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Per ottenere la cassa integrazione che Conad, attraverso la società Margherita distribuzione, ha appena chiesto al governo sarà necessario oltre al placet dei ministeri del Lavoro e dello Sviluppo Economico anche un accordo con i sindacati. Altrimenti la strada sarà tutta in salita per la cooperativa finanziaria bolognese che nella primavera dell’anno scorso ha acquisito da Auchan l’intero comparto italiano della multinazionale francese, scappata a gambe levate dallo stivale. Coop che ora chiede di mettere in cassa integrazione straordinaria il 60 per cento degli 8873 addetti dei 113 tra ipermercati e supermercati su cui intende agire senza ostacoli. Ma agire come ? Alla solita maniera, draconiana quanto semplice:  tagliando posti di lavoro, ridimensionando gli impianti oppure “girandoli” ad altre aziende. Cassa integrazione straordinaria che dunque dovrà coinvolgere 5323 addetti e che in base alle indiscrezioni Conad ha giustificato con un piano di ristrutturazione per crisi (solo annunciato ma non dettagliato e quindi molto vago) puntato sulla necessità di ridurre le ingenti perdite che tutti questi punti vendita stanno facendo registrare. Intanto, facendo un rapido calcolo basato sulla percentuale di cassa integrazione preannunciata, ammontano a 364 gli addetti da mettere in cassa integrazione sui 608 complessivi degli ipermercati di Nola (140 dipendenti), Mugnano (123 dipendenti), Giugliano (236 dipendenti) e Pompei (109 dipendenti). Ma su come Conad voglia distribuire la cigs impianto per impianto c’è il silenzio assoluto. C’è solo una data di scadenza dell’uso della cigs per quest’anno: il 31 dicembre. E’ anche probabile che una volta ottenuto il si del governo ( secondo i rumors molto difficile da conseguire ) la cooperativa decida di chiudere interi punti vendita. C’è però anche il parere definitivo dell’antitrust, circa l’acquisizione da Auchan dell’intero comparto nazionale,  che pende su tutta quanta la faccenda. Parere che è atteso entro i primi di marzo. A ogni modo in Campania la sensazione netta è che stiano rischiando grosso tutti gli ipermercati. Tanto per fare un esempio Conad ha già dichiarato che l’ìpermercato di Nola,  ubicato nel centro commerciale Vulcano Buono, non rientra nei suoi piani futuri e che gli altri iper campani saranno pesantemente ridimensionati.