala per il sostegno iniziale, pur non avendo condiviso la loro scelta di lasciare la maggioranza né compreso quella che li ha portati alle dimissioni».

Quanto al sindaco Salvatore Di Sarno, ha chiesto rispetto per chi è stato democraticamente eletto. «Ho chiesto a tutti i consiglieri, dopo le notizie diffuse rispetto all’inchiesta, se fosse loro giunta notizia di un coinvolgimento personale. Una volta saputo che non era così, non ho più parlato. Ho sempre rispettato i giornali che dicono la verità e non spetta a noi emettere sentenze, non siamo pm né giudici, ci stiamo impegnando per la città secondo il mandato popolare che ci è stato dato. Spero che la magistratura faccia presto ma la responsabilità penale è personale, non si infanghi il buon nome di tutti i presenti in aula».

La chiosa, prima della surroga che ha visto i due nuovi consiglieri sedere tra i banchi dell’aula di Palazzo Torino, è toccata al presidente Giuseppe Sommese. «Oggi da questo Consiglio parte un nuovo messaggio: la politica può sconfiggere il fanatismo e la cattiveria. Qui nessuno si è autoeletto, lo ha fatto il popolo democraticamente e sul presunto comportamento di qualcuno non sta a me giudicare, lo faranno altri. Ma non c’è nessuno che possa mettersi sotto i piedi quel che il popolo ha deciso».

 

 

Scegliete con cura i “pensieri” da scrivere sui bigliettini per i doni di San Valentino. Spesso non “ci azzeccano”..

Gli elenchi di “pensieri” sull’amore, forniti dai libri e da internet, possono esporre chi fa uso di quei “pensieri” a brutte figure, perché sono citati da tutti, e perché spesso il significato che viene dal contesto capovolge il senso letterale. Conviene citare i “pensieri” di scrittori  di fama consolidata, senza dimenticare poesie e canzoni della nostra Napoli. E’ segno di eleganza accompagnare il “cadeau” con immagini a colori di quadri che hanno per tema “il bacio” o la “donna angelo” dei “preraffaelliti”.

Quando gli innamorati giurano, sono spergiuri, e fanno ridere Giove ( Tibullo).

Anni fa mi venne l’idea di scrivere una raccolta di “pensieri” adatti ad accompagnare i doni per compleanni, onomastici, matrimoni e anniversari. Per Natale, Capodanno e Pasqua. E per San Valentino. Poi l’idea la misi da parte, ma conservai una decina di fogli pieni di appunti: notai, tra l’altro, che molti “pensieri” d’amore, isolati dal contesto, “suonavano” bene, ma, inseriti nella “storia” da cui provenivano, assumevano un significato assai diverso, spesso contrario. Sono gli scherzi delle parole, sono gli scherzi dell’amore. “L’amore è come la fortuna: non gli piace che gli si corra dietro”. Il “pensiero” è costruito su una bella immagine, e agli innamorati questo potrebbe bastare: TèophileGautier lo scrisse nel romanzo “La signorina di Maupin”, in cui si racconta la strana storia di Madeleine, una nobile giovanetta che fugge di casa e per non farsi riconoscere si traveste da soldato e si fa chiamare Teodoro. Ma un poeta capisce che sotto Teodoro c’è Madeleine, e di Madeleine si innamora, abbandonando la sua donna, che però si innamora di Teodoro. Da qui, una grande confusione, nella quale la similitudine tra amore e fortuna assume un significato che non può piacere agli innamorati. “L’amore non sa che farsene delle qualità morali”, scrisse Paul Lèautaud, e George Meredith spiegò, in un suo romanzo, che “In amore non c’è disastro più spaventoso che la morte dell’immaginazione”. Sono due “pensieri” forti, ad effetto, adatti al San Valentino degli amori segreti, clandestini, gli amori degli amanti, che per affinità di passioni e di sentimenti, ma soprattutto per prudenza si festeggiano nello stesso giorno degli amori, per così dire, legittimi, ufficiali. Per tutti gli innamorati, quelli che amano alla luce del sole, e per i clandestini, va bene una frase di Alfred De Musset , “La vita è un sonno, l’amore ne è il sogno, e avrai vissuto la tua vita, se hai amato”: ma forse conviene non dare un peso eccessivo alla prima proposizione, “La vita è un sonno”, anche perché non possiamo dimenticare che la vita di Alfred, già quando aveva venti anni, era segnata da lunghi sonni favoriti da copiose libagioni di vini e di liquori. Del resto De Musset scrisse anche, nel poema “La coppa e le labbra”, “L’amore è ciò che conta, che importa l’amante (la maitresse)? Non importa la bottiglia, a patto che ci sia l’ebrezza.”.

