POMIGLIANO D’ARCO – La crisi legata a Trasnova continua a pesare in modo significativo sul territorio pomiglianese, dove centinaia di lavoratori si trovano sempre più vicini alla perdita dell’occupazione. Dopo mesi di mobilitazioni, incontri con le istituzioni e presidi, la situazione appare ormai vicina a un punto critico. A partire dal 1° maggio, infatti, numerose famiglie potrebbero ritrovarsi senza stipendio e senza adeguate garanzie.
In questo clima di forte preoccupazione, i lavoratori hanno deciso di rivolgersi direttamente al Presidente della Regione Campania, Roberto Fico, attraverso una lettera aperta, per sollecitare un intervento concreto.
“Egregio Presidente della Regione Campania Fico, la nostra vertenza è drammatica e rischia di lasciare tra pochi giorni le nostre famiglie senza lavoro e senza prospettive. Ricordiamo quando, in campagna elettorale, era presente ai cancelli per darci solidarietà, pronto ad ascoltarci e a sostenere i nostri problemi. Quella presenza rappresentava per noi un segnale importante del Suo impegno verso il mondo del lavoro e un sostegno morale di primaria importanza. Oggi però, da quando Lei è diventato Presidente della Regione, ci sentiamo messi in secondo piano.
Ci saremmo aspettati la Sua presenza agli incontri istituzionali, in particolare nell’ultimo di Venerdì in Regione, e anche al presidio pacifico del giorno di Pasqua, proprio in una delle vertenze più delicate del territorio. Stiamo vivendo una situazione estremamente difficile, con il rischio concreto di licenziamento ormai imminente e l’impossibilità di intravedere soluzioni concrete. Per questo Le chiediamo un intervento immediato, concreto e visibile, di tornare ad ascoltare i lavoratori e di farsi carico di questa vertenza in prima persona anche in occasione del prossimo tavolo al MIMIT.
Confidiamo in un Suo riscontro e soprattutto in un Suo impegno reale affinchè si garantisca la continuità la lavorativa in un territorio già disastrato a livello occupazionale. I lavoratori Trasnova”
La lettera rappresenta l’ennesimo tentativo dei dipendenti di ottenere attenzione istituzionale su una vertenza che, giorno dopo giorno, assume contorni sempre più urgenti. I lavoratori chiedono risposte rapide e soprattutto azioni tangibili, mentre il tempo stringe e il rischio di perdere il lavoro diventa sempre più concreto.



