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Ottaviano: i bambini dell’“I. C. M. Beneventano” già si avviano per le strade dell’arte: canto, danza, disegno e uso dei colori

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Nella sala del plesso in via Lucci gli alunni della classe 2° A della “Primaria” hanno messo in “scena” la manifestazione conclusiva del progetto “Movi…mente”, il cui fine, felicemente realizzato, era quello di “aprire” ai bambini la strada di esperienze creative che permettessero a ciascuno di esprimersi con i suoni, con i movimenti e con i colori, e di scoprire la fascinosa bellezza dello stare insieme e del condividere interessi ed emozioni.

 

 

Una splendida manifestazione, degna testimonianza del successo di un progetto ambizioso, importante, innovativo. Mentre i bambini  cantavano e, seguendo con intelligenza le indicazioni di Susy Ardolino della Royal Dancing, danzavano con una eleganza e con un’armonia così sicure da sembrare una dote naturale, osservavo i sorrisi, i gesti, l’entusiasmo dei genitori, dei nonni e dei famigliari presenti in sala, misuravo dagli sguardi la loro soddisfazione, e dall’intensità degli applausi dedicati da tutti gli spettatori a ogni “artista” capivo che la Dirigente Scolastica Anna Fornaro, i suoi collaboratori, i docenti tutti avevano ottenuto, con questo progetto, un altro importante risultato: consolidare lo spirito di gruppo non solo tra gli allievi, ma anche tra le famiglie, che “sentivano” in questi momenti la bellezza dello spirito di comunità.

 

E gli dei sanno con quanto insistenza Ottaviano chieda, in questi anni difficili, che questo “sentimento” si estenda e metta radici sempre più salde e vive nel sistema sociale. Applausi meritatissimi quelli che gli spettatori hanno dedicato alla Dirigente, ai suoi collaboratori, ai docenti. I progetti connessi alla musica sono di fondamentale importanza nel sistema educativo: i bambini incominciano a confrontarsi con il concetto di armonia, a controllare i toni della voce, le corrispondenze tra gesti e movimenti, a essere padroni di sé e nello stesso tempo a comprendere, in misura sempre più significativa, che non c’è contrasto tra individuo e gruppo, che proprio nel gruppo il singolo trova lo spazio e le corrispondenze per realizzarsi e per dimostrare la sostanza del suo talento. Ornavano la sala i tabelloni con i disegni colorati dei bambini: erano il risultato prezioso dell’attività svolta nei laboratori pomeridiani guidati dalla docente Giovanna Andreoli e dai colleghi del “team classe” F. Franzese, P. Fortunato, M. La Marca e G. Visone.

 

I bambini che disegnano incominciano a dirci cose che non riescono ancora a comunicarci con le parole, incominciano a tracciare il profilo di emozioni e di sentimenti, a confrontarsi con il mondo esterno, a rivelare agli altri le fasi del processo in cui si sta costruendo la loro interiorità. La psicologia dei colori è una “scienza” importante, ma anche complessa, e segnata da molti “però”, perché la storia dei colori primari, e del bianco, e del nero, non è una storia lineare. E tuttavia nei disegni esposti in mostra ho notato la diffusa presenza dell’amore per il rosso intenso e per l’azzurro: il rosso dell’energia, dell’attenzione per ciò che accade intorno a noi, del rispetto di sé e degli altri; l’azzurro della serenità richiesta e garantita: i bambini che amano e usano l’azzurro dicono grazie alla scuola e alla famiglia. Ma oltre che dai colori sono stato colpito dalla varietà delle linee che costituiscono i disegni e dei modi con i quali gli autori si sono confrontati con lo spazio del supporto: alcuni hanno coperto di forme tutto il foglio, altri hanno disegnato piccole figure immerse nello spazio bianco. E anche questo è un elemento che merita attenzione e di cui discorreremo in un’altra circostanza. E’ stata veramente una splendida manifestazione, come dicevo all’inizio, il concreto documento di un Istituto che si apre con razionalità e con saggezza a importanti progetti, che sa coniugare in modo armonioso la tradizione e l’innovazione. L’anno venturo spero che accanto a ogni disegno ci sia un foglietto in cui l’autore illustra la sua opera e ne spiega il senso. Complimenti a tutti. L’ “ I.C. Mimmo Beneventano” è un faro sempre acceso.

     

 

 

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