I lavoratori, assieme agli ex Ergom provano ad accedere all’iniziativa organizzata dalla Cisl.
Questa mattina, 26 giugno, dalle 9.30 presso la Mostra d’Oltremare di Napoli i lavoratori dell’ex-Ergom(2° indotto campano per numero di dipendenti) e della Fiat di Pomigliano provano ad accedere all’iniziativa, aperta ai giornalisti ma chiusa ai lavoratori, organizzata dalla CISL assieme ai sindacati firmatari, alla quale sarà presente anche la Fiat nella persona di Rebaudengo (leggi) http://www.fim.cisl.it/public/files/120621%20Fiat%20seminario%20locandina%202.pdf . Sanno lì per dire che «è veramente vergognoso dire di voler fare un bilancio dell’accordo di Pomigliano escludendo i lavoratori fuori dalla FIP e senza certezza per il futuro occupazionale.
Tanto più che in questi 2 anni proprio FIM, UILM, Fismic ed UGL, assieme alla Fiat, hanno coscientemente rassicurato e parlato di Piano Panda come panacea tutti i mali sia per i 4700 lavoratori della FIAT di Pomigliano sia per i 1000 lavoratori dell’attuale Plastic Components, Magneti Marelli, già ex-Ergom. Tutte le loro promesse occupazionali continuano persino ora che circa 2200 colleghi della Fiat e 750 dell’ex-Ergom non sono in FIP ma in cassa integrazione, che scadrà ad inizio luglio 2013, senza nessuna prospettiva».
«Saremo lì perché- continuano i lavoratori – un sindacato degno di questo nome non può discutere di Fiat ed indotto in Campania oggi senza parlare del fatto che:
– la Panda non basta nemmeno per la metà dei dipendenti di Pomigliano e per di più la FIP farà 6 settimane di fermo quest’estate con un’auto lanciata nemmeno 7 mesi prima;
– l’ex-Ergom ha chiuso 3 stabilimenti campani su 4 e mandando via più della metà dei macchinari produttivi e impiegando solo quasi 220 su 1000 dipendenti per produrre componenti all’interno della FIP toglie all’ex-Ergom lo storico ruolo di indotto di Pomigliano, rimanendo senza piano industriale, come confermato dall’incontro di Maggio coi vertici della Magneti Marelli
Saremo lì perchè alla luce di quanto scritto fin’ora vogliamo avere risposte e vogliamo presentare il conto a chi ha promesso lavoro sicuro in abbondanza in cambio della perdita dei più elementari diritti ora che la Fiat dopo i diritti si sta prendendo anche il lavoro».

