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Ottaviano, ordinanza di chiusura per la scuola «Le Favole», mamme e insegnanti in rivolta

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L’ordinanza che dispone la chiusura per la scuola dell’infanzia di San Gennarello porta la firma del responsabile dell’ufficio commercio del comune ed è stata notificata alle 16, 30 di lunedì dalla polizia locale. La responsabile legale della scuola, Vittoria Maddaloni, non l’ha però materialmente accettata. E ieri mattina, fuori dall’istituto paritario comparivano cartelli e striscioni con la scritta «Abuso di potere». La scuola è rimasta aperta e così sarà anche stamane pur se l’ordinanza non è stata revocata. «Ho ricevuto oggi una sanzione da 150 euro – spiega la responsabile – ma non chiuderemo, piuttosto ci incateniamo qui finché non sarà chiaro che si sta compiendo un’ingiustizia». Sempre ieri, la signora Maddaloni, i suoi legali e molte delle mamme, in rappresentanza dei circa 70 bambini che frequentano la scuola dove tra l’altro il sindaco Luca Capasso si è più volte recato in visita, sono andati in municipio. Hanno parlato con il primo cittadino e con i responsabili degli uffici, ma tutto ciò che si è ottenuto è tempo: precisamente tre giorni che serviranno a verificare la ulteriore documentazione che la Maddaloni ha fornito ieri.

 

Le mamme in municipio

«Abuso di potere», la scritta ripetuta più volte sui cartelli esposti da ieri mattina dinanzi alla scuola paritaria dell’infanzia «Le Favole» a San Gennarello di Ottaviano della quale ieri uffici comunali hanno disposto la chiusura per motivi tecnici: tra l’altro la scuola ospiterebbe più alunni di quanto la normativa consenta rispetto agli spazi a disposizione. Una circostanza che la rappresentante legale dell’istituto, Vittoria Maddaloni, nega decisamente. «Non è così, siamo in regola con ogni autorizzazione e abbiamo ricevuto in questi mesi più controlli di quanti ciascuna scuola, a Ottaviano e forse in Italia, possa dire. Perché, sia chiaro, se si insiste nel voler trovare qualcosa che non va nella nostra scuola, pretenderò che le stesse verifiche siano fatte in ogni plesso cittadino, pubblico o privato che sia».  Intanto ieri la scuola è rimasta aperta e nonostante la visita della polizia locale, che ha elevato una sanzione di 150 euro, la titolare non ha alcuna intenzione di chiuderla. Tant’è che insieme a insegnanti e genitori ha spostato la protesta in municipio e i suoi legali hanno integrato la documentazione in possesso degli uffici. La scuola paritaria, che fa capo all’associazione Le Favole, è aperta da 25 anni e ospita circa 70 bambini. Secondo degli esposti pervenuti in municipio, non potrebbe ospitarne più di trenta. «Questa vicenda ha del paradossale – spiega Vittoria Maddaloni che ieri ha incontrato con i suoi legali il sindaco Luca Capasso, oltre a rappresentanti degli uffici comunali e dell’Asl – noi abbiamo tutte le autorizzazioni del caso e quelle che non erano in possesso del Comune sono state fornite ieri. Speriamo che il sindaco Capasso ci aiuti, perché tutta questa storia nasce dalle continue e ripetute missive che il genitore di due bambini, che frequentano la scuola, scrive da mesi a tutti gli enti preposti, con il solo scopo di contestare la sentenza di un giudice che dispone la frequenza dei suoi figli nella nostra scuola, per volere della ex moglie e contro la sua volontà. La separazione di due genitori in lite non può avere effetto su altre settanta famiglie, ecco perché ieri i nostri legali hanno fatto appello al giudice, noi di questa storia non vogliamo saperne più nulla, siamo in questa situazione per aver rispettato la decisione di un giudice».  Tre giorni di tempo, poi gli uffici comunali dovranno decidere sul merito. «I genitori si sono detti disponibili a far entrare i figli a scuola anche se metteranno i sigilli – spiega la Maddaloni – sono venticinque anni che lavoriamo onestamente e abbiamo tutte le carte in regola». I cartelli con la scritta «abuso di potere» restano esposti fuori dalla scuola di San Gennarello, le mamme ed i papà che si sono schierati con la titolare dell’asilo non intendono mollare e si sono detti disposti a proteste nei corridoi del municipio. Tre giorni di tempo, ma comunque oggi la scuola resterà aperta, rischiando un’altra sanzione. «La pagheremo, non chiudiamo, abbiamo la coscienza e le carte a posto» – dice Vittoria Maddaloni. Al momento, né il sindaco, né l’assessore competente hanno rilasciato dichiarazioni in merito.