La Dirigente Scolastica prof.ssa Anna Fornaro illustra al pubblico i progetti realizzati quest’anno e quelli, già programmati, per il prossimo anno. L’idea di una Scuola che si apra veramente al territorio e ne sottolinei, come un laboratorio di idee, eccellenze e occasioni.
“Mi piace pensare alla nostra scuola come ad un mosaico il cui pregio aumenta dove minore è la dimensione e maggiore la policromia delle tessere, e ciascuna di esse vale bene l’intera opera”. In queste parole c’è tutta la prof.ssa Anna Fornaro, la DS dell’I C “Mimmo Beneventano” di Ottaviano. Ci sono le sue passioni culturali, c’è la raffinata capacità di costruire analogie: e in questa capacità si rispecchiano l’energia dell’azione e la convinzione che solo il lavoro di squadra riesce a costruire le strade che vanno agli obiettivi. C’è, infine, la sapienza nell’uso della parola multipla, la parola che definisce, che suggerisce, che suggestiona.
Questa immagine del mosaico la prof.ssa Fornaro la offre, come metafora della sua idea di scuola, la mattina del 4 giugno al pubblico che nel salone di via Mattia Doria, ai Lucci, attende, in un brusio variamente composto, il saggio musicale di fine anno della giovane orchestra E’ stato un anno importante, dice la Dirigente Scolastica, un anno fatto di giorni, ore, momenti intensi e variamente partecipati, come accade per ogni anno ben vissuto che vale la pena di raccontare. Un racconto che da quest’anno, come recita il Piano triennale dell’offerta formativa, “si fonda sulle priorità del benessere psico-fisico e socio-relazionale, le pari opportunità e l’inclusione, le competenze di cittadinanza attiva, dove la scuola fa da volano alla disseminazione di buone pratiche, alla costruzione di una rete territoriale a sostegno di centri di ascolto attivo, percorsi di prevenzione,di legalità, di costruzione di opportunità per saper essere e saper fare “sul serio””.
Mentre tra leggii e spartiti, posti ad emiciclo, spuntano violini, flauti, trombe, tastiere sorretti dalle fragili e temerarie dita adolescenti, l’orchestra e il “piccolo coro” della scuola accordano i loro strumenti tra la folla “adorante” di genitori, nonni, amici, sostenitori.“E’ questo il motivo per cui ringrazio quelli che sono qui – dice la Dirigente -: in un mondo in cui la comunicazione è surrogata dall’evento comunicativo, dove l’identità di ognuno si brucia nell’attimo stesso dell’esigenza di visibilità dei social,dove il facile sensazionalismo distoglie il senso della notizia dai fatti, esserci, stare accanto gli uni agli altri, sentirsi sorridere, parlare , respirare, assistere ai fatti prima di raccontarli, fare la storia invece di subirla: tutto questo ci riconsegna alla fisicità ed alla fattività gioiosa dell’esistenza, ci riscatta dalla reificazione mediatica….questo è il tempo della scuola del fare…”
E di cose ne hanno fatte i giovani protagonisti dell’IC “Beneventano” validamente orchestrati da uno staff docente di grande professionalità e incessante operosità. Madrina di eccezione, Angela Romano, docente di musica, introduce con grazia e leggerezza i convenuti nell’ avventura di un anno , trascorso tra esperienze di vario spessore formativo: un laboratorio cinematografico che ha visto i ragazzi cimentarsi ora nella produzione del cortometraggio “ L’insostenibile fragilità del bullo”, quando la scuola si ispira alla vita vera e realizza un “compito di realtà”durante un campo scuola a Paestum; ora nella realizzazione di attività grafico-pittoriche di manierismo pop-avanguardista : il tributo a Mimmo Beneventano, il medico poeta e consigliere comunale, a cui la scuola è intitolata è l’espressione più bella e delicata dell’amore , la Natività. I ragazzi si sono distinti per il 2° posto regionale nel concorso fotografico “ Terra dei fuochi, terra di bellezza”, hanno ripercorso con “Il giardino della memoria”, insieme al liceo “ A.Diaz”, le vicende della Shoah e hanno ricordato a tutti,con “Il festival dei diritti dei bambini”,, l’infanzia“negata” per sempre ai migranti protagonisti delle recenti cronache.
Le note trascinanti della “Tammurriata” accompagnano il lungo elenco delle numerose attività premiate, e le note avvolgenti di “Titanic”, magistralmente eseguite dall’orchestra, si mescolano ai ringraziamenti per le associazioni del territorio che hanno contribuito a realizzare piccoli e grandi sogni: uno per tutti, “consentire una inclusione efficace a tutti gli alunni DA e permettere a molti di essi di partecipare ai viaggi di istruzione; una scuola che cresce insieme al territorio e dissemina al suo esterno buone pratiche. Una scuola vissuta dall’interno – la Dirigente sottolinea con vigore questo concetto – che può regalare momenti di pura gioia durante le attività didattiche, se esse mostrano il volto della sana competizione e della vittoria che risiede nella partecipazione: i successi alle nazionali dei Giochi matematici; giovani filosofi crescono nel concorso “Eurogiovani”, dove qualche alunna eccelle nel pensiero speculativo; già dalla primaria si impara ormai a progettare da soli il videogioco preferito (coding) e nella secondaria , insieme agli alunni del liceo Torricelli, si fanno volare i droni…Il “ curricolo verticale” vola alto tra i diversi e complementari segmenti di scuola: musica e strumento dalla primaria ; inglese e pre-danza dalla scuola dell’infanzia.”.
La scuola dialoga con il territorio anche con un salotto aperto alla cittadinanza per riflettere su temi di grande interesse, come l’evoluzione delle città nel tempo, le mode e i problemi dell’alimentazione, la resurrezione come motore dell’arte e della vita, l’arte e la moda: e nella “riflessione” attiva su quest’ ultimo tema sono stati coinvolti gli alunni dell’Istituto“ Luigi de’ Medici” e artisti e Maestri artigiani del territorio.
La Ds lancia, infine, un invito ai genitori: lasciare gli alunni a scuola anche in estate con due progetti che sono in cantiere e iniziare, l’anno prossimo, un percorso di alternanza scuola-lavoro come accompagnamento e orientamento dei più giovani verso la scuola di II grado. I giovani orchestrali, sul cui volto si esprime tutta la luminosa passione della musica,con la polo bianca e il papillon di raso bleu, si apprestano ad eseguire l’inno di Mameli: tutti in piedi, sullo schermo passano le immagini degli ultimi salvataggi della Guardia Costiera italiana, qualcuno si emoziona, tra le braccia di qualche signora sfavillano fasci di fiori , nella sala adiacente troneggia un magnifico buffet realizzato dalle docenti con una torta a tre pani istoriata con fiori di zucchero e note musicali, qualcuno inizia a cantare con la mano sul cuore….“nessunopotrebbe negare che sia stata una bella giornata, in un bel Paese, in una splendida città. Una delle tante pagine belle. Delle nostre pagine belle”.
E’ facile scrivere un articolo seguendo e ascoltando la prof.ssa Anna Fornaro: vive l’intera scena e i dettagli, e mentre li vive, li racconta, con gli occhi e con le parole. Se volesse, potrebbe descrivere le emozioni di ogni genitore e di ogni alunno.



