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Discariche interrate, emissioni inquinanti, malattie e smog: la crociata di don Peppino

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Il parroco della chiesa madre di Pomigliano parla delle passeggiate del circolo Laudato si’ nei luoghi dello scempio ambientale a Pomigliano

Don Peppino, la chiesa locale ha trovato una chiave di lettura che sembra convincere: trasformare le processioni religiose in un appuntamento popolare contro l’inquinamento…

“Quello che stiamo facendo si iscrive nel programma del circolo Laudato si’ di San Felice. Si tratta di passeggiate, nell’ultimo caso per esempio nella masseria Ciccarelli Fornaro, ieri sera, che ha visto la partecipazione di tante persone . Qui ci sono numerose criticità ambientali. Da queste parti per esempio c’è una fabbrica che inquina fortemente. Sul suolo cadono quotidianamente polveri scure, sui balconi, sulle case. Gli abitanti che vivono in quella zona vivono chiusi nei loro alloggi, non fanno uscire i loro bambini. C’è un’incidenza di malattie, anche gravi, troppo elevata. Abbiamo esposto il problema al sindaco, gli abbiamo anche detto di insistere sulla proprietà affinché venga persuasa a spostare quella fabbrica in una zona industriale idonea”

Ci può descrivere il vostro obiettivo principale ?
“A noi interessa che i problemi della gente vengano presi in considerazione, che i cittadini siano ascoltati. Noi come cristiani sentiamo che è fondamentale impegnarci per un ambiente pulito. A noi interessa il bene della collettività. Tutti hanno diritto alla salute: lo sancisce la nostra costituzione”

Ieri che tipo di sensibilizzazione avete messo in atto ?
“Abbiamo parlato insieme e visto un video che punta a rendere consapevoli i cittadini a comprendere i danni provocati dall’inquinamento”
Lei personalmente cosa pensa della discarica di cava Castello, realizzata dai boss della zona che poi sopra vi hanno anche costruito le loro ville ? La discarica interrata si trova proprio accanto a masseria Ciccarelli Fornaro…
“Provo orrore, perché è veramente un megamostro. Non è possibile che un mostro del genere sia stato realizzato in assenza di controlli. Io denuncio chi non ha voluto vedere in quel periodo. Non è possibile che chi doveva controllare non abbia fatto nulla per impedirlo, per proteggerci. All’epoca la politica tenne gli occhi chiusi. Mi auguro che ciò non accada ancora. Io incoraggio l’attuale amministrazione da una parte a essere molto rigida e dall’altra ad evitare che nascano altre fonti di inquinamento come l’impianto di compostaggio dei rifiuti. Mi unisco al grido di disapprovazione che proprio in questi giorni il vescovo di Acerra, Antonio Di Donna, ha levato contro l’arrivo di impianti di stoccaggio e trattamento dei rifiuti. Le due chiese, quella di Pomigliano e quella di Acerra, si sono unite nella difesa del Creato”

Statua di San Gennaro al Ponte della Maddalena

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Statua di San Gennaro al Ponte della Maddalena.  Qualche nota di storia.

 

La statua, voluta da Padre Rocco, ricorda che sul Ponte della Maddalena nel 1767 San Gennaro “fermò” la lava del Vesuvio che stava minacciando la città di Napoli. San Gennaro non fece il miracolo durante l’eruzione del 1872: il giornale londinese “The Graphic” dedicò un articolo e un disegno eccessivi alla “delusione” dei Napoletani. Il Ponte, l’edicola del Santo e i resti dei “Granili” possono costituire una metafora della Napoli apollinea e della Napoli dionisiaca. L’articolo è corredato con l’immagine del quadro di Oswald Achenbach “Il ponte della Maddalena”.

 

Il Ponte della Maddalena, che prese il nome della vicina chiesa, è stato un “luogo” fondamentale della storia di Napoli. Racconta Vittorio Gleijeses, citando il “Viaggio in Italia” del La Lande, che c’era presso il ponte un edificio in piperno, in cui venivano impiccati i condannati a morte: i cadaveri, solo quando incominciavano a putrefarsi, venivano staccati dalle forche e sepolti sulla spiaggia di Vigliena “insieme agli eretici e ai seguaci di altre religioni”. Nel 1768 sul ponte, che nel 1747 venne rifatto su disposizione di Carlo di Borbone e che nel1799 sarebbe stato teatro di aspri combattimenti tra i francesi di Championnet e le truppe filoborboniche,  il famoso frate domenicano Gregorio Maria Rocco, “più potente del re” secondo Alexandre Dumas, fece costruire un’edicola con la statua di San Gennaro e commissionò l’opera a Francesco Celebrano. Era un solenne ringraziamento per il miracolo che San Gennaro aveva compiuto nel novembre dell’anno precedente, quando la lava del Vesuvio era arrivata, dopo aver devastato villaggi e campi, poco lontano dal Ponte.

I Napoletani atterriti, guidati da Padre Rocco, avevano portato “contro” la lava la statua del Patrono di Napoli, e il torrente di fuoco si era subito fermato, e la furia del vulcano si era spenta. Il miracolo venne ricordato anche con una epigrafe. Racconta Ludovico de la Ville sur Yllon che nel 1778 il papa Clemente VII fece collocare sulla base dell’edicola un’altra epigrafe in cui si comunicava che venivano concessi cento giorni di indulgenza a tutti i “fedeli” che adoravano quella statua del Santo Patrono di Napoli. Ma durante l’eruzione del 1872 accadde qualcosa di sorprendente. Il 27 aprile il Vesuvio si scatenò: si aprirono più bocche e la lava scese a valle così vasta e minacciosa che il Prefetto ordinò che gli abitanti di Resina, di Massa di Somma e di San Sebastiano abbandonassero le case e restassero nei paesi solo le squadre dei carabinieri e dei soldati per evitare l’arrivo dei saccheggiatori. Già il 24 una “vampa improvvisa” aveva colpito “con proiettili infuocati e ucciso” degli “infelici curiosi”, che ingannati dall’improvvisa tranquillità del vulcano e non tenendo in alcun conto gli avvertimenti di Luigi Palmieri, direttore dell’Osservatorio, erano saliti verso il cratere, “accompagnati da guide inesperte”. Morirono, scrisse il Palmieri, una decina di persone.

