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Uccise a Pollena dopo rapporti, sentita una terza prostituta aggredita

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Le indagini sul duplice femminicidio scoperto a Pollena Trocchia continuano a far emergere nuovi elementi e interrogativi. Al centro dell’inchiesta ci sono le storie di Sara Tkacz e Lyuba Hylyva, le due donne trovate senza vita all’interno di un edificio abbandonato della cittadina vesuviana.

 

Tra le vittime c’è anche Sara, che secondo quanto emerso aveva legami con il territorio casertano e risultava domiciliata a Santa Maria Capua Vetere. La sua morte, insieme a quella della cittadina ucraina Lyuba Hylyva, ha scosso profondamente due comunità diverse ma accomunate oggi da una tragedia che presenta ancora molti punti oscuri.

 

Per il duplice delitto si trova in carcere Mario Landolfi, 49 anni, arrestato dopo le indagini coordinate dalla Procura di Nola. L’uomo ha ammesso alcune responsabilità davanti al giudice, sostenendo però di non essere un assassino spietato ma un padre di famiglia finito al centro di una vicenda degenerata.

 

Gli investigatori stanno cercando di ricostruire con precisione le ultime ore di vita delle due donne. In particolare, alcuni approfondimenti avrebbero messo in discussione la cronologia inizialmente ipotizzata. Non si esclude infatti che entrambi gli omicidi possano essere stati commessi nella stessa giornata, a distanza di poche ore l’uno dall’altro.

 

Sul caso è emerso anche un dettaglio che potrebbe cambiare il quadro investigativo. Secondo quanto riferito da alcuni familiari, Lyuba sarebbe stata ancora viva nella giornata di domenica, avendo risposto a un messaggio inviato dal fratello. Inoltre, la donna avrebbe avuto 71 anni e non 48 come emerso nelle prime ore successive al ritrovamento del corpo. Il figlio ha inoltre escluso qualsiasi coinvolgimento della madre nel giro della prostituzione, spiegando che lavorava come badante.

 

Parallelamente gli investigatori stanno verificando il racconto di una cittadina nigeriana che avrebbe subito un’aggressione poche ore dopo il duplice omicidio. La donna ha riferito di essere stata minacciata con un coltello e costretta a consegnare la propria borsa prima di riuscire a fuggire.

 

L’inchiesta prosegue nel tentativo di fare piena luce su quanto accaduto e di comprendere se dietro la morte di Sara e Lyuba vi sia un movente legato alla rapina o un disegno criminale ancora più complesso.

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