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Saltando in cucina, proverbio: “A’llietto stritto, coccate n’miezzo!”

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A’llietto stritto, coccate n’miezzo!

Se non c’è posto a sufficienza, arrangiati come puoi!

 

Ed è ciò che fanno, da sempre, i napoletani. Ci siamo sempre adattati, pur non rinunciando mai alla nostra identità. Ed abbiamo conquistato tutti, con la nostra simpatia. Pensate che un giornale americano ha pubblicato un sondaggio che vede pizza e spaghetti occupare ben il 35% delle preferenze fra ragazzi di età compresa fra i 6 ed i 14 anni. (segue l’ 8% del pollo fritto, un po’ cosmopolita, ma molto in voga a Napoli fino agli anni ’70).

Così, quando mi è capitato di mangiare in casa di italo-americani, ho avuto modo di vedere che molti piatti italiani erano stati adattati al nuovo continente. Insomma, le nostre comunità all’estero rappresentano un bello esempio di integrazione e, nel contempo, di diffusione della nostra cultura. Così, a Napoli abbiamo la “genovese”, lo stocco alla messinese, il fegato alla veneziana il babà francese. Per dire: dolcezza, riferendosi, in genere, ad una donna diciamo ciù-ciù, eccetera.

Allora, questa settimana, ho spaziato, con la moderazione che in genere accompagna  le mie ricette (la vita è già abbastanza complicata), nella nostra bella penisola.

Fra piatti che mangiamo anche normalmente, ma che, di sicuro, non sono nella tradizione napoletana.

 

Tagliatelle ai funghi porcini

Arrosto morto

Macedonia di frutta di stagione

 

Tagliatelle ai funghi porcini

Ingredienti per 6 persone

1 chilo di funghi porcini (freschi o congelati) tagliati a cubetti più grandi e più piccoli.

Un paio di fettine di cipolla

2 dl di olio extravergine

Sale q.b.

Un cucchiaino di farina

500 grammi di tagliatelle non all’uovo

 

Preparazione

Mettete, in un padellone, l’olio e la cipolla.. Accendete  e lasciate soffriggere. La cipolla deve appena dorare.

Togliete la cipolla e aggiungete i funghi ed il sale.

Nota: se la cipolla brucia “le punte”, cambia sapore e diventa indigesta: meglio cruda che bruciata! Coprite la padella  e lasciate al fuoco per 10 minuti. Se il sugo sarà liquido, mettete la farina direttamente dal colino, se sarà troppo denso, aggiungete una tazzina di acqua e poi la farina. Lasciate stare altri 10 minuti circa. Assaggiate, se saranno cotti, spegnete; se, invece, vi appariranno ancora duri, aggiungete un’altra tazzina di acqua. In altre parole, l’acqua servirà a sciogliere la farina. Il risultato dovrà essere una salsa cremosa con i pezzi di porcino più grandi, ancora interi.

Calate la pasta e toglietela molto al dente, utilizzando un forchettone. Finirà la cottura nei funghi porcini.

Nota: se le vedete secche, aggiungete alle tagliatelle (nella padella) poca acqua della pasta

 

Arrosto morto

Ingredienti per 6/8 persone

Un girello di vitello legato, di circa 1,5 chili (niente aromi)

Un dado vegetale con poco sale

100 grammi di burro o margarina

100 grammi di lardo nostrano (va bene anche il grasso di prosciutto) a listarelle doppie

750 ml (una bottiglia) di vino bianco secco

Sale q.b.

 

Preparazione

Con le mani, cospargete il girello con il burro, salate leggermente; aggiungete il lardo. Ponete sul gas in una teglia a misura (tenete conto che la cottura restringe la carne) e fate rosolare per una decina di minuti (si deve indorare).

Spruzzate con vino bianco e mettete al forno a 140 gradi. Intanto, avrete preparato un brodo con 100 ml di vino, 100 di acqua e il dado, da mettere a freddo. Spegnete prima dell’ebollizione, assicurandovi che il dado si sciolga. Mescolate (a freddo) il brodo con tutto il restante vino. Aggiungete al girello a piccoli mestoli, rimestando il fondo e bagnando la carne. Lasciate per due ore.

Nota se vi piace crudo, togliete l’arrosto dopo un’ora. In due ore cuoce bene.

Tagliate sottilissimo (va bene l’affettatrice) e servite cosparso della salsa di cottura.

Accompagnate con insalata verde.

 

Macedonia di frutta

Ingredienti per 6/10 persone

Tre  banane grandi

300 grammi di fragole

Tre mele grandi o tre “annurche”

Tre  Kiwi

Tre  arance tarocco o simili

Tre pere sode

60/100 grammi di zucchero (dipende dal gusto)

Il succo di due limoni

Il succo di due arance

1 bicchierino di rum

Limoncello q.b.

Preparazione

Tagliate le pere a dadi. Mettetele in una pentola con il rum, lo zucchero e il succo di un limone.

Lasciate a macerare un’ora; poi, accendete il fornello e fate cuocere per 5 minuti.

Versate in una ponciera di vetro (un’insalatiera da servizio andrà bene comunque) e mettete la frutta. aggiungendo per ultimo le fragole. Versate il succo dell’altro limone, delle arance e, per ultimo, il limoncello.

Nota: l’alcool del rum evapora con la cottura, il limoncello, no: se ci sono bambini, tenetene conto (lo potrete aggiungere anche nella vostra coppetta)

Vino: ehhhh ci vorrebbe un Brunello (anche perché il caldo avanza) ma noi diciamo che un Piedirosso (o pede e’ palummo) ci va proprio bene, a tutto pasto.

Bon appetit!