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Stabilimento Leonardo, attivisti identificati dai carabinieri durante volantinaggio

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Momenti di tensione nella mattinata di ieri davanti allo stabilimento Leonardo di Nola, dove un’iniziativa sindacale di volantinaggio ha acceso il confronto tra lavoratori, attivisti e forze dell’ordine.

Secondo quanto riferito da FIOM e Unione Sindacale di Base, alcuni partecipanti all’iniziativa sarebbero stati fermati e identificati dai Carabinieri durante la distribuzione di materiale informativo. I sindacati sostengono che l’attività fosse stata preventivamente comunicata e organizzata nel rispetto delle regole.

Nel loro intervento pubblico, le sigle sindacali parlano di un episodio giudicato “preoccupante”, sottolineando come il volantinaggio rappresenti una pratica consolidata e legittima nei luoghi di lavoro. Secondo la loro ricostruzione, il controllo sarebbe apparso eccessivo rispetto al contesto, con il rischio di creare un clima di pressione nei confronti dei lavoratori impegnati nell’attività sindacale.

Sulla stessa linea anche alcuni attivisti, tra cui esponenti di Potere al Popolo, presenti sul posto insieme ai delegati. In una nota diffusa nelle ore successive, si evidenzia la volontà di proseguire nelle iniziative, ribadendo l’importanza del diritto all’organizzazione e alla mobilitazione.

Al centro della protesta resta comunque la situazione industriale del sito nolano, in particolare per il comparto Aerostrutture. I rappresentanti dei lavoratori chiedono da tempo maggiore chiarezza sulle prospettive produttive e occupazionali, esprimendo timori su possibili riorganizzazioni o ridimensionamenti.

L’episodio, dunque, si inserisce in una vertenza più ampia che riguarda il futuro dello stabilimento e le scelte strategiche del gruppo. Non si escludono nuove iniziative nelle prossime settimane, anche alla luce di una mobilitazione nazionale già annunciata per fine maggio a Roma.

Resta aperto il confronto tra le diverse parti: da un lato le esigenze di ordine pubblico in un contesto industriale sensibile, dall’altro la richiesta di garantire pienamente gli spazi di espressione sindacale. Una vicenda che riporta al centro il tema dell’equilibrio tra sicurezza e diritto al dissenso nei luoghi di lavoro.

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