Nella 29esima giornata di campionato il Napoli ospita il Lecce, in una sfida che potrebbe significare molto nella corsa Champions, considerando lo scontro diretto tra Como e Roma. Quando si pensa a Napoli-Lecce, la mente non può che andare allo scontro tra le due compagini del 19 dicembre 2010.
Anche in quell’occasione gli azzurri stavano lottando per posizioni importanti, e il freddo pomeriggio del San Paolo sembra però essere stregato: nonostante il netto dominio territoriale, la squadra di Mazzarri non riesce a trovare la via del vantaggio, tra parate di Rosati e attaccanti poco ispirati (colossale l’occasione fallita dalla meteora Dumitru). Arriva la famosa zona Mazzarri e il resto è storia. Sembra essere il momento della fine quando Corvia supera De Sanctis con un destro preciso: lo stadio è in silenzio, come un paziente in punto di morte.
Arriva però Grava, simbolo della cazzimma che contraddistingue quel gruppo, salva sulla linea e il pubblico si rianima. Sul ribaltamento di fronte, il Napoli ha l’ultima occasione a disposizione; la palla arriva al Matador che salta un paio di avversari e scarica una botta tremenda: è gol, con un colpo di scena da oscar. Il boato dello stadio è clamoroso e da quel momento l’amore tra Napoli e Cavani non sarebbe più finito.



