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Scegliete con cura i “pensieri” da scrivere sui bigliettini per i doni di San Valentino. Spesso non “ci azzeccano”..

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Gli elenchi di “pensieri” sull’amore, forniti dai libri e da internet, possono esporre chi fa uso di quei “pensieri” a brutte figure, perché sono citati da tutti, e perché spesso il significato che viene dal contesto capovolge il senso letterale. Conviene citare i “pensieri” di scrittori  di fama consolidata, senza dimenticare poesie e canzoni della nostra Napoli. E’ segno di eleganza accompagnare il “cadeau” con immagini a colori di quadri che hanno per tema “il bacio” o la “donna angelo” dei “preraffaelliti”.

Quando gli innamorati giurano, sono spergiuri, e fanno ridere Giove ( Tibullo).

Anni fa mi venne l’idea di scrivere una raccolta di “pensieri” adatti ad accompagnare i doni per compleanni, onomastici, matrimoni e anniversari. Per Natale, Capodanno e Pasqua. E per San Valentino. Poi l’idea la misi da parte, ma conservai una decina di fogli pieni di appunti: notai, tra l’altro, che molti “pensieri” d’amore, isolati dal contesto, “suonavano” bene, ma, inseriti nella “storia” da cui provenivano, assumevano un significato assai diverso, spesso contrario. Sono gli scherzi delle parole, sono gli scherzi dell’amore. “L’amore è come la fortuna: non gli piace che gli si corra dietro”. Il “pensiero” è costruito su una bella immagine, e agli innamorati questo potrebbe bastare: TèophileGautier lo scrisse nel romanzo “La signorina di Maupin”, in cui si racconta la strana storia di Madeleine, una nobile giovanetta che fugge di casa e per non farsi riconoscere si traveste da soldato e si fa chiamare Teodoro. Ma un poeta capisce che sotto Teodoro c’è Madeleine, e di Madeleine si innamora, abbandonando la sua donna, che però si innamora di Teodoro. Da qui, una grande confusione, nella quale la similitudine tra amore e fortuna assume un significato che non può piacere agli innamorati. “L’amore non sa che farsene delle qualità morali”, scrisse Paul Lèautaud, e George Meredith spiegò, in un suo romanzo, che “In amore non c’è disastro più spaventoso che la morte dell’immaginazione”. Sono due “pensieri” forti, ad effetto, adatti al San Valentino degli amori segreti, clandestini, gli amori degli amanti, che per affinità di passioni e di sentimenti, ma soprattutto per prudenza si festeggiano nello stesso giorno degli amori, per così dire, legittimi, ufficiali. Per tutti gli innamorati, quelli che amano alla luce del sole, e per i clandestini, va bene una frase di Alfred De Musset , “La vita è un sonno, l’amore ne è il sogno, e avrai vissuto la tua vita, se hai amato”: ma forse conviene non dare un peso eccessivo alla prima proposizione, “La vita è un sonno”, anche perché non possiamo dimenticare che la vita di Alfred, già quando aveva venti anni, era segnata da lunghi sonni favoriti da copiose libagioni di vini e di liquori. Del resto De Musset scrisse anche, nel poema “La coppa e le labbra”, “L’amore è ciò che conta, che importa l’amante (la maitresse)? Non importa la bottiglia, a patto che ci sia l’ebrezza.”.

Le opere di Ovidio sono una miniera di “pensieri” sull’amore, “L’amore non dura se gli levi le battaglie”, “ Chi ama è come se si arruolasse come soldato, poiché il dio dell’Amore ha i suoi campi militari”, “L’amore, non c’è erba che possa sanarlo”: ma l’attenzione per il tema dell’amore e delle “erbe” procurò al poeta guai d’ogni genere, e infine l’esilio e la morte in terra straniera: forse non conviene citarlo. Conviene tenersi lontano da Shakespeare, da Baudelaire, da Musil, e stare alla larga da Karl Kraus e dalle sue sarcastiche riflessioni sulle donne e sugli innamorati. Di questi tempi, solo un pazzo sceglierebbe per un suo bigliettino questo pensiero di Nicolas de Chamfort “L’amore è come le epidemie: più uno le teme, più è esposto al contagio”. Conviene affidarsi a Sofocle, “Una sola parola, la parola “amore”, ci libera dal dolore e dal peso della vita”; a Shelley, “Cosa è l’amore? Domandate a chi vive cosa è la vita? Domandate a chi crede chi è Dio?”; a Ungaretti “Il vero amore è una quiete accesa”; al pacato Cechov,” Solo grazie all’amore l’uomo capisce veramente chi è”.

Si  cerchi ispirazione nella poesia e nella canzone della nostra Napoli, nei versi di Salvatore Di Giacomo, che soffrì felicemente i suoi amori, “Senza l’ammore nun se dà nu passo”, “L’ammore è comm’ a na montagna / e ce sta, ncoppa, n’arbero affatato..”, “ e na chitarra è ammore / ca nun tene una corda”. E che dire del celebre verso di Alfredo Falcone Fieni “uocchie ch’arraggiunate, senza parlà’?”.Ma se proprio volete fare una cosa nuova, corredate il vostro “cadeau” con l’immagine a colori di uno dei molti quadri dedicati al bacio , perché come scrisse Trilussa, “ Er bacio è er più ber fiore/ che nasce ner giardino de l’amore”, soprattutto se l’accompagna una tazza di caffè,  come nel quadro di Ron Hicks che apre l’articolo. Ma vanno bene anche i quadri della “donna angelo” con cui nella seconda metà dell’Ottocento i “preraffaelliti” inglesi, soprattutto Holman Hunt, Everett Millais ( in appendice la sua Sophie Gray) e Dante Gabriel Rossetti inondarono i mercati d’Europa e degli Stati uniti.

Quello della “donna angelo” è un tema eterno. Giustamente.