Le opere di Ovidio sono una miniera di “pensieri” sull’amore, “L’amore non dura se gli levi le battaglie”, “ Chi ama è come se si arruolasse come soldato, poiché il dio dell’Amore ha i suoi campi militari”, “L’amore, non c’è erba che possa sanarlo”: ma l’attenzione per il tema dell’amore e delle “erbe” procurò al poeta guai d’ogni genere, e infine l’esilio e la morte in terra straniera: forse non conviene citarlo. Conviene tenersi lontano da Shakespeare, da Baudelaire, da Musil, e stare alla larga da Karl Kraus e dalle sue sarcastiche riflessioni sulle donne e sugli innamorati. Di questi tempi, solo un pazzo sceglierebbe per un suo bigliettino questo pensiero di Nicolas de Chamfort “L’amore è come le epidemie: più uno le teme, più è esposto al contagio”. Conviene affidarsi a Sofocle, “Una sola parola, la parola “amore”, ci libera dal dolore e dal peso della vita”; a Shelley, “Cosa è l’amore? Domandate a chi vive cosa è la vita? Domandate a chi crede chi è Dio?”; a Ungaretti “Il vero amore è una quiete accesa”; al pacato Cechov,” Solo grazie all’amore l’uomo capisce veramente chi è”.

Si  cerchi ispirazione nella poesia e nella canzone della nostra Napoli, nei versi di Salvatore Di Giacomo, che soffrì felicemente i suoi amori, “Senza l’ammore nun se dà nu passo”, “L’ammore è comm’ a na montagna / e ce sta, ncoppa, n’arbero affatato..”, “ e na chitarra è ammore / ca nun tene una corda”. E che dire del celebre verso di Alfredo Falcone Fieni “uocchie ch’arraggiunate, senza parlà’?”.Ma se proprio volete fare una cosa nuova, corredate il vostro “cadeau” con l’immagine a colori di uno dei molti quadri dedicati al bacio , perché come scrisse Trilussa, “ Er bacio è er più ber fiore/ che nasce ner giardino de l’amore”, soprattutto se l’accompagna una tazza di caffè,  come nel quadro di Ron Hicks che apre l’articolo. Ma vanno bene anche i quadri della “donna angelo” con cui nella seconda metà dell’Ottocento i “preraffaelliti” inglesi, soprattutto Holman Hunt, Everett Millais ( in appendice la sua Sophie Gray) e Dante Gabriel Rossetti inondarono i mercati d’Europa e degli Stati uniti.

Quello della “donna angelo” è un tema eterno. Giustamente.

 

 

Casoria: ai domiciliari, viene sorpreso in possesso di droga: 36enne in manette

Già ai domiciliari per droga, il 36enne casoriano Francesco Antonio Sposito, è stato sorpreso in possesso di droga al rientro da un permesso autorizzato dal Tribunale. Fermato in strada dai carabinieri della sezione operativa di Casoria, infattii, l’uomo è stato trovato in possesso di 100 grammi di marijuana, nascosti in una busta di plastica nel sottosella dello scooter che guidava. Arrestato per detenzione di stupefacenti a fini di spaccio, Sposito è stato tradotto al carcere di Poggioreale.

Napoli. Compravendita di posti di lavoro e titoli universitari, due arresti

A finire in manette, un ex dipendente dell’Università Federico II di Napoli ed un ex poliziotto.

Un ex dipendente dell’Università Federico II, Ciro Palumbo, e un ex poliziotto, Domenico Del Giaccio, sono stati arrestati dai carabinieri del Nas nell’ambito di indagini su presunte compravendite di posti di lavoro nella Pubblica Amministrazione e di titoli di studio universitari. A Del Giaccio viene contestato l’accesso abusivo alle banche dati in uso alle forze dell’ordine mentre Palumbo, secondo la Procura di Napoli, si sarebbe offerto di mediare, in cambio di migliaia di euro, con alcuni impiegati della Federico II e delle Asl di Napoli e Caserta promettendo ai suoi “clienti” assunzioni e il superamento di esami universitari e dei test di accesso alla Facoltà di Medicina e Chirurgia. Tutto è emerso nel luglio 2017, in un’indagine che ha portato a delle perquisizioni del Nas (coordinati dal tenente colonnello Vincenzo Maresca e dal tenente colonnello Gennaro Tiano) il giorno precedente i testi di medicina. Intercettate conversazioni in cui Palumbo millantava sviluppi positivi delle pratiche, colloqui propedeutici alle assunzioni e conversazioni con funzionari compiacenti.