Nella giornata del 28 i Napoletani si affollarono sul Ponte della Maddalena, davanti alla statua di San Gennaro, e, quando i frammenti pericolosissimi delle “bombe vulcaniche” incominciarono a piovere anche sul ponte e sulla strada che collegava Napoli alla Reggia di Portici, i “vatecari”, i carrettieri e gli scaricatori del porto incominciarono a supplicare il Patrono. Ma la “pioggia vulcanica”, invece di cessare, cresceva di intensità, tanto che alcuni scaricatori incominciarono a ingiuriare il Santo che non proteggeva più la sua città: infine, dalle ingiurie si arrivò al lancio di qualche pietra, e alcuni carrettieri, che volevano tornare a ogni costa nei loro paesi, osarono minacciare San Gennaro agitando i bastoni. Qualche giornale locale parlò, in termini assai vaghi, della “delusione” dei fedeli, ma il 1 giugno il giornale londinese “The Graphic”, che teneva a Napoli un corrispondente fisso, pubblicò la notizia dell’ “aggressione” e accompagnò l’articolo con un disegno veramente “eccessivo” di G. Durand. La statua di San Gennaro, collocata sul ponte della Maddalena, non solo ricorda il miracolo del 1767, ma indica concretamente il confine della Napoli che c’è ancora, e della Napoli che, scriveva Anna Maria Ortese, non c’è più: infatti subito dopo il ponte si notano i resti di un vasto edificio, i “Granili”, che venne costruito nel 1779 da Ferdinando Fuga e che era destinato alla conservazione e alla lavorazione del grano, e a ospitare le corderie e l’arsenale.

Il ponte, l’edicola di San Gennaro e i Granili  mostravano e “mostrano” una caratteristica costitutiva di Napoli, “la irriducibile ambivalenza tra l’ordine solare (apollineo) in superficie e “disordine”  oscuro e misterioso(dionisiaco) nel sottosuolo dove la formazione geologica ha prodotto caverne, antri, vuoti di aria e di fuoco nel corpo tellurico” (Franco Mariniello, Corriere del Mezzogiorno, 4 giugno 2006).

 

 

Somma Vesuviana, arrestato 38enne di Marigliano per tentato omicidio di un 59enne sommese

Carabinieri arrestano 38enne per tentato omicidio

I Carabinieri della Compagnia di Castello di Cisterna hanno arrestato Raffaele Toscano, 38enne di Marigliano già noto alle forze dell’ordine, in esecuzione di una ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Tribunale di Nola su richiesta della locale Procura.
L’uomo è ritenuto gravemente responsabile del reato di tentato omicidio di un 59enne di Somma Vesuviana.
Le indagini dei Carabinieri coordinati dalla Procura di Nola hanno permesso di accertare che lo scorso 20 giugno a via Malatesta nel comune di somma vesuviana, all’interno di una rivendita all’ingrosso di frutta, Toscano abbia attinto con 3 colpi d’arma da fuoco la vittima 59enne – titolare della ditta – per un presunto credito nei suoi confronti in realtà mai riscontrato.
I carabinieri hanno notificato il provvedimento a Toscano, già detenuto per il fermo effettuato nei suoi confronti il 26 giugno scorso.

Somma Vesuviana, Piscitelli e Di Pilato:”La maggioranza Di Sarno è risicata e ricattabile”

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Riceviamo e pubblichiamo dai consiglieri comunali Piscitelli e Di Pilato.

Ancora Dissensi in Maggioranza.
Il ricatto continua.

Il Sindaco Di Sarno è ancora una volta ostaggio della sua maggioranza, o meglio ostaggio del singolo Consigliere Comunale.
Ancora un volta si assiste ad un dissenso con tanto di nota e comunicato stampa, rispetto ad una deliberazione della Amministrazione Comunale.
Una maggioranza risicata( solo 13 consiglieri comunali) come è quella che governa la nostra Città ( lo farà fino a giugno 2022) è continuamente ricattata dal 13esimo Consigliere, che determina la maggioranza minima in Consiglio Comunale.
Vedi richieste particolari, vedi atti perentori sponsorizzati da qualche Consilgiere, vedi la nomina dell’assessore mancante, vedi la difesa/nomina di un dirigente: sono tutte situazioni che determinano continui litigi/ricatti ( politico/amministrativi, ovviamente ) che fanno gola all ultimo ( ovvero 13esimo) Consigliere .
Secondo NOI è sconcertante che un paese come il nostro venga governato per un altro anno da una maggioranza risicata e ricattabile ( cosa che comporta azioni e risultati che potrebbero indirizzarsi verso il bene del singolo e non quello comune). Rimanendo sempre dalla parte dove ci ha voluti il popolo, ovvero all’ opposizione di questa maggioranza, SIAMO disposti per il bene di Somma Vesuviana a votare tutti quegli atti che valuteremo opportuni ed indispensabili per il bene comune.
Inviatimo pertanto il Sindaco ad essere libero nelle scelte, senza doversi preoccupare continuamente di fare i calcoli per vedere come “azzeccare”, ricercandoli di volta in volta, a destra e/o a manca, i nuneri utili per raggiungere la maggioranza in Consiglio Comunale.

NOIciSIAMO

I Consiglieri Comunali

Lucia Di Pilato
Vincenzo Piscitelli

Portici, Tenta rapina al ristorante giapponese:arrestato

Tenta rapina a ristorante giapponese ma viene bloccato dai Carabinieri. 41enne in manette

I carabinieri della stazione di Portici hanno arrestato per minacce a scopo estorsivo e tentata rapina Luigi Sannino, 41enne del posto già noto alle ffoo.

E’ entrato in un ristorante giapponese di Corso Garibaldi e minacciato di morte il titolare affinché gli consegnasse l’incasso. Gli ha poi spruzzato negli occhi dello spray disinfettante.

I militari sono arrivati poco dopo, allertati da un poliziotto libero dal servizio che cenava nel ristorante. Grazie alla collaborazione dell’agente, i carabinieri hanno arrestato il 41enne che è ora ai domiciliari in attesa di giudizio.

Marigliano, pane ammuffito custodito vicino i pozzetti delle fogne. Sequestro e denuncia

Pane ammuffito custodito vicino i pozzetti delle fogne. Oltre 200 chili di prodotti sequestrati dai Carabinieri. 1 denuncia 

I Carabinieri Della Stazione Forestale di Marigliano, insieme a quelli della locale stazione e a personale dell’ASL, hanno effettuato il controllo di un panificio/tavola calda nel centrale Corso Umberto a Marigliano. 

