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Il percorso che deve affrontare un disabile che vuole rendersi indipendente attraverso la patente di guida.

Rilasciata a tutti coloro che sono vittime di una minorazione anatomica, funzionale o sensoriale, la patente speciale è un certificato che attesta la funzionalità del disabile alla guida di un veicolo e viene concesso soltanto in seguito ad una visita medica presso una specifica Commissione. I veicoli, ovviamente, dovranno essere opportunamente modificati per consentire al disabile la piena funzionalità del mezzo.

Nel caso di chi sia stato colpito da disabilità in un momento successivo all’ottenimento della patente, al fine di conseguire la conversione della sua vecchia patente di guida a quella speciale, il disabile dovrà ugualmente sottoporsi alla visita medica.
Da quando è stata cancellata la categoria F, le patenti speciali sono state classificate con le sigle: AS – BS – CS – DS, sigle che sono seguite in tutti i casi da un codice con validità europea che permette l’identificazione del tipo di handicap e degli adattamenti apportati al veicolo.

La procedura per ottenere la patente speciale non è complicata. Basta infatti recarsi ad un ufficio competente presso l’Asl del proprio territorio e richiedere una visita di idoneità. Nel caso fossero necessari, i medici legali presenti alla visita hanno la facoltà di richiedere eventuali accertamenti specialistici. Infine, così come accade nelle richieste per la patente ordinaria, il disabile dovrà affrontare l’esame di guida, teoria e pratica. Per l’aspetto teorico dell’esame, sarà possibile rivolgersi in qualsiasi autoscuola.

Differente è invece il caso dell’esercitazione alla guida, che necessita una preventiva informazione per valutare la disponibilità in sede di una vettura che sia dotata dagli specifici adattamenti richiesti dalla Commissione medica.

(Fonte foto: Rete Internet)

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