Auchan-Conad, salvataggio flop: cassa integrazione per 364 nel Napoletano. 5323 in Italia

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Per ottenere la cassa integrazione che Conad, attraverso la società Margherita distribuzione, ha appena chiesto al governo sarà necessario oltre al placet dei ministeri del Lavoro e dello Sviluppo Economico anche un accordo con i sindacati. Altrimenti la strada sarà tutta in salita per la cooperativa finanziaria bolognese che nella primavera dell’anno scorso ha acquisito da Auchan l’intero comparto italiano della multinazionale francese, scappata a gambe levate dallo stivale. Coop che ora chiede di mettere in cassa integrazione straordinaria il 60 per cento degli 8873 addetti dei 113 tra ipermercati e supermercati su cui intende agire senza ostacoli. Ma agire come ? Alla solita maniera, draconiana quanto semplice:  tagliando posti di lavoro, ridimensionando gli impianti oppure “girandoli” ad altre aziende. Cassa integrazione straordinaria che dunque dovrà coinvolgere 5323 addetti e che in base alle indiscrezioni Conad ha giustificato con un piano di ristrutturazione per crisi (solo annunciato ma non dettagliato e quindi molto vago) puntato sulla necessità di ridurre le ingenti perdite che tutti questi punti vendita stanno facendo registrare. Intanto, facendo un rapido calcolo basato sulla percentuale di cassa integrazione preannunciata, ammontano a 364 gli addetti da mettere in cassa integrazione sui 608 complessivi degli ipermercati di Nola (140 dipendenti), Mugnano (123 dipendenti), Giugliano (236 dipendenti) e Pompei (109 dipendenti). Ma su come Conad voglia distribuire la cigs impianto per impianto c’è il silenzio assoluto. C’è solo una data di scadenza dell’uso della cigs per quest’anno: il 31 dicembre. E’ anche probabile che una volta ottenuto il si del governo ( secondo i rumors molto difficile da conseguire ) la cooperativa decida di chiudere interi punti vendita. C’è però anche il parere definitivo dell’antitrust, circa l’acquisizione da Auchan dell’intero comparto nazionale,  che pende su tutta quanta la faccenda. Parere che è atteso entro i primi di marzo. A ogni modo in Campania la sensazione netta è che stiano rischiando grosso tutti gli ipermercati. Tanto per fare un esempio Conad ha già dichiarato che l’ìpermercato di Nola,  ubicato nel centro commerciale Vulcano Buono, non rientra nei suoi piani futuri e che gli altri iper campani saranno pesantemente ridimensionati.

Somma Vesuviana, pubblica illuminazione: forse la svolta a San Valentino

Quella pubblica illuminazione ancora al palo…

Alfine l’incontro, che si pensava decisivo (leggi qui), c’è stato. Nella riunione tenutasi martedì mattina tra le parti si è giunti ad una possibile svolta. La Enel Energia  si è fatta accompagnare da un noto consulente amministrativo che ha praticamente illustrato al sindaco, alla  responsabile dei lavori pubblici,  alla responsabile deil’urbanistica, al segretario generale e ad alcuni consiglieri presenti, tutti i rischi contabili a cui si sta esponendo il Comune nel non dare ancora il via libera ai lavori. L’azienda  ha invitato l’amministrazione ad attenersi al codice degli appalti e a rispettare il contratto siglato ormai da diversi mesi.

L’amministrazione comunale dal canto suo ha annunciato che il tanto atteso parere della soprintendenza è arrivato  da pochissimi giorni ed è positivo. Dunque, le parti si incontreranno venerdì mattina poiché anche l’amministrazione ha chiesto qualche giorno per prendere atto del parere della soprintendenza e per una nuova consulenza con gli avvocati dell’ente.

Venerdì mattina il braccio di ferro tra le parti dovrebbe trovare la parola fine e portare “alla luce” un nuovo inizio.

È l’anastasiana Almerina Bove il nuovo commissario della Fondazione Ravello

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L’avvocato Almerina Bove

Avvocato, vice capo di Gabinetto del governatore Vincenzo De Luca, ieri mattina Almerina Bove è stata nominata commissario straordinario della Fondazione Ravello. 

