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Si è svolta ieri alle 19, presso la Galleria d’arte “O’ Vascio” a Somma Vesuviana, l’inaugurazione della mostra di Maria Gagliardi. L’evento culturale, dal titolo “Biografie”, è stato organizzato dal Collettivo Summa e sarà visitabile fino al 30 marzo 2019.

Come una poesia che dopo averla letta risuona già nella memoria con immediata familiarità, le opere di Maria Gagliardi si impongono sin da subito nella vista di chi le osserva.
“Biografie” rappresenta una raccolta di opere che si muove dal calore tipico della fotografia vernacolare ad una riflessione sull’identità dei soggetti ritratti. Quando l’artista interviene sui volti, tagliandoli, segnandoli, suscita quasi un’affascinante inquietudine. Si è continuamente in bilico tra una comoda zona di comfort ad un luogo dell’anima intangibile e misterioso che trova il suo racconto nel libro/installazione, dove l’artista si è liberata delle immagini per lasciare posto alla composizione del segno fatto di parole scritte, strappi, carta ingiallita.

A proposito del suo intenso lavoro, l’artista dice: “La mia ricerca artistica approfondisce i temi del ricordo e della memoria, come spazio sacro di identità soggettiva e collettiva. In un mondo così fortemente globalizzato e tendente all’uniformità, l’espressione più intima del sé avviene, dunque, attraverso il ricordo, la memoria. Il collegamento con la propria storia, i propri affetti, la propria terra, i propri gusti e retaggi personali e condivisi, diventa collegamento con se stessi. Il ricordo delle cose passate è personalissimo e intimo. Non ha pretesa di essere oggettivo, non necessariamente gode di intrinseca coerenza, sovente è infedele. Eppure, esso crea la realtà e in esso si radica il concetto di identità. I ricordi sono bellezza cristallizzata. Vagano nella dimensione del non tempo. Scrivono la nostra biografia. Costruiscono significati. Ci conducono al senso della nostra discesa.
Essi mutano col mutare della nostra prospettiva e, nel loro eterno ritornare -talvolta immutati e cristallizzati, talaltra con lievi variazioni di angolazioni e sfumature, talaltra ancora, riproponendosi in maniera del tutto inedita- possono giungere a guidarci in una riscrittura in chiave evolutiva della nostra storia e del senso stesso della nostra esistenza”.