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L’allarme del PD di Acerra: “Valanga di cemento all’orizzonte”. L’assessore: “Rispetteremo il territorio”

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Sull’area metropolitana più cementificata d’Italia potrebbe abbattersi una nuova valanga di calcestruzzo. Ed è una valanga da record. La giunta comunale di Acerra ha infatti adottato un piano urbanistico preliminare che prevede la costruzione – è scritto nero su bianco – di un numero di nuovi alloggi che potrà variare “dai 2300 ai 3000”. Roba da lottizzazioni in “stile” anni Ottanta-Novanta, l’epoca dei condoni edilizi tombali. Il preliminare del “puc” è stato adottato il 5 novembre dall’esecutivo retto dal sindaco centrista Raffaele Lettieri ma soltanto qualche giorno fa è stato lanciato l’allarme mattone facile, durante un convegno pubblico organizzato dalla segretaria cittadina del Partito Democratico, Paola Montesarchio, che ha chiamato a raccolta architetti, ingegneri ed esperti del settore. Tecnici che si sono dichiarati contrari alla strategia urbanistica proposta da due architetti romani, i fratelli Alessandro e Luigi Benevolo, collaboratori in passato dell’ex ministro delle infrastrutture Pietro Lunardi. Ai due professionisti capitolini, che hanno lo studio a Brescia, il Comune ha affidato il compito di progettare la futura Acerra. Ma c’è chi tra i colleghi locali critica in modo negativo il nuovo piano. << Non ce lo aspettavamo proprio – la stroncatura dell’architetto Nicola Stellato, relatore del dibattito pubblico tenuto la scorsa settimana – l’indirizzo del preliminare adottato dalla giunta punta a creare una città satellite attorno all’area urbanizzata, tende cioè ad ampliare la città invece di recuperare il centro storico, che è ridotto male e che si sta desertificando, e di rendere più viva, funzionale e moderna tutta la zona urbanizzata che giunge fino alle attuali periferie >>. Intanto le frasi scritte nello strumento urbanistico appena adottato non lasciano spazio ai dubbi. << Le previsioni del nuovo PUC – scrivono gli architetti Benevolo – sotto il profilo residenziale sono articolate per una cifra compresa tra 2.300 e 3.000 alloggi complessivi, di cui orientativamente metà nei completamenti perimetrali e metà tra densificazione delle zone consolidate e parziale utilizzazione dei vuoti urbani prima descritti >>. C’è un grafico contenuto nella relazione del piano che spiega meglio queste parole, con una serie di quadretti arancioni, rossi e verdi. Sono le future lottizzazioni. I quadretti riempiono gli spazi vuoti, cioè i terreni liberi ubicati all’interno dell’area urbana, e una vasta zona di campagna. Questi segni formano una mezza luna che cinge l’area a ridosso della città, una “falce” che da sud est, dallo Spiniello, giunge a nord ovest, verso la provinciale che collega Acerra a Caivano. Una nuova città che si aggiungerà a quella attuale, in cui 60mila persone vivono stipate in poco più di venti chilometri quadrati zeppi di palazzi, strade strette e dove peraltro esistono centinaia di appartamenti vuoti, rimasti sfitti o invenduti, il risultato delle ultime grandi speculazioni. << E’ una sorta di Anello – spiega serafico l’assessore all’urbanistica, Giovanni Di Nardo – comunque – rassicura l’assessore – l’indirizzo della Regione e della Città Metropolitana è di recuperare l’edificato. Come dice il professor Benevolo essendoci ad Acerra spazi vuoti c’è la possibilità di edificare. Ovviamente l’obiettivo è di evitare la realizzazione di “casermoni”. E’ il concetto di “città sfumata”: coprire gli spazi che vanno verso la campagna rispettando i territori >>. L’assessore specifica comunque di essersi insediato in giunta quando ormai tutto il lavoro del preliminare di piano era già stato fatto. << Stiamo procedendo spediti – specifica Di Nardo – dopo l’adozione ci sarà l’approvazione del puc, sempre da parte della giunta, e poi quella del consiglio comunale, entro sei mesi. Poi il puc passerà alle osservazioni della Città Metropolitana >>. Il piano regolatore di Acerra risale al 1982. Da allora non è stato mai aggiornato. Nel frattempo sono sorti interi quartieri.

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