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martedì, Novembre 30, 2021

Le donne dal SUD per cambiare il paese

La rivendicazione dei diritti delle donne e dell’attuazione di politiche di genere, a livello regionale in Campania, può innescare il circolo virtuoso del cambiamento anche nel resto del paese.

Lo scorso 8 marzo si è svolta una conferenza stampa su un’interessante iniziativa della CGIL di Napoli. Nei saloni di via Torino, infatti, proprio in occasione della giornata della donna, è stata presentata una piattaforma di rivendicazioni centrata sulle donne, viste come la forza motrice che può portare nel paese l’indispensabile cambiamento a partire dal Sud.
La novità non è nell’interesse di questo sindacato per le questioni di genere. Questo, infatti, è sempre esistito e si è espresso, nel corso degli anni, attraverso iniziative, sportelli, incontri, studi e rivendicazioni specifiche, ma anche attraverso la creazione di coordinamenti e collegamenti con le diverse realtà sociali.

Tuttavia adesso, grazie al lavoro e all’impegno costante delle donne di questo sindacato, è stata redatta una piattaforma rivendicativa, rivolta alla regione Campania, frutto dell’incontro tra la CGIL di Napoli e le Associazioni femminili e femministe napoletane. Da questo incontro è nata una piattaforma ricca e articolata, dove si integrano le rivendicazioni storiche sindacali e quelle proprie dei movimenti delle donne.
La conferenza è iniziata, nell’emozione generale, con un video sull’incendio di Città della Scienza e con l’intervento di alcune dipendenti della Città della Scienza che hanno affermato la ferma volontà di tutti di ricostruirla al più presto.

Poi si è illustrata la piattaforma. Il primo punto, che nel nostro Sud è diventato una drammatica emergenza, è il lavoro. Dovrebbe essere un diritto e invece ora è un diritto negato, per troppi e in special modo per le donne. In Campania sconvolge il dato statistico secondo il quale solo il 20,4% delle donne è occupato, a fronte della percentuale nazionale che è del 38%, già di per sé ai minimi storici. Inoltre, anche in caso di pari inquadramento, le donne percepiscono remunerazioni inferiori agli uomini del 25%.
Le politiche regionali degli ultimi anni hanno smantellato il welfare, disinvestendo nella sanità, nei servizi e nelle politiche di sostegno al reddito, mentre il lavoro di cura non riceve alcun tipo di riconoscimento né sociale né economico. Questo perché la Regione Campania ha sposato in pieno il disegno nazionale di un welfare residuale, ridotto ai minimi termini.

Di qui la richiesta di azioni concrete per invertire questa tendenza: incentivi per le aziende che creano occupazione femminile, sblocco del turn-over nella pubblica amministrazione e in quei settori in cui l’occupazione femminile è più diffusa, ampliamento dell’occupazione femminile attraverso lo sviluppo delle attività di bonifica del territorio e di tutela dell’ambiente, maggiori investimenti nei settori della ricerca, della formazione, della cultura. Anche la flessibilità dell’età di ritiro dal lavoro e il riconoscimento del lavoro di cura ai fini della maturazione del diritto alla pensione sono provvedimenti che, oltre a costituire welfare, portano come conseguenza la creazione di occupazione.

Ma ci sono altri due punti qualificanti intorno a cui si sviluppa la piattaforma. Uno è il ripristino e il potenziamento delle strutture dei servizi, con asili nido, consultori e rifinanziamento del fondo per le non autosufficienze. La piattaforma chiede anche un’indennità di maternità come diritto di cittadinanza, a carico della fiscalità generale, come accade nel resto di Europa, e l’inserimento di ulteriori mediatori culturali per le donne migranti. L’altro punto è la lotta alla violenza sessuata. A questo proposito si chiede di finanziare e sostenere le politiche di prevenzione, sensibilizzazione e contrasto alla violenza di genere, con un nuovo piano per le case di accoglienza per le donne maltrattate e per i centri antiviolenza.

E’ anche richiesta una legge regionale sulle coppie di fatto e omosessuali.
All’incontro erano presenti diverse componenti dei movimenti che hanno contribuito alla stesura della piattaforma: l’UDI, Se Non Ora Quando, l’Associazione per la Casa delle Donne, le Donne di SEL e del PD, le rappresentanti dei centri antiviolenza. Tutte con la maglietta rosa “Mai più senza di noi” realizzata dalla FILLEA per l’occasione.

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