Il dott. Massimo Lanzaro, psichiatra e psicoterapeuta, è autore di libri e di articoli sull’indagine psico-sociologica intorno al cinema, alla letteratura, alle arti figurative. Gli interventi di A. Andriuzzi e di C. Cimmino. L’attività culturale della “Fidapa” di Ottaviano.
Il convegno si è tenuto lunedì 6 giugno, nella sala convegni dell’Hotel Augustus di Ottaviano. L’hanno organizzato le socie della “F.i.d.a.p.a” BPW Italy della locale sezione, presieduta dalla signora Jussara Alvarez. Protagonista dell’incontro è stato il dott. Massimo Lanzaro, psichiatra e psicoterapeuta, autore di libri e di articoli pubblicati su riviste nazionali e internazionali, studioso di un tema originalissimo e affascinante, l’analisi in prospettiva psico- sociologica del cinema, delle arti figurative, della letteratura. Il cinema era al centro del convegno ottavianese, dedicato alla presentazione del libro “ Dsm- 5 e i film che spiegano la psiche”.
Dopo le parole di saluto della Presidente Jussara Alvarez, la conduttrice dott.ssa Ornella Petrucci, giornalista, ha illustrato all’attento pubblico la storia culturale del dott. Lanzaro e gli obiettivi che la sua ricerca si propone e che sono chiaramente indicati nel risvolto di copertina del penultimo libro dello studioso “DSM- Cinema! I film che spiegano la psiche”:“la psichiatria e il cinema hanno in comune il tentativo (con intenti ed approcci ovviamente diversi) di comprendere, spiegare e prevedere, seppur nella maniera frammentaria che ci consente il proteomorfismo dell’anima, i sentimenti, i comportamenti, le emozioni e, più in generale, le vicende umane”. Hanno introdotto l’intervento del dott. Lanzaro quelli del prof. Angelo Andriuzzi e del prof. Carmine Cimmino, i quali hanno approfittato della scienza del dottore e della sua disponibilità, per porgli delle domande sul rapporto tra cinematografia e realtà politico – sociale, sul valore artistico del cinema, sulla partecipazione del pubblico allo “psicodramma” che si monta intorno ad ogni film. In particolare, il prof. Andriuzzi ha sottolineato l’importanza scientifica degli studi condotti dal dott. Lanzaro, e l’alto valore della sua prosa, che rende di agevole comprensione anche i concetti più complessi, mentre il prof. Cimmino ha esortato il protagonista della serata a completare l’opera così genialmente intrapresa estendendo la sua riflessione al rapporto tra ogni forma di immagine e la psicologia, e ai “modi” con cui i nostri occhi vedono il mondo.
Il dott. Massimo Lanzaro ha risposto a tutte le domande, anche a quelle che gli sono state rivolte dal pubblico, in particolare da due giovani, che gli chiedevano di commentare il complesso rapporto che si instaura tra regista, sceneggiatore, direttore della fotografia e attori nel determinare il significato di un film: e questo vale, ha detto il dottore, non solo per il cinema, ma per tutte le forme dell’arte e per tutti i “messaggi” della comunicazione. A questo proposito, il dott. Lanzaro ha ricordato che nel 2009, leggendo l’analisi critica che egli aveva fatto del film “Ricomincio da capo” lo sceneggiatore americano Scott Myers lo esortò a non trovare nelle opere cinematografiche troppi significati.
L’ultima parte della serata è stata dedicata a riflessioni interessanti sul concetto di “opera aperta” e sulla funzione politico – sociale dei film. Non a caso uno dei capitoli più interessanti di “DSM – Cinema! I film che spiegano la psiche”, pubblicato nel 2014, Massimo Lanzaro lo dedica al film “Il venditore di medicine”, in cui la crisi esistenziale del protagonista, un rappresentante di medicinali, interpretato da Claudio Santamaria, si intreccia con i temi drammatici del “comparaggio” delle case farmaceutiche, del “cospirazionismo post- comparaggio” e dell’ “invenzione” di nuove malattie.
Alla fine, applausi convinti per tutti, e una comune certezza: che ci saranno altri incontri con il dott. Massimo Lanzaro, perché il convegno è servito soprattutto ad approntare una lista di questioni che meritano di essere affrontate. Il tema del prossimo appuntamento è stato già fissato: un confronto tra il cinema di Truffaut e la pittura di Bacon. Insomma, gli splendidi ambienti dell’ Hotel Augustus hanno ospitato una splendida serata, all’insegna dell’eleganza, dell’ ironia, della raffinata levità di toni, della cultura autentica, quella che spiega come “vediamo” il mondo, e quindi ci aiuta a capirlo meglio.



