Le Zone Economiche Speciali come architrave dello sviluppo del Mezzogiorno, ma con uno sguardo che vada ben oltre la stagione del Pnrr. È questa la traiettoria indicata da Giosy Romano, nuovo responsabile del Dipartimento per il Sud, nel corso di un’intervista rilasciata a Il Mattino, in cui delinea una strategia che punta su investimenti, semplificazione e visione di lungo periodo.
Secondo Romano, la Zes unica non è più solo uno strumento sperimentale, ma rappresenta ormai “una certezza” per il Sud. Un’affermazione che trova riscontro nei numeri e nella crescita delle autorizzazioni registrate negli ultimi anni, segnale di un territorio che torna ad essere competitivo e attrattivo. Il modello, tuttavia, non è ancora pienamente compiuto e necessita di un ulteriore salto di qualità, soprattutto sul piano amministrativo.
Il tema centrale resta infatti quello della burocrazia. Per il neo capo del Dipartimento, la vera sfida è ridurre tempi e passaggi, rendendo più fluido il rapporto tra imprese e pubblica amministrazione. In questo senso, la semplificazione diventa una leva decisiva non solo per il Sud, ma per l’intero sistema Paese. Non a caso, Romano evidenzia come interventi di questo tipo possano avere effetti positivi anche nelle regioni del Nord, senza penalizzare il Mezzogiorno.
Guardando oltre l’attualità, emerge con forza la necessità di costruire una prospettiva stabile. Il Piano nazionale di ripresa e resilienza rappresenta un’occasione irripetibile, ma non può esaurire la strategia di crescita. Serve, al contrario, una programmazione strutturale capace di accompagnare lo sviluppo nei prossimi anni. In questo quadro, le Zes diventano uno strumento permanente, non legato a una singola stagione di finanziamenti.
Romano sottolinea inoltre come il lavoro già svolto abbia prodotto risultati concreti, contribuendo a migliorare l’immagine del Sud agli occhi degli investitori. “Le Zes unica, nata grazie all’intuito dell’allora ministro Raffaele Fitto, continua a produrre risultati importanti e fornirà una certezza”, afferma, ribadendo la solidità del percorso intrapreso.
Infine, un passaggio fondamentale riguarda il coordinamento tra istituzioni. Senza una collaborazione efficace tra livelli di governo, ogni politica rischia di perdere incisività. Per questo, il Dipartimento per il Sud si propone come cabina di regia capace di integrare strumenti nazionali e interventi territoriali, trasformando le opportunità in sviluppo reale e duraturo.


