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Parte la settimana di cig sulla catena di produzione della Panda. Intanto stasera Caldoro incontra i sindacati per avere un quadro della situazione di Finmeccanica nella regione. In ballo c’è il destino dei comparti Alenia, Selex e Ansaldo.

Scatta la cassa integrazione alla Fiat di Pomigliano. Le vendite della Panda sono in discesa e l’azienda non appena avverte un calo manda tutti a casa. Lo stop alle produzioni dell’utilitaria durerà per una settimana. Rientro al lavoro previsto per martedi 3 febbraio. Una pausa piuttosto lunga. Ce ne sono state altre nel 2014. Ormai c’è la netta sensazione che se a Pomigliano non arriva un altro modello di vettura la situazione non potrà che peggiorare. L’impianto automobilistico napoletano è rimasto l’unico stabilimento italiano del gruppo a produrre un solo modello. Qui da poco è stata lanciata anche la Panda Cross.

Ma in questo caso si tratta di un segmento di mercato molto piccolo. La grande fabbrica sta vivendo pure una sorta di piccola diaspora. Nel frattempo infatti stanno partendo alla volta dello stabilimento Fiat di Melfi alcuni operai che lavoreranno provvisoriamente nel sito lucano, in trasferta, per dar manforte alle nuove produzioni Jeep Renegade e Fiat 500 X. Ma Pomigliano resta senza nuove missioni, in cassa integrazione. Un vero paradosso se si pensa che proprio in cambio della sopravvivenza della fabbrica partenopea l’amministratore delegato Sergio Marchionne ha ottenuto nel giugno del 2010 il si del 62 per cento dei dipendenti a cambiare il contratto di lavoro, rendendolo molto più flessibile e favorevole alle aziende, in deroga a quello nazionale dei metalmeccanici.

Un vero paradosso anche se si pensa che questa modifica è stata poi estesa, contrariamente a quanto più volte promesso, a tutto il gruppo nazionale dell’automotive Fiat. Se poi si considera che i sacrifici di Pomigliano hanno avuto come risultato anche la conquista del titolo di stabilimento Gold Medal, cioè medaglia d’oro sul fronte della nuova organizzazione imposta dal sistema Wcm, beh , allora viene proprio da mangiarsi le unghie e forse qualcos’altro all’ombra del Vesuvio. Preoccupazioni intanto anche su un altro delicato fronte, quello di Finmeccanica.

Dopodomani il manager della grande azienda a partecipazione statale, Mauro Moretti, presenterà a Londra il nuovo piano industriale. Si temono tagli drastici sia nel settore ferroviario ( Ansaldo Sts di Napoli-via Argine ), che in quello dei sistemi radar e di sorveglianza ( Selex di Bacoli e di Giugliano ) e aeronautico ( Alenia di Pomigliano, Nola e Capodichino ). Stasera., alle 19 e 30, il presidente della giunta regionale, Stefano Caldoro, incontrerà a palazzo Santa Lucia i sindacati per fare il punto della situazione.