Riceviamo e pubblichiamo
“Sul decreto Sicurezza il governo consuma un doppio strappo: mortifica il Parlamento con l’ennesima forzatura istituzionale e, allo stesso tempo, propone una visione della sicurezza tutta repressiva, incapace di affrontare le vere fragilità dei territori”. Lo afferma Carmela Auriemma, vicecapogruppo M5S alla Camera.
“L’abuso della fiducia è ormai diventato la cifra di questo esecutivo, ma sul dl Sicurezza si è superato ogni limite: nessun reale confronto in commissione, emendamenti compressi, tempi ridotti al minimo, persino il testo inizialmente non disponibile. Un imbarazzo istituzionale e un obbrobrio costituzionale che svuota le prerogative parlamentari e umilia il ruolo delle opposizioni”.
“Ma c’è anche un nodo di merito profondissimo: non si garantisce sicurezza ai cittadini moltiplicando soltanto norme punitive. La sicurezza vera si costruisce rafforzando i presìdi sociali nei territori, intervenendo nelle periferie, prevenendo il disagio e contrastando le cause della devianza minorile. Servono più assistenza ai minori, strumenti di monitoraggio precoce delle situazioni a rischio, un potenziamento degli organici degli assistenti sociali e investimenti nelle reti educative e di prossimità”. 
“Dove lo Stato arretra sul fronte sociale, avanza l’insicurezza. Per questo continuiamo a dire che la sicurezza non coincide con repressione e propaganda, ma con la capacità di rendere più forti le comunità e più sicuri i territori. È lì che si misura la credibilità di una politica seria”.