Il consiglio generale di indirizzo della Fondazione Ravello è stato convocato ieri nella sede di viale Wagner, tracciando il percorso che porterà in tempi brevi al nuovo statuto dell’ente che organizza il Ravello Festival. Ed è questa la fase che toccherà condurre all’avvocato Bove che succede a Mauro Felicori. Oltre ad Almerina Bove designata per la Regione Campania, i componenti chiamati a ratificare il nuovo statuto e designare il nuovo consiglio di amministrazione, sono: Giuseppe Testa, avvocato capo dell’Avvocatura regionale; Mario Vasco, dirigente dell’Ufficio Speciale per il controllo e la vigilanza su enti e società partecipate e Raffaele Balsamo, dirigente di Staff. Per il Comune di Ravello: il sindaco Salvatore Di Martino; l’avvocato Paolo Imperato; l’ex ragioniere comunale Michelangiolo Mansi. Per la Provincia di Salerno: il presidente Michele Strianese e Ciro Castaldo, dirigente del Settore Pianificazione Strategica e Sistemi Culturali.

 

Sant’Anastasia, l’associazione «Possibile» presenta «Pulcinella è cattivo», ultimo libro di Gianluca Di Matola

L’appuntamento è alle 17, 30 di domani, venerdì 14 febbraio, alla biblioteca «Giancarlo Siani» di Madonna dell’Arco.

Gianluca Di Matola ha accumulato premi e riconoscimenti letterari in giro per l’Italia con racconti e romanzi, ora presenta il suo ultimo lavoro «Pulcinella è cattivo» nella sua Sant’Anastasia. Il libro, edito da Clown Bianco è il vincitore del premio GialloLuna NeroNotte per il miglior romanzo inedito (assegnato nel 2018).

La storia, un noir che si snoda nei quartieri popolari dell’hinterland napoletano, ha protagonisti che non dimenticherete facilmente.

Degrado, pedofilia, temi forti. Ma la scrittura di Di Matola non diventa mai scabrosa o spiacevole.

Ne parlerà, con l’autore, la giornalista Daniela Spadaro nell’evento organizzato dall’associazione Possibile che vede tra i fondatori Annarita De Simone.

Somma Vesuviana, il consigliere Sergio D’Avino: “Il consiglio comunale non è un bar”

Il consigliere di maggioranza Sergio D’Avino dice la sua – come avevano già fatto il presidente dell’assise Giuseppe Sommese e il consigliere di opposizione Pasquale Piccolo, sulla richiesta di Somma Futura che aveva chiesto di inserire all’ordine del giorno una discussione sull’inchiesta relativa al voto 2017 – che non ha ancora portato a provvedimenti giudiziari ma i cui atti di indagine sono inesplicabilmente circolati in numerosi ambienti sommesi. Di seguito la dichiarazione che D’Avino ha fatto pervenire al mediano.it

“Molta è stata la meraviglia, non solo mia personale, ma di tutti i consiglieri di maggioranza e qualcuno di opposizione a fronte della richiesta di inserimento all’ ordine del giorno del Consiglio Comunale da parte di alcuni Consiglieri Comunali.
Mi chiedo: come si può fare una richiesta di convocazione di un consiglio comunale sulla base di una notizia apparsa solo sugli organi di stampa? Nessun atto ufficiale è pervenuto né al Sindaco (in quanto rappresentante dell’Amministrazione) né ad alcun Consigliere Comunale. Ricordo a tutti che il Consiglio Comunale è l’organo principe e unico deputato per discutere delle problematiche della nostra amata città, e non certo per essere considerato alla stregua di un BAR dove poter fare la chiacchierata su cose inesistenti o presunte. Ed è inutile ergersi a paladini della Giustizia come è inutile dispensare consigli non richiesti di richieste di carichi pendenti e altro. La politica la si fa quotidianamente per le strade, tra la gente e non certo nelle aule di tribunale. Sarebbe opportuno abbassare i toni e fare silenzio rispettando il lavoro della magistratura. Se indagine esiste, è giusto che la magistratura, e solo essa, si occupi della questione.
La fiducia nelle istituzioni è una prerogativa che non può essere abbandonata soprattutto da chi ricopre una carica istituzionale.
Lasciamo fare ad ognuno il proprio lavoro. Noi per conto nostro continueremo RESPONSABILMENTE ad occuparci e a risolvere i problemi della nostra città e non ci limiteremo semplicemente a fare quattro chiacchiere al BAR. Se questo è costume di qualche Consigliere, farebbe bene a dedicarsi solo a quello”.