A Natale dovremmo essere tutti più buoni! Facciamo opere di carità, salutiamo affettuosamente chi ammazzeremmo alla prima occasione buona, ma poi, nel focolare domestico e purtroppo non solo, ci dimentichiamo di chi ci sta più vicino: le nostre donne.
Adesione incondizionata ed entusiastica a un’idea, una fede, una teoria e simili, che comporta l’intolleranza più assoluta dell’opinione altrui. Con queste parole, il mio Zingarelli d’ordinanza, definisce la parola fanatismo. Purtroppo, con questo termine, mi vedo costretto ad apostrofare chi, sempre più spesso, talvolta mascherandosi dietro le progressive innovazioni dei tempi e delle tecnologie moderne, discrimina chi la pensa diversamente da lui. E sì, le tecnologie!
I ragazzetti ne fanno un largo uso ma non per questo sono più bravi e più informati; sta di fatto che l’aver aperto siti internet e aver aderito ai cosiddetti social network non fa di un promulgatore di idee né un giornalista, né una persona saggia. Spulciando qua e là nella rete, grazie anche alla segnalazione di amici, sono incappato in un sito, www.pontifex.roma.it, ora non so se questo sito abbia i rigori dell’ufficialità, e se la voce dell’editorialista appartenga ai canoni telematici della santa sede, (io non credo, anche perché nello spazio in questione non ve n’è alcuna menzione) ma lo ritengo comunque un esempio ideale per portare avanti il ragionamento su una sorta decadenza dei tempi e di soffuso fondamentalismo cattolico che si insinua tra di noi.
Qual è la questione? Quella del cosiddetto femminicidio! Parola non propriamente corretta dal punto di vista stilistico ma temo che purtroppo rientrerà, presto o tardi, anche nel mio amato Zingarelli, ma qui si capisce che lo stile conta poco e il punto è malauguratamente un altro, a tutt’oggi infatti, epoca d’informazione di massa, si continua a discriminare la donna in quanto tale e lo si fa soprattutto da parte di certi ambienti cattolici che ben sappiamo radicati su tutto il territorio nazionale e quindi con un notevole impatto sulle coscienze. Il problema fondamentale è che non solo la si discrimina ma le si usa reiteratamente violenza e in più, dopo tutte le angherie che le si possono fare, le si imputa il fatto che se l’è andata a cercare!
Sì, perché secondo l’editorialista del suddetto spazio internet, che non oso chiamare giornale, le donne provocano! (LEGGI). Vabbé, allora significa che la prossima volta che vedrò una bella cassata siciliana in una vetrina, che provocherà i miei istinti più famelici, allora infrangerò il vetro o la estorcerò con violenza al malaugurato esercente e addurrò il fatto di esser stato provocato dalle sue allettanti forme e contenuti. Ironia a parte il ragionamento della provocazione femminile non regge, anche se, tra le pagine della rete è molto facile e neanche più di tanto anonimamente, trovare riferimenti alla donna come provocatrice, per non dire puttana!
D’altro canto le si antepone l’immagine dell’angelo del focolare, dimenticando però che questa è innanzitutto e soprattutto persona e se questa persona ha voglia di portare una minigonna è libera di farlo così come noi, sani maschi, siamo liberi di guardala; ma punto! Finisce lì! Nella logica della seduzione, nella logica delle parti di uomo e di donna, questo è sempre esistito, purché rimanga nell’ambito del rispetto delle libere scelte personali. Ma se è anche vero che noi esseri umani progrediamo, e allora diamolo a vedere realmente questo progresso, e accettiamo che tutto questo contempli un intangibile principio, quello della libertà dell’individuo, che voglia avere abiti succinti o comportamenti disinibiti; questo è nella sua libertà, come quella di chiunque voglia agire altrimenti.
Perché viceversa, magari solo a parole (ma sappiamo benissimo che possono essere anche pietre) lapideremmo le nostre figlie, le nostre moglie e le nostre madri, sicuri, come il più fondamentalista di nostri fratelli islamici, di aver agito nel giusto, perché supportati dalla forza di un rassicurante sentire comune. La cosa più esilarante che ho letto nei vari post del sito in questione è stata quella che secondo loro, gli uomini sono stati ormai colpevolizzati da una “presunta” ondata di femminicidi, e così, quasi a voler scardinare, a uno a uno, tutti i casi di omicidio e violenze in cui si vedono coinvolte le donne come vittime, si è addirittura asserito che la sovrastima dei delitti sia da addurre a un atto premeditato a convenienza delle strutture ricettive e assistenziali, speranzose di ottenere eventuali stanziamenti di fondi da parte dello stato; a questo mondo ci si può aspettare di tutto, ma allora che dire della chiesa, stranamente unico sistema di welfare in questo paese?
A questo punto mi cascano le braccia davanti a tanta cecità. Ma se la donna subisce, praticamente da sempre, le nostre angherie di uomini saccenti e prepotenti, come si può asserire una cosa simile, pubblicamente e in maniera tanto impunita se non con l’avallo del fanatismo? Sempre nello stesso luogo telematico trovo esempi (LEGGI), o ritenuti tali, di donne che commettono omicidi e violenze, a dimostrazione che esse si stiano incattivendo.
Anche questo, secondo il sottoscritto, è un ulteriore esempio di discriminazione nei confronti dell’altra metà del cielo (permettetemelo, sono un romanticone), infatti si continua a vedere la donna come un essere angelico, relegato a un ruolo prefissato dalla natura e da dio e non come un essere libero e responsabile delle proprie azioni, ci si ostina a non volerla vedere in quanto persona! Che poi questa persona possa sbagliare, questo, è nelle sue facoltà e sembra che anche la chiesa lo contempli e ad ogni modo, ognuno di noi ne risponderà davanti alla legge degli uomini o del proprio dio.
Infine la logica dei numeri, delle statistiche, che illogicità! Come se bastasse poi un numero congruo di reati a far sì che questi possano avere dignità di cronaca o di civico rispetto, per me ne basterebbe anche uno, uno soltanto di sopruso, perché per me l’uomo, il maschio, la femmina, il bambino, l’omosessuale e tutti coloro che non possono aderire a quell’immagine di omologazione che in molti cercano ancora, per me, ripeto, sono tutti degni di nota e d’amore, a prescindere se sono uno o centomila!
(Fonte foto: Rete Internet)

