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San Giuseppe Vesuviano. Tabula rasa in via Trieste e Trento

Gli operai erano partiti per potare i rami, hanno abbattuto quasi tutte le piante. Al Comune nessuno sa niente. LE FOTO

Il 27 ottobre scorso, di primo mattino, gli operai del Comune si sono recati in via Trieste e Trento e hanno cominciato la potatura degli alberi. Forse il caldo, forse i consigli di qualche residente o forse un eccesso di buona volontà e gli operai del Comune si sono fatti prendere la mano e hanno demolito tutti gli alberi sul lato sinistro, quello che confina con la Circumvesuviana, poi sono passati a destra e hanno lasciato in piedi solo quattro degli alberi esistenti.

Possiamo ipotizzare che sono stati fermati da qualcuno nella loro sciagurata attività, perché il metodo di potatura usato non lascia dubbi, sarebbero stati abbattuti anche quelli. La cosa ha prodotto immediatamente una serie di denunce finite sui giornali locali alle quali l’amministrazione Catapano non ha risposto. Abbiamo cercato di approfondire la vicenda ma abbiamo raccolto solo voci, che riportiamo con il beneficio dell’inventario. I residenti hanno tirato un sospiro di sollievo, finalmente i loschi traffici portati avanti in maniera indisturbata da decenni da stranieri e piccoli delinquenti locali avranno termine.

Tolte le piante ci sarà ampia visibilità. Ricordiamo che la strada di giorno è usato come parcheggio abusivo da chi è diretto a Napoli in treno e di notte diventa ricettacolo di ogni disperato della zona, i quali per una questione di tranquillità rompe i fari della pubblica illuminazione per tenere la zona al buio. Abbiamo chiesto spiegazione ai politici. Luigi Miranda assessore al territorio ha così risposto: “Non conosco i fatti, gli operai avevano solo l’ordine di procedure alla potatura periodica. L’Amministrazione non ha in cantiere progetti per riqualificare la zona”. Pietro Ferraro, assessore alle Politiche Ambientali, ha affermato: “Non sono al corrente dei fatti, apprendo in questo momento (sabato 1 novembre n.d.r.) che ci sono degli alberi abbattuti, lunedì andrò al comune e mi informerò. Come amministrazione abbiamo solo in cantiere la potatura stagionale degli alberi, nessun abbattimento è previsto”.

Mentre gli operai erano al lavoro, nella zona sono stati visti il sindaco Catapano e l’assessore alla polizia locale Lorenzo Archetti. A questo punto il mistero si infittisce e inizia il tam tam delle storie raccontate a mezza bocca dai cittadini. Ricordiamo che uno degli sport più in voga in città è la produzione delle lettere anonime. Da alcuni cittadini intenti a discutere sul posto apprendiamo che alcuni residenti si sono rivolti all’amministrazione perché stanchi di essere vessati dai criminali che, anche di giorno, spadroneggiano in via Trieste e Trento vendendo droga e sesso senza controllo. La notte questo mercato cresceva in maniera esponenziale grazie al fatto che questi personaggi rompevano continuamente le lampade della pubblica illuminazione creando un’enclave fuori da ogni controllo, il giorno dopo a terra si trovavano bottiglie vuote e ogni sorta di rifiuti.

Quindi l’amministrazione Catapano sembra che abbia risposto in maniera sbrigativa: tagliando gli alberi alla radice, emulando un periodo della storia patria vecchio di una settantina d’anni. Sono quindi scattate una serie di denunce che hanno visto intervenire i Carabinieri i quali nella loro veloce indagine hanno appurato che l’ordine di servizio prevedeva solo la potatura e che alcuni alberi freschi tagliati erano a casa di un dipendente comunale. La cosa ha sortito il blocco del cantiere. Questi fatti, che riportiamo dalla voce popolare, non sono stati oggetto di riscontro.

La storia ha avuto una ripercussione su un altro cantiere, in piazza Elena D’Aosta. Era previsto che con il legno dello sfalcio insieme ad altri tronchi abbattuti all’ex Asilo Croce Rossa, si provvedesse a montare i giochi per i bambini nella piazza antistante l’Ufficio Postale. Il lavoro sarebbe stato fatto in economia dagli operai del Comune, i quali sentitesi accusati, si sono rifiutati di fare lavori non previsti dal contratto, abbandonando il cantiere a metà. E’ strano che un’amministrazione che ha fatto della trasparenza la sua bandiera elettorale, che per ogni sospiro produce un comunicato stampa, su un fatto così eclatante non ha niente da dire, anzi, permette ogni illazione di sorta incluso la mortificazione morale degli operai del Comune seriamente impegnati nella manutenzione ordinaria.

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