A 21 anni lavora a Foggia con Alstom Service Italia nel deposito Trenitalia. «Non sapevo nemmeno cosa fosse uno schema elettrico, oggi ho due abilitazioni e una proposta di contratto a tempo indeterminato»
Prosegue il viaggio tra le storie di chi ha trasformato la formazione tecnica in una strada concreta verso il lavoro. Dopo i racconti di Gennaro Berlingieri e Dalila Saetta, il percorso dentro ITS Academy TEC MOS incrocia questa volta la storia di Fabio Sergi, 21 anni, nato a Napoli, oggi impegnato a Foggia nel deposito ferroviario Trenitalia con Alstom Service Italia.
È una storia che comincia in modo molto contemporaneo: non davanti a uno sportello, non con un manifesto attaccato a un muro, ma scorrendo Instagram. Fabio aveva da poco concluso il diploma in Relazioni internazionali per il marketing e, come molti ragazzi in quella fase sospesa tra “e adesso?” e “vediamo che succede”, cercava una direzione. Poi, tra un contenuto e l’altro, compare un post su un corso di formazione nell’ambito ferroviario.
«Stavo girovagando su Instagram, come facciamo tutti oggi, quando mi uscì un post che parlava della possibilità di partecipare a un corso di formazione nel settore ferroviario. Erano passati pochi mesi dal diploma e decisi di provarci. Mi dissi: sicuramente non mi farà male», racconta Fabio.
La scelta, però, non era scontata. Il suo percorso scolastico non aveva nulla di tecnico in senso stretto. Ragioneria, diritto internazionale, marketing: un mondo apparentemente lontano da elettrotecnica, rotabili, circuiti e manutenzione ferroviaria. E infatti il primo pensiero fu quello di molti: sarò all’altezza?
«La mia preoccupazione era proprio questa. Venivo da una scuola di ragioneria e diritto internazionale e pensavo che avrei trovato parecchie difficoltà. Non sapevo neanche dell’esistenza di uno schema elettrico. Però a casa il fai da te non era così raro, quindi un minimo di manualità c’era. Mi sono detto: proviamo».
A dicembre 2023 inizia il corso con ITS Academy TEC MOS a Maddaloni. La prima parte è dedicata alle materie scientifiche: elettrotecnica, matematica, fisica, informatica. Poi arrivano le lezioni più specifiche, teoriche e pratiche, sugli organi di sicurezza dei rotabili. È lì che le formule cominciano a perdere quell’aria minacciosa da interrogazione scolastica e diventano qualcosa di concreto.
«All’inizio vedi numeri, formule, schemi e pensi: va bene, ma tutto questo a cosa serve? Poi, quando cominci a entrare nella parte pratica, capisci. Le lezioni erano tenute anche da ingegneri provenienti da diverse aziende: prima teoria con presentazioni e lavagna digitale, poi attività pratiche nei depositi. Da quel momento ho iniziato a capire davvero il senso di quello che stavo studiando».
Nel racconto di Fabio c’è un passaggio che resta impresso: l’ingresso negli impianti aziendali. La formazione, nel modello ITS, non resta chiusa in aula. Si misura con luoghi veri, procedure vere, tecnici veri. Ed è proprio lì che qualcosa si accende.
«Spoiler: da lì in poi ho iniziato a puntare ad Alstom. Se parteciperete al corso capirete il perché nel momento esatto in cui entrerete nel loro impianto. È spettacolare», dice con entusiasmo.
Dopo le lezioni arriva il momento dello stage. Fabio sceglie una strada diversa rispetto agli altri compagni di corso: lascia la Campania e va a Foggia. Una decisione non banale, soprattutto a vent’anni, ma cercata con lucidità.
«Sono stato l’unico del corso a decidere di andare fuori regione. L’ho fatto perché volevo uscire dalla mia comfort zone, volevo una sfida in più. Ho iniziato lo stage con Alstom Service Italia il 3 marzo 2025 nel deposito ferroviario Trenitalia di Foggia. È stata un’esperienza che mi ha fatto crescere tantissimo».
Lo stage dura circa sei mesi, 800 ore di formazione sul campo. Nel deposito Fabio entra in contatto con due tipologie di rotabili, ETR104 2.0 e DMU. All’inizio non può operare direttamente sui mezzi, perché nel settore ferroviario le abilitazioni sono un passaggio fondamentale. Ma osserva, affianca, aiuta, assorbe. E anche questo, nel suo percorso, diventa apprendimento.
«Durante lo stage non potevo intervenire direttamente sul rotabile perché non avevo ancora le abilitazioni ferroviarie, una parola che sentirete spesso se farete questo percorso. Però aiutavo il team in tutto quello che potevo e soprattutto osservavo. Guardavo qualsiasi cosa facessero sul rotabile. È stato fondamentale».
Poi arriva una data che Fabio ricorda con precisione: 17 luglio. Alstom Service Italia gli propone un contratto a tempo determinato di un anno con agenzia interinale, tramite Gi Group. Un primo traguardo vero, arrivato poco dopo l’esperienza formativa.
«Il 17 luglio me lo ricordo ancora. Alstom mi ha proposto un contratto di un anno. Oggi ho due abilitazioni, porte e trazione-repulsione, e sto per studiare circuiti elettrici e impianto pneumatico-freno. Da poco ho ricevuto anche una proposta di contratto a tempo indeterminato con Gi Group per conto di Alstom Service».
Oggi Fabio lavora con il suo team soprattutto su interventi di manutenzione correttiva e modifiche. Un mestiere tecnico, impegnativo, in cui la giornata non è mai uguale alla precedente. Ed è proprio questa variabilità, questa necessità continua di capire, intervenire, risolvere, a piacergli di più.
«Ogni giorno è diverso, e adoro questo lavoro soprattutto per questo. Trovi ostacoli, certo. Ma il bello è trovare il modo di superarli. È così nel corso, è così nel lavoro, è così nella vita».
A chi oggi sta valutando se iscriversi a un percorso con ITS Academy TEC MOS, Fabio manda un messaggio diretto, senza troppi giri di parole.
«Ragazzi, provateci. Non fermatevi davanti a un ostacolo. Io mi sono messo in gioco in tutto e per tutto e grazie al corso, ma soprattutto alla voglia di fare, sono arrivato dove sono ora. E non ci sono arrivato a 30 o 40 anni, ma a 21. Ho conosciuto persone che mi hanno cambiato il modo di vedere le cose, e la cosa che mi elettrizza di più è sapere che continuerò a conoscerne di nuove. Servono impegno e dedizione, questo è chiaro. Ma se trovate un ostacolo, il bello è imparare a superarlo. Mettetevi in gioco».
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