Durante l’ispezione, in un locale seminterrato di 50 mq, i militari hanno avvertito un cattivo odore e scoperto che provenisse da due pozzetti della fogna aperti. 

Ancora nel seminterrato, locale abusivamente destinato a deposito e alla lavorazione degli  alimenti , i carabinieri hanno trovato in un surgelatore 150 kg di alimenti in pessimo stato di conservazione (mandorle sgusciate, carne varia, prodotti di rosticceria, sfogliatelle, bignè, biscotti vongole congelate, panini napoletani, creme per dolci e piccola pasticceria). 
Trovati anche 50 kg di alimenti scaduti pronti destinati alla somministrazione ai clienti (mandorle sgusciate, carni varie, confetture per dolci, ricotte e dolci vari già preparati). 
E ancora, per produrre pane grattugiato era utilizzato pane ammuffito. 
Il titolare dell’attività è stato denunciato in stato di libertà per la cattiva conservazione degli alimenti. 
I cibi e il locale seminterrato sono stati posti sotto sequestro:  elevata una sanzione amministrativa di 3500 euro per gli alimenti scaduti. 

La visita del Prefetto di Napoli al centro Asterix di San Giovanni a Teduccio

Riceviamo e pubblichiamo. 

“La sicurezza non è solo la protezione dai reati, ma è anche crescita civile e cultura. Tutte le iniziative che possono aprire degli spazi dove la comunità si incontra, dove c’è formazione e ci sono attività culturali che coinvolgono la popolazione nella crescita civile sono ben accette”. Queste le parole del Prefetto di Napoli, Marco Valentini, che ha visitato il Centro Asterix a San Giovanni a Teduccio, gestito dall’associazione Callysto, assegnataria della struttura.

Presso il Centro Asterix, l’associazione Callysto sta portando avanti un progetto di riqualificazione e valorizzazione, per fare in modo che diventi un polo culturale disponibile alla partecipazione ed all’utilizzo dei cittadini e delle realtà associative del territorio.

Accompagnato dal presidente di Callysto, Francesco Micera, il Prefetto ha visitato tutti i locali e il giardino esterno, anch’esso oggetto di interventi di riqualificazione.

“Io spesso uso San Giovanni a Teduccio come metafora del futuro della città, perché c’è la Apple Accademy e poi c’è il quartiere: in sostanza, c’è un bivio tra questi due spazi, dove bisogna scegliere che strada percorrere. E la strada da percorrere è quella di far contaminare tutte le cose che devono migliorare dalle esperienze positive che sono dei semi, che pian piano crescono, destinati a trasformare tutta la vita del quartiere. E’ però importante che tutti i soggetti che lavorano in questo senso, e qui ce ne sono diversi e io li ho incontrati quasi tutti, si parlino tra di loro e facciano iniziative comuni”, ha proseguito il Prefetto Valentini

“Siamo onorati della visita del Prefetto, sempre vicino a noi e alle nostre iniziative. Con lui e con tutte le istituzioni, il mondo associativo e la cittadinanza attiva vogliamo costruire un percorso condiviso e vogliamo farlo attraverso una riqualificazione autentica del Centro, che consenta di aprirlo alla fruizione in maniera sistemica”, dichiara il presidente di Callysto, Francesco Micera

Castel Volturno, bimbi puniti con metodi da tortura in una scuola materna:arrestati due coniugi

Un asilo degli orrori, in cui i bimbi non venivano accuditi o educati, ma puniti con metodi da tortura, come lo spezzamento delle unghie e il peperoncino negli occhi, tenuti segregati in stanze buie: lo ha scoperto a Castel Volturno (Caserta) la Polizia, che ha messo agli arresti domiciliari, su ordine del Gip del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, due coniugi ghanesi di 35 anni, che gestivano l’asilo abusivo.
Sono state le piccole vittime di cinque e sei anni, prevalentemente di origine nigeriana, a tracciare il quadro dell’orrore, permettendo agli inquirenti di raccogliere elementi tali da ottenere l’arresto della coppia.

Somma Vesuviana, covid, persona positiva per strada e senza mascherina :denunciata

Riceviamo e pubblichiamo dal Comune di Somma Vesuviana.

Di Sarno (sindaco di Somma): “Persona positiva al covid andava in giro per Somma e addirittura senza mascherina! Grazie al controllo dei Vigili Urbani è stata individuata, denunciata e segnalata alla Magistratura. Purtroppo registriamo altre due vittime”

“Una persona positiva al Covid, obbligata alla quarantena, girava tranquillamente per le strade del nostro paese, entrando anche in qualche negozio e addirittura senza mascherina. Abbiamo individuato questa persona, l’abbiamo denunciata alle Autorità Giudiziarie e l’abbiamo segnalata alla Magistratura che ringraziamo. Questa è la fine che faranno tutti coloro i quali non rispetteranno la quarantena.  Il tutto è stato possibile grazie al Corpo dei Vigili Urbani guidato dal Tenente Colonnello Claudio Russo e alla collaborazione dei cittadini. I controlli ci sono. Abbiamo 247 positivi attivi da controllare con pochi Vigili a disposizione.  Chiedo a tutti i negozianti di accertarsi che i clienti indossino le mascherine. Purtroppo registriamo altre due vittime e dunque siamo a 30 decessi a Somma Vesuviana. Rispettiamo tutti le norme sanitarie: obbligo di mascherina anche all’aria aperta e anche per i vaccinati, divieto di consumo al bancone e all’interno di locali e bar, rispetto del distanziamento fisico. Prosegue l’attività al Polo Vaccinale di Somma Vesuviana dove è arrivato anche il vaccino Moderna”. Lo ha affermato Salvatore Di Sarno, sindaco di Somma Vesuviana nel napoletano

Nola, assembramenti: stop alle udienze del giudice di pace

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Porte chiuse negli uffici del giudice di pace di Nola fino alla fine della settimana: lo ha deciso ieri mattina la presidenza del Tribunale di Nola al termine di un sopralluogo effettuato sul posto.

