Si è aperta con il botto e ufficialmente la campagna elettorale del candidato sindaco Mariano Caserta, in un teatro, il Metropolitan, stracolmo di persone, giovedì 30 aprile, che hanno partecipato all’avvio «inedito» del candidato sindaco che ha voluto dare spazio ai temi e alle voci scelti democraticamente tra i suoi 128 candidati delle otto liste che lo sostengono, mettendo assieme esperienze civiche ed i partiti del «campo largo», a partire dal PD cittadino.
E tutta l’attenzione era data anche dalla presentazione del programma elettorale, da cui i candidati saliti sul palco hanno attinto durante i loro interventi, presentati, come il resto della serata, dal giornalista Francesco De Rosa.
Dalla vivibilità alla cultura, dalla sicurezza del territorio ai rapporti con gli Enti sovracomunali della cosiddetta «filiera istituzionale», dai problemi quotidiani alle disabilità, dall’inclusione all’economia, fino al tema prioritario della legalità che, nel programma, nero su bianco, apre ad un nuovo scenario.
La futura amministrazione, dovessero i cittadini decretare la vittoria della coalizione di Mariano Caserta, si impegna a costituirsi parte civile se un procedimento dovesse coinvolgere consiglieri comunali, assessori o amministratori, senza riserve e tutte le volte che qualcuno cede alla corruzione o a tentate induzioni indebite.
E parte civile si costituirà anche l’amministrazione a guida Mariano Caserta tutte le volte che ci saranno vicende di femminicidio o procedimenti per violenza sulle donne, maltrattamenti sulle fasce indifese e ingiustizie gravi.
Si tratta di un impegno importante e chiaro.
«Vogliamo – afferma il candidato sindaco Mariano Caserta, ancora stordito dalle emozioni del primo appuntamento pubblico di coalizione – dare a Sant’Anastasia un segnale forte di discontinuità con il passato. Chiunque si occupa di politica nella nostra città, in maggioranza o in opposizione, in giunta o altrove, deve sapere che siamo pronti a tutelare in ogni sede la legalità, la tutela del bene comune, le donne, i bambini o ogni fascia debole che subisca violenza o ingiustizia».


