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sabato, Maggio 21, 2022

Pompei ed Ercolano per la prima volta al British Museum

Si inaugura il 28 marzo la spettacolare mostra che sta suscitando grande attesa a Londra.. Un’indiscutibile opportunità di rilancio per i siti archeologici vesuviani, dopo i crolli pompeiani che ne hanno appannato l’immagine nel mondo.

È una grande mostra che segna un debutto: per la prima volta Pompei ed Ercolano saranno protagoniste di un’esposizione al British Museum. Tra enigmatiche steli egizie, megaliti dell’Isola di Pasqua, discoboli greci, fregi del Partenone, e le tante meravigliose collezioni del museo londinese, per sei mesi avranno posto duecentocinquanta preziosi oggetti provenienti dai siti archeologici vesuviani. La mostra, intitolata “Life and Death in Pompeii and Herculaneum” (Vita e morte a Pompei ed Ercolano), in programma a partire dal 28 marzo, promette di essere un’eccellente vetrina per le due mete turistiche campane, a breve celebrate in uno dei templi della cultura più prestigiosi al mondo.

Non che, ovviamente, Pompei sia da meno, per importanza, rispetto al grande museo fondato a Londra nel Settecento. Tuttavia, un evento del genere potrebbe dare nuovo lustro alla città sepolta dal Vesuvio, dopo i danni all’immagine provocati da crolli e scandali negli ultimi anni. La mostra londinese, tra l’altro, arriva a poche settimane dal varo, da parte della Commissione europea, del grande progetto per salvare Pompei, finanziato da Bruxelles con 40 milioni di euro. Il commissario europeo agli Affari regionali, Johannes Hahn, ha stimato che i lavori di restauro e consolidamento, la cui fine è prevista per il 2017, potrebbero significare, per gli Scavi, un incremento di 300mila visitatori all’anno, a opera ultimata.

Un ulteriore flusso di turisti che si aggiungerebbe agli oltre due milioni di visitatori annui già attualmente conteggiati dalle statistiche: inevitabile aspettarsi, come scrive la stessa Commissione europea, «enormi benefici diretti e indiretti per l’economia regionale».
L’esposizione londinese, sponsorizzata da Goldman Sachs, si avvale della collaborazione della Sovrintendenza speciale ai beni archeologici di Napoli e Pompei. Una collaborazione «generosa», come l’ha definita Neil MacGregor, direttore del British Museum. Molti degli oggetti che saranno esposti nella capitale inglese, infatti, vanno in trasferta per la prima volta, e alcuni non sono mai stati esposti, neppure in Italia. Oltre a fregi e statue normalmente esibiti all’Archeologico di Napoli, vanno in prestito sei pezzi di arredamento in legno, un prestito che il museo londinese definisce «senza precedenti».

Tra questi ci sono una credenza, una panchina da giardino, uno sgabello intagliato, e una culla che ancora oggi, a distanza di duemila anni, può essere fatta dondolare, come se dovesse tuttora custodire bambini. «La mostra – spiegano gli organizzatori – darà ai visitatori un assaggio della vita quotidiana di Pompei ed Ercolano, dalle strade gremite alle case abitate dalle famiglie. Lo spazio domestico è il contesto essenziale per le vite delle persone, e ci permette di avvicinarci alla cultura degli antichi romani». Ecco perché, sottolineano i promotori della mostra, «l’esposizione esplorerà le vite degli individui nella società romana: non le classiche figure dei film e della televisione, come imperatori, gladiatori e legionari, ma uomini d’affari, donne potenti, schiavi liberati e bambini».

Il curatore della mostra, Paul Roberts, intervistato dalla rivista “Archeologia Viva”, ha sottolineato, appunto, che intento degli organizzatori è coltivare un’immagine degli antichi romani diversa rispetto agli stereotipi cinematografici: non verrà esaltata la grandezza imperiale, dunque, ma lo stile di vita delle persone comuni. Con molte sorprese per il grande pubblico, ad esempio riguardo al ruolo della donna nella società romana. D’altronde la mostra del British Museum sta suscitando grande attesa Oltremanica: se ne è occupata ampiamente la Bbc e ne hanno scritto i più importanti quotidiani. Il Guardian, ad esempio, ha dedicato un ampio servizio all’evento, ripercorrendo i problemi dei due siti archeologici, a cominciare dalla carenza di fondi, e auspicando che la mostra londinese aiuti a rilanciare gli inestimabili tesori che giacciono all’ombra del Vesuvio.
(Fonte Foto: Rete Internet)

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