 

 

L’antefatto alcuni giorni fa, quando sono stati scoperti tra i lavoratori dell’ufficio due casi di positività al covid 19. E’ intervenuta a quel punto l’ASL Napoli 3 Sud che ha disposto l’isolamento fiduciario per 5 persone: subito dopo è stato chiuso per una prima volta l’ufficio, che aveva riaperto i battenti riaperto proprio ieri mattina. Alla riapertura i dirigenti del tribunale hanno effettuato un sopralluogo, che però ha dato esito negativo. “Gli spazi antistanti le aule d’udienza – si legge nel provvedimento del presidente Picardi – evidenziavano un assembramento di avvocati e di parti del processo, in totale dispregio di ogni normativa in materia di prevenzione sanitaria e di contrasto all’epidemia di Covid-19”.
Più leggera invece la situazione negli uffici situati al primo piano dell’edificio, dove sono ospitate le cancellerie e dove si trova il personale amministrativo che si occupa della gestione dei fascicoli. La chiusura ha effetto da questa mattina fino a venerdì, “salvo ulteriori proroghe”.

Volla, nuova condotta idrica in Via De Filippo e Via Parco Panorama

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Riceviamo e pubblichiamo dal Comune di Volla.

Volla, nasce la sinergia tra Gori e Amministrazione comunale per la nuova condotta idrica in Via De Filippo e Via Parco Panorama.

Si è svolto il 3 febbraio, presso la sede del Municipio di Volla, l’incontro tra alcuni responsabili di GORI e il Sindaco, Pasquale Di Marzo, finalizzato a definire alcune attività sinergiche per la realizzazione di una nuova condotta in via De Filippo e via Parco Panorama. I lavori, che inizieranno a partire da marzo 2021 e avranno una durata stimata di circa tre settimane, consentiranno di normalizzare gli allacci alla rete idrica per circa 40 famiglie residenti nel condominio “Via Verdi”. L’obiettivo, infatti, è quello di migliorare la distribuzione idrica e i livelli di pressione, riducendo anche le criticità legate alle perdite diffuse.

Oggi avviamo una proficua collaborazione con l’amministrazione comunale al fine di ottimizzare e potenziare il servizio sul territorio cittadino – sottolinea l’Amministratore Delegato di GORI, Giovanni Paolo MaratiNell’ambito delle previsioni del Piano degli Interventi 2021, provvederemo a normalizzare la distribuzione idrica per queste famiglie attraverso la posa di una nuova condotta di circa 200 metri, in ghisa sferoidale, e cento millimetri di diametro”.

Un passo importante e un intervento molto atteso dai cittadini – dichiara il Sindaco, Pasquale Di MarzoIn sinergia con GORI sono in programma anche altre opere per il potenziamento delle infrastrutture idriche presenti sul territorio, oltre ad un progetto che prevede la riqualificazione della rete fognaria in via Montanino, via Monteoliveto, via Beato Vincenzo Romano e via Lufrano”.

Napoli Centro: Servizi di controllo del territorio dei carabinieri. Denunce, sanzioni e strade del centro presidiate.

Denunce, sanzioni e strade del centro presidiate.

Non si fermano i servizi di controllo del territorio disposti dal Comando Provinciale Carabinieri di Napoli.
Strade del centro cittadino presidiate dai Carabinieri della Compagnia di Napoli Centro insieme ai colleghi del reggimento Campania. Cento le persone identificate, di questi sono trentacinque i pregiudicati.
I militari dell’Arma sono stati impegnati in un servizio finalizzato alla repressione dell’illegalità diffusa, al contrasto dello spaccio e dell’abuso di sostanze stupefacenti, alla verifica del rispetto delle norme sulla circolazione stradale ed al controllo del rispetto della normativa in materia di contenimento della diffusione del Covid-19. Denunciate 10 persone: 5 parcheggiatori abusivi, 2 cittadini per furto aggravato di corrente elettrica, 2 ragazzi trovati in Largo Santa Maria maggiore con 2 coltelli a serramanico in tasca, 1 cittadino straniero non regolare sul territorio italiano ed 1 uomo per non aver osservato l’obbligo del divieto di ritorno nel comune di Napoli.
Sono 8 le persone sanzionate per non aver indossato la prevista mascherina mentre 5 i ragazzi segnalati alla Prefettura di Napoli quali assuntori di sostanza stupefacente.
I Carabinieri del nucleo operativo hanno rinvenuto una busta contenente 60 grammi di marijuana e 16 grammi di cocaina. Controlli anche al codice della strada per un totale di 15 contravvenzioni.
I servizi continueranno anche nei prossimi giorni.

Ottaviano, rider rapinato, macelleria Bifulco: “Pronti ad assumerlo” . Il Sindaco: “Orgoglioso di loro”

Riceviamo e pubblichiamo dall’ufficio stampa del comune di Ottaviano.

Una macelleria e braceria di Ottaviano, leader del settore, è pronta ad offrire al rider di Napoli rapinato sabato scorso un lavoro da macellaio presso la sede di via Lavinaio I tratto a Ottaviano.

A darne notizia è il sindaco del Comune vesuviano, Luca Capasso, che ha avuto un’interlocuzione con Luciano Bifulco, il titolare dell’azienda. Spiega Capasso: “Quello di Bifulco è un marchio rinomato, noto per la professionalità e la serietà: sono disponibili a dare un lavoro a Gianni Lanciano, il rider vittima della rapina, che ha espresso il desiderio di tornare a fare il macellaio. Ci troviamo di fronte ad un atto di grande generosità e sensibilità, che da sindaco mi rende orgoglioso. Appena ho telefonato a Luciano ho trovato subito porte aperte”.

Aggiunge Luciano Bifulco: “Siamo pronti ad assumere Gianni Lanciano e anche altri: cerchiamo professionisti del settore della macelleria e della gastronomia. Saremmo contenti di poter esaudire il desiderio di Gianni, di dargli un’opportunità di lavoro dopo il brutto periodo che ha trascorso”.

Pomigliano, Bambino smarrito nella Villa Comunale: decisivo l’intervento della Vigilanza

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Momenti di apprensione nella serata di ieri, intorno alle 21, presso la Villa Comunale di Pomigliano d’Arco, dove un bambino di 8 anni si era smarrito dopo aver perso di vista i propri genitori.

 

 

Ad accorgersi della situazione è stato un addetto alla vigilanza che, da lontano, ha notato il piccolo visibilmente impaurito e spaesato mentre vagava alla ricerca di qualcuno. Solo in un secondo momento è stato chiaro che il bambino stava cercando i suoi genitori.

