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Reti per l’apprendimento permanente in Campania

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Alla scuola sono assegnati tutti i compiti che sappiamo: l’istruzione, la formazione, l’educazione, anzi le educazioni. Certo, perché si rivolge ai ragazzi, ma anche per le modalità che adotta e per gli strumenti per l’apprendimento che vuole far acquisire ai destinatari dei suoi interventi. Ora, se l’apprendimento dura tutta la vita, si deve “andare a scuola” per tutta la vita.

Per quanto riguarda il livello d’istruzione della popolazione in Italia, la situazione è sempre più nera, anzi precipita. Soltanto un po’ meno di un terzo della popolazione ha quei livelli di comprensione della scrittura e del calcolo che vengono ritenuti necessari per orientarsi nella vita di una società moderna, cioè comprendono i testi che leggono e li sanno collegare. il restante settanta per cento dei nostri concittadini sono afflitti da forme di analfabetismo funzionale. Con punte più alte nel sud e tra gli anziani.

E pensare che da oltre dieci anni nella legislazione comunitaria e da cinque anni nella nostra, con la legge 92 del 2012, ha trovato posto e dignità l’apprendimento permanente. Definito come “qualsiasi attività intrapresa dalle persone in modo formale, non formale, informale, nelle varie fasi della vita, al fine di migliorare le conoscenze, le capacità, le competenze, in una prospettiva personale, civica, sociale e occupazionale”.

Con l’apprendimento permanente si accolgono alcuni principi importanti: l’apprendimento avviene lungo tutto l’arco della vita; l’apprendimento si estende dalle sedi formali, (come la scuola), a contesti non formali (sempre organizzati, ma al di fuori della scuola), a situazioni informali (durante le attività quotidiane); al centro del progetto c’è la persona e non più i servizi. È una rivoluzione copernicana: si configura, insomma, il diritto della persona all’apprendimento. E il diritto all’apprendimento implica la sua esigibilità da parte di tutti.

Nel nostro paese lo strumento più importante che è stato individuato per l’esercizio di tale diritto è un sistema di reti territoriali per l’apprendimento permanente. Reti di cui devono far parte tutti i soggetti dell’istruzione formale, scuole, università, formazione professionale, centri per l’impiego, e soprattutto i Centri Provinciali per l’Istruzione degli Adulti. Ma anche le associazioni impegnate nell’apprendimento non formale, che abbiano adeguati e certificati requisiti, tra circoli culturali, università popolari o della Terza Età. E, naturalmente, le rappresentanze della Regione e delle autonomie locali.

Dopo un buon avvio in Campania, che, come in poche altre regioni, ha visto l’istituzione di un “tavolo istituzionale” di regia e coordinamento, ora tutto tace.

Eppure c’è fermento nei soggetti che dovrebbero dar vita alle reti. Con la sfida dell’apprendimento permanente si vogliono misurare innanzitutto i Centri per l’Istruzione degli Adulti, superando definitivamente quel ruolo esclusivo, importante ma limitante, di strumento di recupero di anni di studio persi e titoli mancati; quel ruolo, importante ma anch’esso limitante, di fronteggiare emergenze come quella degli immigrati; per esercitare appieno finalmente la funzione di titolari dell’istruzione degli adulti, di tutti gli adulti, prendendone “in carico” quantità sempre più significative per soddisfarne esigenze e bisogni formativi.

E con tali sfide si misurano tante associazioni che operano e s’impegnano per rispondere alle richieste d’istruzione dei cittadini, mettendo in campo percorsi formativi significativi: esse con spirito e pratica di volontariato mettono a disposizione tempo, competenze e opportunità. Ci sono poi associazioni che si avventurano nel vasto mondo dei bisogni formativi inespressi per farli emergere, cioè che s’impegnano perché il diritto all’apprendimento sia esercitato da tutti.

A questi buoni propositi la Regione deve aggiungere la consapevolezza dell’urgenza di tali iniziative formative e l’impegno a velocizzare il percorso per la costituzione delle Reti territoriali per l’Apprendimento Permanente. Speriamo nel 2019.