Il Presidente della provincia Luigi Cesaro inaugura la nuova sede del Pdl anastasiano e afferma: “è stato giusto appoggiare la maggioranza finchè le cose non sono precipitate”.
«Popolo…di Sant’Anastasia». Questo è quanto rimane sulla targa esterna del "quartier generale" di Carmine Esposito della vecchia dicitura Popolo della libertà di Sant’Anastasia, segnale emblematico della spaccatura che si è creata nella destra anastasiana. Se parte della maggioranza si stringe attorno al primo cittadino, trovando sponda in alcuni consiglieri di minoranza, il Pdl si rimette a lucido ed espone un’insegna nuova di zecca. Questa volta in Via Primicerio, ad eguale distanza dalla sede dei fedelissimi di Esposito e da quella degli amici-nemici del Partito Democratico.
Sì perché all’inaugurazione della nuova sede del Pdl c’erano un po’ tutti, dal capogruppo PD Giovanni Barone al consigliere de La destra Mario Gifuni, passando per rappresentanti del mercato ortofrutticolo e del comitato per l’isola ecologica. Ma c’era soprattutto il Presidente della Provincia Luigi Cesaro che, dopo il taglio del nastro, ha affermato: «Nasce ora a Sant’Anastasia un nuovo Pdl, grazie al lavoro che il Commissario D’Anna e i consiglieri De Simone e Ciccarelli hanno portato avanti in un momento così difficile per la politica a tutti i livelli».
Non poteva mancare un accenno alla questione della spaccatura interna alla maggioranza. «Ho sempre creduto che fosse giusto appoggiare la maggioranza – queste le parole di Cesaro – finché gli eventi non hanno preso una piega diversa. Il rapporto col primo cittadino rimane civile ma il nostro oggi è un percorso autonomo». A togliersi qualche sassolino dalla scarpa è anche il commissario della sezione Vincenzo D’Anna, per il quale «l’uscita dalla maggioranza è stato un atto obbligato dalle circostanze e non il frutto di un diktat calato dall’alto».
«L’apertura di questa sezione – ha continuato il commissario D’Anna – segna per tutto il centro-destra anastasiano un momento di confronto, critica e collaborazione. Quando sono arrivato a Sant’Anastasia ho trovato dei dissapori che ci auguriamo possano essere superati a condizione che il momento politico prenda il sopravvento sul momento amministrativo. Riportare il discorso nell’ambito delle forze politiche significa affrancare Sant’Anastasia dai personalismi, da gruppi di potere che si vanno consolidando intorno ad interessi. Fermo restando il dialogo democratico, non accettiamo di essere annoverati tra i buoni solo perché siamo consenzienti. Rivendichiamo il diritto di contestare proposte amministrative che non vanno nell’interesse della cittadinanza».