Dopo aver conquistato la fiducia del minore, il vigilante ha immediatamente allertato i Carabinieri, che si sono attivati tempestivamente e sono intervenuti sul posto.

Fortunatamente, nel giro di poco tempo i militari sono riusciti a rintracciare la madre del bambino, permettendo così al piccolo di ricongiungersi con la famiglia e fare ritorno a casa.

In un periodo in cui la Villa Comunale di Pomigliano d’Arco è spesso al centro delle cronache per episodi di violenza, risse e altri eventi spiacevoli, il lavoro di squadra tra il personale di vigilanza e i Carabinieri ha consentito di risolvere rapidamente una situazione che avrebbe potuto avere conseguenze ben più gravi.

 

Immagine generata da IA

Nola, il Comitato Provinciale sulla sicurezza ridefinisce l’organizzazione della Festa dei Gigli

Riceviamo e pubblichiamo:

Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica a Nola: focus su sicurezza, decoro e rispetto delle regole della Festa dei Gigli 2026

Si è svolta questa mattina la riunione del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica convocata da Sua Eccellenza il Prefetto di Napoli, Michele di Bari, che per la prima volta si è riunito a Nola su impulso del Sindaco Andrea Ruggiero. All’incontro hanno partecipato i rappresentanti della Procura della Repubblica di Nola, delle Forze dell’Ordine e degli organi preposti alle attività di vigilanza e controllo.

In apertura dei lavori, il Prefetto ha evidenziato il positivo andamento degli indicatori relativi alla sicurezza cittadina, sottolineando come Nola abbia registrato una diminuzione dei reati a vario titolo pari al 9%, risultato che testimonia l’efficacia della collaborazione tra istituzioni e forze impegnate quotidianamente sul territorio.

La riunione si è quindi concentrata sull’organizzazione del dispositivo di sicurezza in vista della Festa dei Gigli 2026, con particolare riferimento alle modalità di svolgimento della Ballata dei Gigli e della Barca.

Per tale ragione, il Prefetto ha incontrato anche i rappresentanti delle Paranze, individuati dal Regolamento della Festa (art.11) quali incaricati del trasporto a spalla delle Macchine da Festa. Nel corso del confronto, svoltosi in un clima di piena collaborazione, è stata ribadita la necessità di una concreta assunzione di responsabilità da parte dei Capiparanza nella conduzione dei Gigli e della Barca, al rispetto delle norme di sicurezza e alla tutela del decoro urbano.

Pur richiamando le criticità emerse lo scorso anno e le conseguenti sanzioni adottate, il Prefetto ha manifestato la volontà di affrontare l’edizione 2026 in un clima di rinnovata collaborazione, orientato al superamento delle precedenti posizioni e fondato su una responsabilità condivisa tra tutti i protagonisti della Festa. Un percorso che punta a preservare e valorizzare la manifestazione attraverso il rigoroso rispetto delle regole e degli orari stabiliti dalle autorità competenti.

Grande attenzione è stata rivolta alla durata dello svolgimento della Ballata. In via preliminare, è stato condiviso che la processione del 28 giugno dovrà concludersi in un orario compreso tra le 05:00 e le 06:00 del mattino di lunedì 29 giugno. Il tutto sarà definito con successiva ordinanza e tempestivamente comunicato ai Capiparanza, affidatari del trasporto delle Macchine, e ai Maestri di Festa, responsabili dell’affidamento del trasporto, che verranno coordinati dalla Fondazione Festa dei Gigli, nel rispetto delle disposizioni delle autorità competenti.

L’incontro ha confermato la volontà comune di garantire il regolare svolgimento della Festa dei Gigli 2026, assicurando il giusto equilibrio tra la tutela di una tradizione secolare, riconosciuta patrimonio immateriale dell’umanità, e le imprescindibili esigenze di sicurezza ed ordine pubblico.

Ottobre 1870: l’ordine fu preciso: il brigante Pilone va ucciso, non va arrestato. I tribunali hanno già troppo lavoro

Alcune pagine della storia del brigante Antonio Cozzolino detto “Pilone” – le “amicizie”, le trappole, le lettere anonime, i tradimenti, e la sua stessa uccisione – ricordano altre pagine della storia d’Italia. Ho scritto “I briganti del Vesuvio” 15 anni fa, e le copie del libro vedo che sono vendute sui soliti “canali” di “internet”. Non so come accada. Perdonate la mia ignoranza. Riscriverò il libro, che raccontava la storia del brigantaggio vesuviano non da un solo punto di vista, e cambierò il titolo. Apre l’articolo un’immagine tratta da un post di Alfonsina Bellio.

 

 

Il brigante Antonio Cozzolino devastò il territorio tra Boscoreale e Ottajano dal 1861 al 1863, anno in cui fuggì a Roma. Nel 1868 tornò nel “suo” territorio e le autorità impartirono alle forze dell’ordine una disposizione chiara e netta: bisognava evitare che il brigante, catturato, finisse danti a un tribunale e incominciasse a “cantare”: dunque, era necessario ucciderlo. La provincia fu messa in stato d’assedio, si allertarono spie e informatori, tutti quelli che “odoravano” di rapporti con Pilone furono sorvegliati con la massima cura, e prima tra tutti la sorella, moglie di Francesco Baino, ex gendarme borbonico, diventato agente sanitario in Sorrento e destinato, con scarsa cautela, o con molto acume, -dipende dai punti di vista- a controllare “gli approdi delle barche”.

