Poco prima di suicidarsi C. C., ragazza modello di Pomigliano, stava per andare alla sua festa di laurea. Ma i carabinieri hanno scoperto che le mancavano ancora cinque esami e la tesi.
Comprendere il suicidio di una ragazza modello è sempre molto difficile se non impossibile. Una ragazza fidanzata da 14 anni e ormai prossima alla laurea, peraltro. Alla ventinovenne C. C. mancavano soltanto cinque esami per conseguire il titolo di farmacia-veterinaria presso l’università Federico II, titolo che al massimo entro un anno avrebbe avuto in pugno. Eppure qualcosa è andato storto, qualcosa di incontrollabile è scattato nella mente della giovane: ieri mattina si è tolta la vita impiccandosi al rubinetto della doccia di casa. Un suicidio avvolto da un alone di mistero. Proprio per la giornata di ieri C. aveva infatti organizzato la festa di laurea: il buffet con gli amici e i parenti, i confetti.
Ma non si comprende il perchè. Dopo che C. ha deciso di lasciare questa terra i carabinieri hanno telefonato all’università e hanno scoperto che quella festa, quel buffet, quei confetti erano per il momento ingiustificati. “Nessuna discussione della tesi oggi: le mancavano cinque esami”, la risposta della Federico II ai militari. C. prima di fare quello che ha fatto era stata dal parrucchiere. Si era preparata di tutto punto. Quindi, quando era orami sul punto di uscire alla volta di quella festa surreale, si è fermata un attimo. “Aspettate – ha detto ai genitori – devo andare in bagno”. C. si è chiusa lì dentro. Da lì non è più uscita. Una famiglia perbene quella di C. C., figlia di un pensionato della Fiat, mamma casalinga, e nipote di Maurizio, presidente del consiglio comunale di Pomigliano.
Ora ci s’interroga su tante cose, anche su possibili ansie da prestazione per quello studio così faticoso ma che comunque la giovane era quasi riuscita a compiere del tutto. Ansie che spesso hanno mietuto tante vittime tra gli studenti. Ma è solo un’ipotesi. Ieri si è recato sul posto, in via Bari, nei pressi di viale Alfa, dove abitava la studentessa, don Aniello Tortora, parroco della chiesa del Rosario, ubicata proprio a pochi passi dall’appartamento in cui viveva la giovane.
(>Fonte foto: Rete internet)

