A Somma Vesuviana una donna ha presentato denuncia ai Carabinieri dopo un episodio avvenuto presso l’ASL di Pontecitra (Marigliano), durante la richiesta della documentazione necessaria a consentire alla sorella, disabile al 100%, di esercitare il diritto di voto con accompagnamento.
Secondo quanto riportato nel verbale di denuncia, i fatti si sono verificati nella mattinata del 24 maggio 2026. La donna, accompagnata dalle due sorelle, si è recata presso gli uffici dell’ASL per ottenere il certificato medico-legale previsto nei casi di assistenza al voto.
Nel racconto fornito dalla sorella della persona interessata, la situazione sarebbe rapidamente degenerata dopo la richiesta del certificato. La donna riferisce che il personale sanitario avrebbe sollevato dubbi sulla documentazione presentata, rifiutando il rilascio dell’attestazione e chiedendo ulteriori accertamenti. Il personale non avrebbe neppure voluto prendere visione diretta della condizione della donna, rifiutandosi di uscire dagli uffici per constatarne l’evidenza clinica, nonostante le richieste dei familiari.
L’episodio ha provocato un forte disagio emotivo nella donna interessata che, sentendosi umiliata, è scoppiata in lacrime chiedendo disperatamente di poter esercitare il proprio diritto di voto. A quel punto le sorelle ha chiesto l’intervento dei carabinieri. Nel giro di qualche ora, di fronte alle lacrime della donna disabile , le sorelle accompagnatrici hanno contattato l’ufficio elettorale di Somma che le ha indirizzate dal Presidente del seggio, pronto a far votare la donna. Stremata emotivamente e fisicamente , la donna ha potuto così esercitare finalmente il proprio diritto di voto.
L’accaduto ha lasciato un segno profondo non solo nella donna disabile, ma anche nelle sue sorelle, rimaste profondamente scosse e mortificate da quanto vissuto. Secondo il loro racconto, quello che avrebbe dovuto rappresentare un semplice passaggio burocratico per garantire un diritto fondamentale si sarebbe trasformato in un momento di grande sofferenza umana ed emotiva. Le lacrime, il senso di impotenza e la paura di non poter votare hanno reso ancora più dolorosa una situazione percepita dalla famiglia come umiliante.
Proprio per questo le sorelle hanno deciso di sporgere denuncia, convinte che episodi del genere non debbano verificarsi, soprattutto nei confronti delle persone più fragili e vulnerabili. La vicenda riporta così al centro il tema della tutela della dignità delle persone con disabilità, che devono poter accedere ai propri diritti senza ostacoli o ulteriori sofferenze. I soggetti fragili — sottolineano i familiari — dovrebbero essere accompagnati e tutelati dalle istituzioni, non messi nelle condizioni di sentirsi abbandonati o invisibili.
Una brutta esperienza per la donna disabile, una mortificazione che difficilmente dimenticherà. La famiglia si interroga ancora su quali ulteriori verifiche fossero necessarie, considerando che la donna risultava regolarmente iscritta nel registro degli aventi diritto al voto e in possesso della tessera elettorale.
La denuncia, presentata alla Stazione dei Carabinieri di Somma Vesuviana, ipotizza il reato di “rifiuto o omissione di atti d’ufficio”, previsto dal codice penale nei casi in cui un pubblico ufficiale rifiuti senza giustificazione un atto dovuto. Spetterà ora agli organi competenti verificare l’esatta dinamica dei fatti ed eventuali responsabilità. Al momento non risultano dichiarazioni ufficiali da parte dell’ASL coinvolta.