 

Il 9 maggio 1870 Giulio De Gasparis, brigadiere dei Carabinieri di Boscotrecase e tre militi salirono ad “appiattarsi” nel bosco del Mauro, avendo saputo che lì si nascondeva il brigante. All’improvviso sentirono dei fischi modulati ad arte, come segnali, e subito dall’intrico tenebroso dei cerri uscì nel chiarore lunare la fantastica forma di un uomo alto, curvo nelle spalle, che si muoveva con sospettosa lentezza, zoppicando. Il De Gasparis, ligio alle regole, uscì allo scoperto e intimò l’alt. Pilone gli sparò due colpi di pistola che gli frantumarono “l’osso sottostante al ginocchio”: il brigadiere morì dissanguato. Tra le querce e i castagni si svolse la caccia notturna: i tre carabinieri inseguirono il brigante rispondendo con le carabine ai colpi del suo Lafrancheux, finché egli non si dileguò nel profondo del bosco. Ci furono molti arresti e il sindaco di Boscoreale, la cui moglie era sorella di Pilone e che secondo gli informatori tollerava che “il briante” passeggiasse la sera per le vie del paese “come fosse il re”, fu messo sotto sorveglianza, e con lui gli ambigui fattori e guardiaboschi di Giuseppe IV de’ Medici. Michele Biancone, un “paglietto” che faceva la spia per conto del Sottoprefetto Alessandro Righetti, disseminò il territorio di trappole. Le lettere anonime flagellarono senza pietà conniventi veri o presunti di Pilone.

Di Salvatore Paolillo, sacerdote di Resina, si scrisse che egli conservava i biglietti del brigante ” al di sotto dei quadri”.  La polizia non poté controllare, perché il Paolillo aprì agli investigatori la sua “fabbrica di cuoio”, ma non l’abitazione: e gli investigatori non fecero obiezioni. L’anonimo autore di un velenoso “esposto” del 12- 7-70 affermò che era Pasquale Cola, “una belva, un camorrista”, colui che impediva “di purgare questa nostra tormentata provincia dal fuoruscito Antonio Pilone”. I Carabinieri in una nota riservata dichiararono che don Pasquale era un pessimo soggetto e che frequentava Scafati e Boscotrecase “perché interessato al dazio consumo” di quei Comuni, e anche perché a Boscotrecase, ai Bergamaschi, possedeva una masseria. Ma non ci andava più, da quando Pilone era tornato. Rivelarono infatti i Carabinieri, a smentire l’anonimo, che già nel ’62 don Pasquale aveva promesso alla questura di consegnare il brigante. L’ultimo agguato al brigante fu preparato con cura, perché egli non ne uscisse vivo. Il 14 ottobre 1870 un traditore lo portò in un cerchio di poliziotti che, vestiti in borghese e mischiati con la folla, avevano occupato, sotto la regia del delegato Petrillo, un lungo tratto di strada a Napoli, tra l’Albergo dei Poveri e l’Orto Botanico. Pilone scendeva dal Museo a passo lento, per la zoppia: forse lo accompagnava il suo “giuda”.

 

Indossava una giacca di velluto, pantaloni di tela a righe, una cravatta viola, e un panciotto nero, che teneva aperto, “come costumano i contadini”, scrisse il cronista del “Pungolo”. Calzava un cappello bianco e gli occhiali azzurri rendevano più gentile “il profilo regolare e piuttosto bello” del volto. Un attimo prima di entrare nel cerchio, il giuda si allontanò. Pilone intuì, ma gli era già alle spalle l’appuntato Generoso Zicchelli e gli premeva le costole con la punta del pugnale e con la canna del revolver, dichiarandolo in arresto. Pilone si girò o sembrò che volesse girarsi, con la mano sul coltello: l’appuntato gli piantò il pugnale nel petto. Pilone crollò a terra e da terra cercò di parare i colpi che Zicchelli e un compagno gli vibravano con furia in faccia e nello stomaco. Ebbe ancora la forza di accovacciarsi nella pozza del suo sangue, come per difendere il volto dalle lame; la gente assisteva all’assassinio come diventata di sale e i questurini gridavano di star calmi, di non aver paura, poiché l’assassinato era Pilone. Infine lo caricarono su una carrozzella: dalla gola gli uscì un cupo ultimo rantolo. Morì prima che la carrozzella entrasse nel cortile della questura.

 

Scisciano, allevamento abusivo di cani : denunciato 80enne

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Siamo a Scisciano e i carabinieri della stazione di San Vitaliano intervengono con i medici dell’Asl veterinaria Na3 Sud in un terreno a via Molino. La segnalazione arrivata ai militari parla di maltrattamenti agli animali e basta poco per trovarne conferma.

 

Nel terreno recintato i carabinieri e i medici hanno trovato un allevamento abusivo con 8 cani: 7 cuccioli di chihuahua e un meticcio. I piccoli erano rinchiusi in piccole gabbie ed erano in pessimo stato igienico sanitario. Il meticcio era legato con una catena al collo.
Il lager è stato sequestrato mentre il proprietario del terreno – un 80enne del posto già noto alle forze dell’ordine – è stato denunciato.
Gli 8 cani sono stati affidati ad una clinica veterinaria convenzionata per le cure del caso.

Pomigliano. Corse pericolose nei parchi, blitz della Polizia Municipale: sequestrati quattro mezzi

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POMIGLIANO D’ARCO – Con l’avvento delle prime giornate di caldo afoso, i parchi pubblici comunali rappresentano l’ambiente ideale per una passeggiata rigenerante all’aperto. Tuttavia, la quiete di anziani, famiglie e bambini è stata recentemente messa a dura prova. Al Comando della Polizia Municipale sono giunte infatti numerose e dettagliate segnalazioni da parte di cittadini, in particolare persone molto anziane, che lamentavano il continuo e pericoloso “scorrazzare” di ragazzi a bordo di biciclette, e-bike e monopattini elettrici, pronti a sfrecciare tra i viali e le aree gioco creando costante disturbo e situazioni di oggettivo pericolo.

 

 

La risposta istituzionale è scattata immediata nella mattinata di oggi. Gli agenti della Polizia Municipale hanno eseguito un apposito servizio di controllo del territorio e di contrasto al degrado urbano nei principali polmoni verdi della città.

Il fulcro dell’operazione è stato il parco pubblico Giovanni Paolo II, dove la task-force del Comando ha intercettato e sottoposto a sequestro amministrativo 3 e-bike e 1 monopattino elettrico. I conducenti dei mezzi, tutti minori non accompagnati, sono stati fermati e, contestualmente alle sanzioni previste, riaffidati ai rispettivi genitori, convocati sul posto.

 

 

Il quadro normativo: l’Ordinanza Sindacale n. 1/2025

L’intervento odierno si è svolto in stretta applicazione delle disposizioni contenute nel documento ufficiale “Ordinanza Sindacale n. 1/2025 – Norme di comportamento nei parchi pubblici cittadini”. Il provvedimento, firmato dal sindaco Raffaele Russo il 08.01.2025, punta a garantire la sicurezza, la salute e la quiete pubblica all’interno delle aree verdi.

