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Continua la mobilitazione per l’acqua pubblica in Campania

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Presidio presso il consiglio regionale contro la proposta di legge Caldoro/Romano. L’appuntamento è per martedì 27 gennaio, ore 11.Dopo la bella, partecipata e colorata manifestazione dei comitati e della rete dei sindaci di ATO3 Sarnese-Vesuviano a Napoli del 17 gennaio, la lotta per una gestione pubblica e partecipata dell’acqua prosegue senza sosta.

Il giorno martedì 27 gennaio 2015, alle ore 11:00, è indetto presso la sede del Consiglio Regionale della Campania un presidio dei Comitati civici per l’acqua pubblica in occasione della riunione della VII commissione ambiente che dovrà discutere e deliberare in merito al disegno di legge sul riordino del servizio idrico che fa seguito alla Delibera di Giunta Regionale n°812 del 30/12/2014.

Il disegno strategico della Giunta Caldoro posto in essere dalla Delibera prima enunciata è quello di centralizzare tutte le scelte fondamentali relativamente al servizio idrico (affidamento del servizio, determinazione della tariffa, poteri di controllo) in mano ad un numero ristretto di delegati del consiglio d’ambito degli EIATO, che sono i nuovi enti di gestione previsti, di cui tra l’altro non vengono definiti nella delibera i confini geografici. Una prospettiva così definita da parte della Giunta Regionale Campana si pone l’obiettivo di espropriare ulteriormente ed in modo definitivo, i Sindaci e le comunità locali delle loro prerogative costituzionalmente previsterispetto al governo del Servizio Idrico, incrementando il potere dei Gruppi Multinazionali che controllano già oggi alcune porzioni del Servizio idrico regionale (come ACEA nel Sarnese-Vesuviano con GORI) e favorendo ulteriori privatizzazioni e dismissioni di questo fondamentale bene comune.

L’esperienza di GORI ha dimostrato sul campo che la via della privatizzazione è una strada sbagliata, inefficiente, inefficace ed onerosissima per i cittadini. La prospettiva di intervento legislativo avanzata dai comitati, si pone, invece, nel solco della vittoria referendaria del 2011e delle mobilitazioni che si sono susseguite nell’intera regione (Napoli, ATO3 sarnese vesuviano), che hanno delineato come obiettivi prioritari la fuoriuscita dalle logiche di mercato e l’attivazione di percorsi istituzionali fondati sulla partecipazione delle comunità locali nella gestione del bene comune acqua. Il disegno legislativo della Regione Campania è in contrasto con questa prospettiva di gestione pubblica e partecipata e quindi va rigettata complessivamente.

Nello specifico chiediamo con forza una diversa legge che deve porre l’attenzione sui seguenti aspetti fondamentali:
I Poteri relativi alla gestione (affidamento, tariffe, controllo) devono restare in capo alle assemblee dei sindaci degli enti d’ambito;
La perimetrazione degli ambiti territoriali così come definiti dalla precedente legge regionale 14/97 definiti in modo maggiormente consono ai bacini idrografici, unità fondamentali per il governo della risorsa acqua;
La statuizione di percorsi di partecipazione popolare all’interno dei meccanismi di gestione del Servizio Idrico.

Sarebbe grave che i Consiglieri Regionali non raccogliessero le indicazioni che provengono da tutti i territori della Campania, piegandosi al perverso disegno privatizzatore della Proposta di legge Caldoro/Romano, appoggiata da quei poteri che da sempre sono trasversali agli schieramenti politici.
Il Presidio di martedì 27 rientra all’interno di una strategia complessiva dei comitati di mobilitazione che punta a creare una serie di occasioni dove possa emergere in modo diffuso sia il contrasto alle politiche di privatizzazione che le proposte per una gestione pubblica e partecipata della risorsa acqua e degli altri beni comuni

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