In base a tale ordinanza, è tassativamente vietato:

  • Accedere con qualsiasi veicolo quali autovetture, autocaravan, caravan, motocicli, ciclomotori e similari (fatta eccezione per i soli veicoli espressamente autorizzati dall’Ente);
  • Accedere e circolare con biciclette su aree destinate a verde pubblico, aree gioco, aree fitness e su tutti i percorsi pedonali (sono escluse dal divieto le sole piste ciclabili e le piccole biciclette munite di ruotini laterali posteriori per bambini, purché sottoposti alla vigilanza degli adulti);
  • Utilizzare pattini a rotelle, skateboard, monopattini e similari ai ragazzi di età superiore a 10 anni sottoposti alla vigilanza degli adulti.

Tolleranza zero per la sicurezza urbana

Oltre al sequestro cautelare dei veicoli ai sensi dell’art. 13 della Legge n. 689/81, la violazione delle prescrizioni comporta una sanzione amministrativa pecuniaria fissa pari a 200 €, che in questo caso specifico è stata notificata ai genitori dei minori in qualità di esercenti la potestà genitoriale.

“I parchi pubblici devono rimanere oasi di tranquillità e sicurezza per le fasce più vulnerabili della nostra popolazione, come gli anziani e i bambini” – fanno sapere dal Comando di Polizia Municipale.

L’attività di monitoraggio e pattugliamento degli agenti all’interno dei parchi cittadini proseguirà senza sosta per tutto il periodo estivo, al fine di scoraggiare comportamenti incivili e garantire il pieno rispetto delle regole di convivenza civile.

Progetto Civico allarga il centrosinistra: da Acerra il sostegno a un progetto riformista

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Domani, 12 giugno, una delegazione del Comitato Progetto Civico Acerra, rappresentata da Nicola D’Onofrio, prenderà parte a Roma, presso il Palazzo dei Congressi, all’Assemblea Nazionale di Progetto Civico, un appuntamento significativo per consolidare un percorso politico e amministrativo che mette al centro i territori, le comunità locali e le esigenze concrete dei cittadini.

La partecipazione all’iniziativa rappresenta un’importante occasione di confronto con amministratori, rappresentanti istituzionali e realtà civiche provenienti da tutta Italia, accomunate dalla volontà di costruire una proposta politica credibile, concreta e radicata nelle esperienze amministrative.

Nicola D’Onofrio sottolinea come la crescita di Progetto Civico rappresenti un’opportunità per rafforzare e ampliare il campo del centrosinistra attraverso una visione riformista, pragmatica e moderna, capace di coniugare buon governo e attenzione ai bisogni reali delle persone.

Le priorità indicate dal coordinatore nazionale Alessandro Onorato – sicurezza urbana, welfare di prossimità, sostegno alle famiglie, sviluppo economico e qualità dei servizi pubblici – coincidono con le sfide che ogni giorno amministratori e comunità locali si trovano ad affrontare. Temi che richiedono risposte concrete, competenza amministrativa e capacità di ascolto.

Acerra, come molte realtà del Mezzogiorno, ha bisogno di politiche capaci di creare opportunità, rafforzare la coesione sociale e migliorare la qualità della vita dei cittadini. In questo contesto, il contributo delle esperienze civiche può svolgere un ruolo determinante nella costruzione di un centrosinistra aperto, inclusivo e profondamente radicato nei territori.

L’Assemblea Nazionale sarà anche un momento utile per valorizzare il lavoro delle amministrazioni locali e favorire la nascita di una rete sempre più ampia di amministratori, associazioni e cittadini impegnati nella promozione del bene comune.

Il Comitato Progetto Civico Acerra continuerà a lavorare per favorire la partecipazione democratica, valorizzare le energie migliori della città e promuovere una cultura politica fondata sulla competenza, sul dialogo, sulla responsabilità amministrativa e sulla capacità di trasformare le idee in risultati concreti per le comunità.

Spari contro carabiniere a Sant’Anastasia, trovato il responsabile

SANT’ANASTASIA – Svolta nelle indagini relative agli spari avvenuti nei giorni scorsi a Sant’Anastasia al termine di una lite per motivi di viabilità. I carabinieri sono infatti riusciti a individuare il presunto responsabile dell’agguato che aveva scosso la comunità locale e generato forte preoccupazione tra i residenti.

L’uomo si è presentato spontaneamente presso gli uffici dell’Arma accompagnato dal proprio avvocato, consentendo agli investigatori di chiudere rapidamente il cerchio attorno alla sua posizione. Nei suoi confronti è scattata una denuncia in stato di libertà. Durante gli accertamenti è stata inoltre consegnata la pistola che sarebbe stata utilizzata durante l’episodio. L’arma, secondo quanto emerso, risultava rubata a un appartenente alle forze dell’ordine nel corso del 2024.

I fatti risalgono alla serata di martedì scorso in via Marconi. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, tutto sarebbe iniziato da una discussione nata per questioni legate alla circolazione stradale tra due persone che viaggiavano a bordo di motocicli. La tensione sarebbe rapidamente degenerata fino a trasformarsi in un inseguimento.

Durante la fuga, il presunto aggressore avrebbe esploso sei colpi d’arma da fuoco all’indirizzo dell’altro centauro. Fortunatamente nessun proiettile ha raggiunto il bersaglio. Cinque colpi si sarebbero conficcati nella parete di un edificio mentre un sesto avrebbe danneggiato uno pneumatico di un’auto parcheggiata lungo la strada.

La vittima, un carabiniere libero dal servizio, ha immediatamente allertato i colleghi facendo scattare l’intervento delle pattuglie della Compagnia di Castello di Cisterna e della stazione locale. Sul posto sono intervenuti anche i sanitari del 118.

Le indagini proseguono per chiarire ogni dettaglio della vicenda e verificare eventuali ulteriori responsabilità legate sia all’utilizzo dell’arma sia alla dinamica degli spari. Secondo quanto riportato da Fanpage, la consegna spontanea della pistola e la presentazione ai militari hanno rappresentato il passaggio decisivo che ha consentito di identificare il presunto autore dell’episodio

Marigliano, la madre del prof Addeo muore poche ore dopo il figlio

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MARIGLIANO – La morte di Stefano Addeo ha riportato al centro dell’attenzione pubblica il tema dell’esposizione mediatica e delle conseguenze che possono derivare dalle vicende nate sui social network. L’insegnante di tedesco, residente a Marigliano, è deceduto all’Ospedale del Mare di Napoli dopo essere rimasto ricoverato per diverse settimane in seguito a un grave episodio che aveva compromesso le sue condizioni di salute.

Secondo quanto emerso, il docente non è riuscito a superare le complicazioni cliniche sopraggiunte durante il ricovero. Il decesso sarebbe stato causato da un arresto cardiaco.

Il suo nome era diventato noto nel 2025, quando un contenuto pubblicato sui social aveva provocato una forte ondata di indignazione e acceso un acceso confronto a livello nazionale. Da quel momento il caso era diventato oggetto di dibattiti televisivi, interventi politici e migliaia di commenti sul web.

La vicenda aveva avuto anche conseguenze sul piano professionale. Nei confronti dell’insegnante erano infatti scattati provvedimenti che avevano portato alla sospensione dall’attività didattica, mentre continuavano gli approfondimenti sulla vicenda.

Nelle stesse ore in cui è stata diffusa la notizia della sua morte, è arrivata anche quella della scomparsa della madre novantaduenne, con cui Addeo conviveva. Un doppio lutto che ha reso ancora più drammatica una storia già segnata da mesi difficili.

Sui social e nelle principali piattaforme online si sono moltiplicati i messaggi di cordoglio ma anche le riflessioni sul peso che la pressione mediatica può esercitare sulle persone coinvolte in casi diventati di dominio pubblico.

La vicenda di Stefano Addeo torna così a interrogare l’opinione pubblica sul rapporto tra responsabilità individuale, giustizia sociale e impatto emotivo generato dall’esposizione continua sui mezzi di comunicazione e nelle piattaforme digitali.

Maglie false del Napoli e di Geolier, blitz della Finanza nel Vesuviano

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PORTICI – Producevano capi d’abbigliamento contraffatti raffiguranti calciatori del Napoli e il rapper Geolier all’interno di un laboratorio nascosto. È quanto scoperto dalla Guardia di Finanza di Napoli nel corso di un’operazione finalizzata alla repressione del commercio illecito di merce falsa.

L’attività investigativa ha condotto i militari della Compagnia di Portici all’individuazione di un opificio clandestino utilizzato per la produzione su larga scala di articoli destinati al mercato parallelo. L’obiettivo, secondo gli inquirenti, era quello di rifornire grossisti e rivenditori attraverso una filiera completamente irregolare.

All’interno della struttura, estesa per circa cento metri quadrati, i finanzieri hanno trovato attrezzature professionali per la lavorazione tessile, materiali semilavorati e centinaia di prodotti già ultimati. Gran parte della merce riportava immagini e riferimenti a personaggi molto popolari tra i giovani e i tifosi azzurri, tra cui alcuni giocatori della SSC Napoli e il rapper napoletano Geolier.

Nel corso del blitz sono stati identificati anche cinque lavoratori che stavano operando all’interno del laboratorio senza alcuna forma di regolare assunzione. Gli accertamenti sono stati estesi sia alle condizioni di impiego sia alla provenienza dei materiali utilizzati per la realizzazione dei prodotti.

L’operazione si è conclusa con il sequestro dell’intero opificio, delle attrezzature utilizzate per la produzione e di oltre 1.300 capi ritenuti contraffatti. Il valore complessivo della merce è ora al vaglio degli investigatori.

Due persone, indicate come gestori dell’attività, sono state denunciate all’autorità giudiziaria. Dovranno rispondere, a vario titolo, di reati legati alla contraffazione e alla ricettazione.

L’indagine si inserisce nelle attività di contrasto ai fenomeni dell’abusivismo commerciale e della violazione dei diritti di proprietà industriale, settori sui quali la Guardia di Finanza continua a mantenere alta l’attenzione in tutta l’area metropolitana di Napoli.

Si ricorda che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che gli indagati devono considerarsi innocenti fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.

Delibera e confilitto di interessi, ad Acerra si dimette l’assessore La Montagna

ACERRA – Francesca La Montagna ha rassegnato le proprie dimissioni irrevocabili dalla carica di assessore del Comune di Acerra. La decisione è stata comunicata nelle ultime ore al sindaco Tito d’Errico, che ha voluto esprimere pubblicamente il proprio ringraziamento per il lavoro svolto durante il mandato amministrativo.

L’avvocato La Montagna ricopriva diverse deleghe di rilievo, tra cui Politiche Sociali, Lavori Pubblici, Personale e Protezione Civile. Nel commentare la scelta dell’ex assessore, il primo cittadino ha sottolineato il valore istituzionale del gesto.

«Desidero esprimere il mio più sincero ringraziamento all’avvocato Francesca La Montagna per il lavoro svolto con impegno, passione e competenza. Un contributo prezioso per la nostra comunità», ha dichiarato il sindaco.

D’Errico ha poi evidenziato come le dimissioni siano maturate in un clima di responsabilità politica e personale, nel rispetto del ruolo istituzionale ricoperto e della linea seguita dalla coalizione di governo cittadina.

Nella lettera indirizzata al sindaco, La Montagna ha spiegato di aver assunto la decisione «con senso di responsabilità e nel pieno rispetto delle istituzioni», cogliendo l’occasione per ringraziare il primo cittadino per la fiducia accordata in questi anni. Un pensiero di gratitudine è stato rivolto anche alla Giunta comunale, al presidente del Consiglio comunale, ai consiglieri, ai dirigenti e ai dipendenti dell’ente.

Le dimissioni arrivano in un momento di forte attenzione politica ad Acerra. Negli ultimi giorni, infatti, il dibattito cittadino si era concentrato sulla segnalazione avanzata dal consigliere Andrea Piatto e dal gruppo Ecologisti & Cittadini riguardo una presunta situazione di conflitto di interessi relativa a una delibera comunale. Una vicenda che aveva spinto l’opposizione a chiedere chiarimenti e ad annunciare possibili iniziative politiche in Consiglio comunale.

Con l’uscita di scena dell’assessore La Montagna si apre ora una nuova fase per l’amministrazione guidata dal sindaco Tito d’Errico, chiamata nelle prossime settimane a ridefinire l’assetto della Giunta e la distribuzione delle deleghe.